I CERCATORI DI AMBRA DEL SIMETO.

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L’ambra questa speciale resina che opportunamente lavorata adorna la bellezza femminile con monili di una bellissima foggia, ha una storia molto particolare dalla sua creazione fino al suo ritrovamento.Ancora oggi l’ambra del Simeto è molto ricercata in gioielleria, ed è considerata tra le più pregiate del mondo. A Catania, dove esiste la più ricca collezione di ambra del Simeto, di proprietà di una nota famiglia di gioiellieri, la polvere di ambra veniva usata dai mastri liutai per lucidare gli strumenti a corda di particolare pregio.Gli artigiani catanesi ne hanno fatto tradizione e cultura. Proprio dal’600 ad oggi è stata prodotta una mole non indifferente di monili anche destinati alle statue delle Chiese Catanesi. Si utilizzava così lo scarto di una lavorazione artigianale che veniva eseguita solo manualmente per la delicatezza di questa resina fossile.

Per poter raccontare questa storia ci si deve immergere nelle tradizioni Siciliane negli antichi mestieri, mestiere che fino all’800 era tutelato e portava nelle tasche dei Catanesi bei risultati. Il ritrovamento della pietra di Venere nasce dopo una burrascosa nottata le cui onde rilasciano sul Simeto oltre a rami e via dicendo queste pietruzze dal colore marrone. I cercatori deambulano a passo lento con in mano il loro rastrello ed in mezzo a queste sterpaglie sulla battigia trova queste preziose pietruzze. L’ambra sicula è di ottima fattura malleabile e quindi ben lavorabile, non a caso l’ambra catanese è ricca di trasparenza e bellezza.Non è raro imbattersi in ciottoli e gusci di ambra di colore molto chiaro che hanno da sempre attirato i cercatori e che ci narrano di un lontano passato geologico, addirittura fossilizzando animaletti che ne conservano intatta morfologia.  Presso la foce del Simeto, sostando lunga la battigia, saprattutto dopo una forte mareggiata, è ancora possibile raccogliere l’ambra, una resina fossile conosciuta già in epoca preistorica. Ritenuta per molto tempo esclusiva del nostro fiume, l’ambra, “electron” in greco, fu chiamata “Simetite”.  Le acque dei fiumi infatti non fanno altro che veicolare il trasporto della pietra fossilizzata fino al mare, ecco perchè  il Simeto è così importante per i cercatori di ambra del Catanese. A raccogliere l’ambra si ritrovano sia esperti che studenti che vogliono arrotondare. Oggi funziona così…! Ma l’attività è plurimillenaria ed era molto redditizia.   E’ particolarmente interessante descrivere gli antichi metodi di raccolta, che sopravvivono ancora ai nostri giorni. Il primo metodo più occasionale è legato alla pesca delle telline, il secondo è svolto da veri e propri cercatori, che un tempo erano “professionisti” della raccolta. I raccoglitori di telline utilizzano lungo la costa un rastrello che trattiene, oltre alle telline, eventualmente anche l’ambra presente. Invece gli altri attendono l’azione combinata della piena del fiume con le forti mareggiate. Per ottenere la raccolta inseguono l’onda che si ritira dalla battigia, scrutando i depositi appena lasciati, fra i quali può apparire la preziosa ambra, messa in evidenza dai raggi solari. Questo curioso comportamento ricorda quello legato alla ricerca di piccoli crostacei da parte del corriere, un uccello limicolo presente anch’esso fra la fauna del Simeto. Il Principe di Biccari tra 700 ed 800 riuscì a collezionarne 80 tipi dversi.  L’ambra più pregiata risulta essere quella rossa carica di sali ferrosi a tal punto da essere considerata moneta di scambio per i naviganti siculi.

Lombardo Maria

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