Il vicepresidente del Comites di Hannover Lucia Bucchieri, ospite presso l’università di Osnabrück

Il 6 novembre 2013 Lucia Bucchieri -vicepresidente del Comites di Hannover- è stata ospite del Corso di pedagogia interculturale presso la Facoltà di scienze pedagogiche dell’università di Osnabrück. Invitata dalla docente signora Fedrowitz, che è stata coordinatrice didattica per l’educazione interculturale a Osnabrück , viene chiesto a Lucia Bucchieri di raccontarsi. Ritornata in Germania dopo un lungo periodo trascorso all’estero decide nel 1979 di iscriversi all’università perchè il suo titolo di studio italiano non le viene riconosciuto dalle autorità tedesche. All’università incontra delle donne straniere che vivono lo stesso dramma. È cofondatrice del Gruppo Donne Internazionali dell’università che rimane operativo per 12 anni e raccoglie le esperienze delle donne straniere , l’esperienza di uno studio all’estero e gli scontri con la burocrazia.

È docente d’italiano presso i corsi organizzati dall’Auslandsamt dell’università e presso la Volkshochscule di Osnabrück. Entra a far parte dell’associazione italo-tedesca nata all’Università nel 1987 e per 15 anni ne è la vice presidente. Dal 1985 lavora come assistente sociale e mediatrice culturale presso il comune di Osnabrück nel Centro di informazione e consulenza per i lavoratori stranieri -IBZ- consulente per i cittadini italiani e spagnoli presenti a Osnabrück. È anche corrispondente consolare del consolato di Hannover. Il suo ufficio è per ventanni il punto d’incontro e di riferimento per gli italiani a Osnabrück. Immigrati e emigrazione a Osnabrück sono i temi dell’intervista condotta dalla docente. Il raggio di azione dell’attività di assistenza coinvolge tutta la vita sociale dei lavoratori stranieri. Dei 40 000 cittadini italiani presenti in Bassa Sassonia 1000 vivono a Osnabrück. Chi è l’emigrante? È una persona che cerca lavoro e molto spesso va incontro a uno stress psico-fisico-sociale. Egi vive un faticoso distacco dal proprio paese, spesso dalla famiglia, si scontra con problemi di rapporto con una cultura e organizzazione diversa nel paese che lo accoglie.Gli effetti di tale disagio variano in funzione del genere dei migranti dell’età, delle origini sociali e culturali,possono incidere negativamente sul benessere psicologico delle persone e rischiano di rendere difficile lo stabilire dei rapporti nelle nuove relazioni che si presentano. Molta importanza assume la figura del mediatore culturale. Tale importanza l’ha riconosciuto il comune di Osnabrück quando ha fondato il centro di consulenza e ha riconosciuto l’importanza di assumere assistenti sociali che parlasero la lingua degli emigranti. Il Centro offre consulenza in ben 8 lingue straniere. L’emigrazione italiana a Osnabrück oggi è rappresentata dai discendenti ,oramai della terza o quarta generazione , degli emigrati storici i ” Gastarbeiter”, gli italiani che lavorano in proprio: i gastronomi, che con il loro ristoranti, le loro pizzerie e gelaterie sono datori di lavoro, poi ci sono i famosi pendolari, italiani che più volte sono tornati in Italia per poi tornare in Germania e rimanerci, e ci sono anche i rappresentanti dell’emigrazione ” postmoderna” ,gli studenti, che in seguito agli scambi universitari sono venuti in Germania e hanno deciso di rimanerci. Lucia Bucchieri ha conosciuto molto da vicino l’ambiente scolastico tedesco perchè spesso veniva convocata dalle scuole o dai genitori quando si presentavano problemi o malintesi. È stato un incontro vivace che ha coinvolto 50 studenti che si preparano ad essere i futuri insegnanti di domani. Si è parlato del successo scolastico dei ragazzi italiani che in Germania si scontrano con un sistema scolastico tedesco molto selettivo e non sempre ben preparato al confronto con gli alunni stranieri. Lucia Liebscher è un appassionata sostenitrice dell’educazione bilingue. Ha ancora nelle orecchie le raccomandazioni ingenue ricevute da molti insegnanti ” dica ai genitori di parlare in casa in tedesco”. Ha portato agli studenti una lista di letteratura al riguardo e ha ragalato al corso il libro ricerca di Edith Pichler ” Junge Italiener zwischen Inklusion und Exlusion ” .

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