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Sono Ferdinando Marì,
pure io sonoo partito
con gli altri, in silenzio,
senza far sapere niente.
Non aveva più ragione
restare qui senza futuro,
pure io speravo, e poi
ho visto tante cose brutte.
Non immaginavo tanto sangue.
Fratelli del Nord, sparare sui
fratelli del Sud.
Quanto orrore Marì!!!
Il padre di mio padre, diceva
era buono il nostro Re ed era
nato qui, in mezzo a Noi
e amava la nostra Terra.
Questo invece è venuto armato
parla una lingua strana, e poi,
piccolo com'è, non riesce ad avere
visione di chi siamo noi.
Hanno pensato all'Italia Unita,
senza sapere chi eravamo, e poi,
quello con la camicia rossa,ci aveva
promesso la terra Marì!
Invece adesso ci hanno sparato
e tanti di noi hanno preso, e quelli
ammanettati chissà dove verranno
portati!
Questi non ci vogliono bene Marì !!!
Assieme agli altri vado via ;
E chissà se un giorno potrò dire
Viva L'Italia anch'io.
Scafati 31-03-2011 (Leopoldo Spina).
Leopoldo Spina di Scafati è l'autore della lettera di un soldato Borbonico a Maria, un componimento dei nostri giorni, scritta in occasione della presentazione del libro Terroni di Pino Aprile, a Scafati. Leopoldo descrive attraverso le esperienze storiche la situazione dopo il passaggio di Garibaldi, il nostro eroe il giovane soldato del Re è costretto a seguito delle congetture portate a noi dal Nizzardo, ad abbandonare il Reame Duosiciliano....forse in manette o forse ucciso. La nostalgia dell'antico Re ed il paragone con chi è giunto a Noi armato decimandonci senza conoscere a fondo il popolo del Mezzogiorno:” Fratelli del Nord sparare sui Fratelli del Sud” versando fiumi di sangue. Scrive a Maria probabilmente l'amata donna che ha lasciato in terra natia, mentre lui è costretto chissà a quale fine in nome di una falsa Unità, chissà conclude l'autore un giorno:” anch'io potrò gridare Viva L'Italia”.
Maria Lombardo
Ricercatrice di Storiografia Borbonica
Consigliere Commissione Cultura Comitati Due Sicilie.
Centro Studi e Ricerche Comitati Due Sicilie.
|
07 Dicembre 2012
Posted in
La Calabria
pure io sonoo partito
con gli altri, in silenzio,
senza far sapere niente.
Non aveva più ragione
restare qui senza futuro,
pure io speravo, e poi
ho visto tante cose brutte.
Non immaginavo tanto sangue.
Fratelli del Nord, sparare sui
fratelli del Sud.
Quanto orrore Marì!!!
Il padre di mio padre, diceva
era buono il nostro Re ed era
nato qui, in mezzo a Noi
e amava la nostra Terra.
Questo invece è venuto armato
parla una lingua strana, e poi,
piccolo com'è, non riesce ad avere
visione di chi siamo noi.
Hanno pensato all'Italia Unita,
senza sapere chi eravamo, e poi,
quello con la camicia rossa,ci aveva
promesso la terra Marì!
Invece adesso ci hanno sparato
e tanti di noi hanno preso, e quelli
ammanettati chissà dove verranno
portati!
Questi non ci vogliono bene Marì !!!
Assieme agli altri vado via ;
E chissà se un giorno potrò dire
Viva L'Italia anch'io.
Scafati 31-03-2011 (Leopoldo Spina).
Leopoldo Spina di Scafati è l'autore della lettera di un soldato Borbonico a Maria, un componimento dei nostri giorni, scritta in occasione della presentazione del libro Terroni di Pino Aprile, a Scafati. Leopoldo descrive attraverso le esperienze storiche la situazione dopo il passaggio di Garibaldi, il nostro eroe il giovane soldato del Re è costretto a seguito delle congetture portate a noi dal Nizzardo, ad abbandonare il Reame Duosiciliano....forse in manette o forse ucciso. La nostalgia dell'antico Re ed il paragone con chi è giunto a Noi armato decimandonci senza conoscere a fondo il popolo del Mezzogiorno:” Fratelli del Nord sparare sui Fratelli del Sud” versando fiumi di sangue. Scrive a Maria probabilmente l'amata donna che ha lasciato in terra natia, mentre lui è costretto chissà a quale fine in nome di una falsa Unità, chissà conclude l'autore un giorno:” anch'io potrò gridare Viva L'Italia”.
Maria Lombardo
Ricercatrice di Storiografia Borbonica
Consigliere Commissione Cultura Comitati Due Sicilie.
Centro Studi e Ricerche Comitati Due Sicilie.
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