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Successo per la mostra che ha svelato i tesori d’arte sacra di Morano e che ha portato tanti visitatori dall’estero.
MORANO CALABRO – Venerdì 7 dicembre ricorre il primo anniversario dell’esposizione permanente di arte sacra “La Veste della sposa” allestita nella Chiesa del Carmine. Un bilancio molto positivo, un successo di critica e di pubblico, che ha portato nel borgo moranese all’incirca duemila visitatori, dall’Italia al Massachusetts, dalla Finlandia al Portogallo. Grandi personalità, ecclesiastiche e non, vi hanno fatto visita per ammirare le inaspettate ricchezze che la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Chiesa del Carmine hanno celato per svariati decenni. Un importante operazione di recupero ha fatto sì che gran parte delle opere d’arte siano ritornate a Morano e rese fruibili a tutti grazie all’instancabile ed appassionato lavoro di Andrea Magnelli, Roberto Coscia de Cardona e Leonardo Di Luca, il tutto coordinato e supervisionato dal parroco Don Gianni Di Luca. “La Veste della sposa è un percorso che va dal 1400 a 1800, una pagina di storia del nostro Borgo a tanti sconosciuta, - spiegano gli organizzatori - raccontata attraverso i tesori appartenenti alla Chiesa del Carmine (ex sede dell’omonima Congregazione) e alla Chiesa di Santa Maria Maddalena (Chiesa Museo). I tesori appartenenti a queste due Chiese si riferiscono alla produzione artistica e manifatturiera che va dal periodo Barocco alla fine del 1800, utilizzando sete e damaschi provenienti dalle filande moranesi e napoletane. Particolare rilevanza rivestono le donazioni di Donna Rosa Pignatelli, moglie del Principe Spinelli, sulle quali è ancora possibile ammirare gli stemmi raffiguranti le due famiglie. Altrettanto importante la sezione di argenteria sacra, in gran parte inedita, che si arricchisce di alcune tra le più rilevanti suppellettili liturgiche delle due Chiese, provenienti principalmente da laboratori di argentieri della città partenopea. All’interno dell’ex sagrestia sono state allestite due sale espositive, dove sono conservati capolavori pittorici e sculture in legno. Di recente sono tornati, dopo un lungo restauro, i 4 Paliotti Veneti del ‘700 attribuiti a Francesco Guardi e i due Angeli oranti con Ciborio di Pietro Bernini”. La mostra si può visitare, durante tutto il periodo natalizio, nei giorni di sabato, domenica e nei festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Domenico Donato
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06 Dicembre 2012
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Eventi e Manifestazioni
Successo per la mostra che ha svelato i tesori d’arte sacra di Morano e che ha portato tanti visitatori dall’estero.MORANO CALABRO – Venerdì 7 dicembre ricorre il primo anniversario dell’esposizione permanente di arte sacra “La Veste della sposa” allestita nella Chiesa del Carmine. Un bilancio molto positivo, un successo di critica e di pubblico, che ha portato nel borgo moranese all’incirca duemila visitatori, dall’Italia al Massachusetts, dalla Finlandia al Portogallo. Grandi personalità, ecclesiastiche e non, vi hanno fatto visita per ammirare le inaspettate ricchezze che la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Chiesa del Carmine hanno celato per svariati decenni. Un importante operazione di recupero ha fatto sì che gran parte delle opere d’arte siano ritornate a Morano e rese fruibili a tutti grazie all’instancabile ed appassionato lavoro di Andrea Magnelli, Roberto Coscia de Cardona e Leonardo Di Luca, il tutto coordinato e supervisionato dal parroco Don Gianni Di Luca. “La Veste della sposa è un percorso che va dal 1400 a 1800, una pagina di storia del nostro Borgo a tanti sconosciuta, - spiegano gli organizzatori - raccontata attraverso i tesori appartenenti alla Chiesa del Carmine (ex sede dell’omonima Congregazione) e alla Chiesa di Santa Maria Maddalena (Chiesa Museo). I tesori appartenenti a queste due Chiese si riferiscono alla produzione artistica e manifatturiera che va dal periodo Barocco alla fine del 1800, utilizzando sete e damaschi provenienti dalle filande moranesi e napoletane. Particolare rilevanza rivestono le donazioni di Donna Rosa Pignatelli, moglie del Principe Spinelli, sulle quali è ancora possibile ammirare gli stemmi raffiguranti le due famiglie. Altrettanto importante la sezione di argenteria sacra, in gran parte inedita, che si arricchisce di alcune tra le più rilevanti suppellettili liturgiche delle due Chiese, provenienti principalmente da laboratori di argentieri della città partenopea. All’interno dell’ex sagrestia sono state allestite due sale espositive, dove sono conservati capolavori pittorici e sculture in legno. Di recente sono tornati, dopo un lungo restauro, i 4 Paliotti Veneti del ‘700 attribuiti a Francesco Guardi e i due Angeli oranti con Ciborio di Pietro Bernini”. La mostra si può visitare, durante tutto il periodo natalizio, nei giorni di sabato, domenica e nei festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
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