Theanó̱ la prima donna filosofa, operò a Crotone.

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Siamo nell’antica Kroton una delle polis magno greche che si seppe distinguere, sia per prestanza strategica che per città dedita alla cultura, proprio a Kroton si sviluppò la cultura della Magna Grecia . Durante il VI secolo si aggirava tra i seguaci di Pitagora una donna crotonese dalla spiccata intelligenza fu  ‘la prima e la più celebre filosofa’ che però era ostacolata da un  mondo che vedeva la cultura un’ affare per soli uomini.

Le 28 donne che seguivano il maestro non riuscirono però ad eguagliare il carisma della giovane Theanò. Affascinata da questa donna che riuscì  a carpire l’attenzione del  grande filosofo a tal punto da divenirne la favorita non solo a livello culturale ma anche sentimentale,  divenne la moglie di Pitagora. Probabilmente perchè la  giovinetta riuscì a superare i 5 anni di silenzio, considerata una virtù della scuola pitagorica. Teano in testi visionati viene detta:” come la tenera e sensuale fanciulla di un modesto vasaio crotonese”.

La lettura delle sue brevi biografie dà la donna o come moglie del filosofo o come figlia, capisco che questo è plausibile poiché  vi era estremo rigore sui fatti della” setta”. Di Θεανώ è questo il nome greco che leggo nelle molte biografie scritte da Diogene Laerzio, Porfirio, e l’Anonimo Forziano, è l’emblema della donna sapiente, ma insieme fedele e ligia ai suoi doveri, attorno a cui si consolida la famiglia. In poche parole l’ideale di donna Pitagorica. Sempre dagli autori sopracitati si  nota uno spaccato fedele della descrizione della Crotonese, la quale dava consigli alle donne sul comportamento da tenere nei confronti dei figli, sui rapporti di coppia, sull’ideale della giusta misura fra eccessi e difetti. In campo medico elaborò dei concetti che saranno ripresi dalla fisiologia nei secoli successivi da Ildegarda di Bingen, Paracelso e Tommaso Campanella. Effettivamente fu una grande guaritrice. Diogene Laerzio però mi informa che afferma che ai suoi tempi, III sec. d.C., (circa otto secoli dopo Pitagora) si trovavano ancora delle copie di libri scritti da Teano.

Anche se si trattava probabilmente di apocrifi, il fatto lascia comunque affiorare quanto valore il mondo antico attribuisse al contributo di Teano alla scuola pitagorica. Soprattutto se si considera il fatto che, da quel che sappiamo, Pitagora non lasciò alcuno scritto.Tuttavia in merito alla filosofa sono giunte a noi 6 lettere di cui 3 considerate autentiche.

Anche queste epistole indirizzate alle sue amiche contengono perle e nozioni di vita. Avendo tratto dalle epistole il carattere ferreo e coerente della filosofa, la storia viene anche arricchita di leggende che è doveroso raccontare a tal proposito le trascrivo in virgolettato:” Pitagora un capelluto 60enne incantò la bella giovine che frequentava il suo corso. Eppure, il Maestro non aveva mai operato per una finalità che non fosse stata rivolta solamente ed unicamente alla Scuola ed all’educazione da impartire.

La missione da compiere gli faceva solamente vedere l’approdo sicuro per le conquiste del suo mondo morale e spirituale.. E un giorno che Pitagora, come al solito, meditava, e da solo, sull’avvenire della sua Scuola, nella cripta di Proserpina, quando gli si avvicinò, seria e risoluta, la bella Teano, alla quale, del resto, Egli non aveva mai rivolto una parola particolare, mai detto alcunché che avesse potuto comunque crearle illusioni ella gli si inginocchiò reverente ai piedi, senza rialzare la testa, curvata fino a terra, supplicò il Maestro, lui che poteva tutto, di liberarla da un amore impossibile ed infelice, ch’era diventato il più grande tormento della sua vita.

Pitagora, per la prima volta in sua vita, sentì la gravità di una tale rivelazione e tacque”. Alla morte di Pitagora  il filosofo femminista, Teano gli succedette come capo di una comunità ormai in estinzione, i cui membri in parte furono esiliati e in parte uccisi dagli abitanti di Crotone, ma lei con le sue figlie si adoperò a diffondere il sistema filosofico e religioso pitagorico attraverso la Grecia e l’Egitto.

Maria Lombardo

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