“Senza targa” a Lamezia Terme: il centro Riforme-Democrazia-Diritti invita all’incontro di martedì 13 novembre, ore 17, Palazzo Nicotera

con Paola Bottero, Alessandro Russo, Costantino Fittante, Giuseppe Borrelli,
don Giacomo Panizza, Mario Congiusta, Rocco Mangiardi, Marisa Garofalo

Si può parlare di buonavita in territori dove il potere e la violenza della malavita sembrano escluderla a priori? Si può stimolare la voglia di riscatto di una regione che balza agli onori della cronaca nazionale solo per fatti di ’ndrangheta, criminalità organizzata così forte da essersi radicata un po’ ovunque, raccontando i buoni esempi, le buone vite di chi ha scelto da sempre da che parte stare?

Queste alcune delle domande della serata organizzata dal Centro “RIFORME – DEMOCRAZIA – DIRITTI” di Lamezia Terme, il cui Presidente, Costantino Fittante, invita per martedì 13 novembre, alle 17, la cittadinanza alla presentazione del libro senza targa – per non morire la seconda volta di ‘ndrangheta, sabbiarossa ED. All’incontro, che si terrà nel Palazzo Nicotera (piazza Tommaso Campanella, angolo via Carducci) di Lamezia Terme Nicastro, oltre agli autori, Paola Bottero e Alessandro Russo, interverranno il dott. Giuseppe Borrelli, Procuratore Aggiunto della Repubblica – DDA Catanzaro e don Giacomo Panizza, Fondatore Comunità “Progetto Sud”. Sono previste inoltre le testimonianze di Mario Congiusta, padre di Gianluca, vittima di ‘ndrangheta, Rocco Mangiardi, testimone di giustizia, Marisa Garofalo, sorella di un’altra testimone di giustizia, Lea, vittima della ‘ndrangheta.

Aurora del Re, studentessa del Liceo “T. Campanella”, leggerà alcuni brani del libro.

Una serata “senza targa”, come il titolo del libro scritto da Paola Bottero e Alessandro Russo da cui prende spunto l’evento. Gli autori hanno invertito la tendenza a raccontare la Calabria focalizzando l’attenzione sulla «parte insana», la ’ndrangheta, ed hanno scelto di raccontarne «la parte sana, la buonavita, l’unica attraverso cui la Calabria potrà salvarsi». Bottero e Russo spiegano: «Esiste una buonavita, in Calabria. Esistono persone che lottano quotidianamente, in silenzio, contro la malavita. Lo fanno perché non saprebbero fare altrimenti. Lo fanno perché credono sia l’unica risposta possibile al dilagare di indifferenza che ha investito anche loro».

Le dodici storie in cui si snoda il “viaggio nella Calabria della buonavita” raccontano di donne e uomini che devono essere un esempio anche al di fuori dei confini regionali. Soprattutto quando a parlare sono gli ospiti della serata, durante la quale testimonieranno le proprie scelte coraggiose di buonavita.

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