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Sapessi quanto mi manchi Marì.
Da tempo non ho tue notizie,
da quando il nostro Re da Gaeta
è dovuto andar via.
I nostri comandanti corrotti,
lo hanno tradito,
la vile nobiltà di corte lo ha abbandonato.
E il popolo, venduto dagli avidi baroni,
ingannato
da padroni tiranni ed abbandonato
al suo destino.
Dei miei compagni sventurati
tanti sono stati eliminati;
e quelli catturati, come bestie nelle
carceri del Nord deportati.
Assieme ad altri sono ricercato
e lotto per il Regno,
che da più di un secolo è la nostra
vera Patria.
Non sono più soldato del Re.
Sono partigiano del popolo e
assieme agli altri patrioti siamo
chiamati Briganti.
Il nostro Regno che era in pace,
Terra di dolore è diventato
dietro la maschera dell'Unità
si nasconde il Falso Savoiarda.
Questo piccolo Re conquistatore
guerra civile ci ha portato e invece
della concordia, solo delusione e lacrime amare.
Tanti sono i saccheggi di case, capanne, chiese
e incendi di interi villaggi.
Ed anche tanti morti innocenti.
Questa doveva essere una lettera d'amore e
belle parole.
Invece è cronaca di amara verità;
e per noi non c'è più speranza.
Ci hanno tarpato le ali Marì:
come faremo a volare adesso !!!
Ho sempre amato questa terra e
ho sempre amato anche Te Marì !!!
Ho poche speranze di sopravvivere lo so!
Ma non voglio essere preda di questi falsi
avvoltoi e nemmeno loro suddito!.
Venderò cara la mia pelle
in nome della nostra indipendenza,
e non più da soldato del Re
ma da partigiano e da brigante.
Non ho altro da dire; solo un saluto
alla mia vecchia mamma.......
e ricordami sempre nei tuoi pensieri,
dolce amor mio.
Tuo Ferdinando.
Opera di Leopoldo Spina inviatami mezzo posta e di cui riporto fedelmente quanto il compatriota di Scafati annota:” E' questo un frutto dell'immaginazione dell'autore che si è calato nei panni del soldato Ferdinando del Regno delle Due Sicilie”. Nella prosa accurata, ricercata scritta in 14 strofe si denota il carattere spiccato ed il gusto letterario del compatriota, si racconta quindi di un 'ultima lettera scritta da Ferdinando a Maria, dovrebbe essere una lettera d'amore ma in realtà si rivela una triste lettera d'addio, raccontando la triste realtà dopo l'arrivo del Nizzardo. Amara tristezza Ferdinando racconta delusione provocata dall'arrivo del piccolo Re Piemontese che portò a noi la guerra civile.
Maria Lombardo
Ricercatrice di Storiografia Borbonica
Consigliere Commissione Cultura Comitati Due Sicilie
Centro Studi e Ricerche Comitati Due Sicilie.
|
10 Dicembre 2012
Posted in
La Calabria
Da tempo non ho tue notizie,
da quando il nostro Re da Gaeta
è dovuto andar via.
I nostri comandanti corrotti,
lo hanno tradito,
la vile nobiltà di corte lo ha abbandonato.
E il popolo, venduto dagli avidi baroni,
ingannato
da padroni tiranni ed abbandonato
al suo destino.
Dei miei compagni sventurati
tanti sono stati eliminati;
e quelli catturati, come bestie nelle
carceri del Nord deportati.
Assieme ad altri sono ricercato
e lotto per il Regno,
che da più di un secolo è la nostra
vera Patria.
Non sono più soldato del Re.
Sono partigiano del popolo e
assieme agli altri patrioti siamo
chiamati Briganti.
Il nostro Regno che era in pace,
Terra di dolore è diventato
dietro la maschera dell'Unità
si nasconde il Falso Savoiarda.
Questo piccolo Re conquistatore
guerra civile ci ha portato e invece
della concordia, solo delusione e lacrime amare.
Tanti sono i saccheggi di case, capanne, chiese
e incendi di interi villaggi.
Ed anche tanti morti innocenti.
Questa doveva essere una lettera d'amore e
belle parole.
Invece è cronaca di amara verità;
e per noi non c'è più speranza.
Ci hanno tarpato le ali Marì:
come faremo a volare adesso !!!
Ho sempre amato questa terra e
ho sempre amato anche Te Marì !!!
Ho poche speranze di sopravvivere lo so!
Ma non voglio essere preda di questi falsi
avvoltoi e nemmeno loro suddito!.
Venderò cara la mia pelle
in nome della nostra indipendenza,
e non più da soldato del Re
ma da partigiano e da brigante.
Non ho altro da dire; solo un saluto
alla mia vecchia mamma.......
e ricordami sempre nei tuoi pensieri,
dolce amor mio.
Tuo Ferdinando.
Opera di Leopoldo Spina inviatami mezzo posta e di cui riporto fedelmente quanto il compatriota di Scafati annota:” E' questo un frutto dell'immaginazione dell'autore che si è calato nei panni del soldato Ferdinando del Regno delle Due Sicilie”. Nella prosa accurata, ricercata scritta in 14 strofe si denota il carattere spiccato ed il gusto letterario del compatriota, si racconta quindi di un 'ultima lettera scritta da Ferdinando a Maria, dovrebbe essere una lettera d'amore ma in realtà si rivela una triste lettera d'addio, raccontando la triste realtà dopo l'arrivo del Nizzardo. Amara tristezza Ferdinando racconta delusione provocata dall'arrivo del piccolo Re Piemontese che portò a noi la guerra civile.
Maria Lombardo
Ricercatrice di Storiografia Borbonica
Consigliere Commissione Cultura Comitati Due Sicilie
Centro Studi e Ricerche Comitati Due Sicilie.
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