Seconda edizione del “Treno della Magna Grecia”

Visita anche il nostro sito: www.tipicimediterranei.it
Messaggio Promozionale

Iniziativa di Italia Nostra. Da Crotone a Sibari sulle orme del Grand Tour

di Giulio Grilletta

Visitare e riscoprire le ricche testimonianze archeologiche della Calabria jonica e farlo ripercorrendo quei binari utilizzati, già alla fine dell’Ottocento, dai viaggiatori del Grand Tour richiamati dal fascino dell’antica Magna Grecia. Sono queste le motivazioni culturali che hanno spinto la sezione di Crotone dell’associazione Italia Nostra ad organizzare anche quest’anno il “Treno della Magna Grecia”.

Dopo quella del 2016, che ha avuto come meta il Museo e il Parco archeologico di Locri Epizefiri, la seconda edizione, svoltasi sabato 11 marzo, ha visto i partecipanti raggiungere il Parco archeologico di Sibari e il Museo nazionale archeologico della Sibaritide. Si è trattato di un evento, realizzato in collaborazione con la sezione di Italia Nostra di Trebisacce, l’associazione Ferrovie in Calabria, il Gruppo archeologico krotoniate ed il Gruppo archeologico del Pollino, inserito tra quelli programmati in tutt’Italia per la decima edizione della Giornata nazionale delle ferrovie non dimenticate indetta da Co.mo.do, Confederazione per la mobilità dolce e sostenibile.

Il filo conduttore di questa Giornata è la valorizzazione di linee ancora in esercizio o dismesse considerate di particolare pregio per aspetti storici, culturali, architettonici e ambientali. Per l’occasione in tutt’Italia si tengono varie manifestazioni come treni turistici effettuati con rotabili d’epoca ed escursioni in bici o a piedi lungo vecchi tracciati ferroviari.

La nutrita comitiva partita da Crotone ha raggiunto la stazione di Sibari giusto a un mese di distanza dalla cerimonia nella quale, alla presenza del sottosegretario del Mibact, Dorina Bianchi, e del presidente della Regione, Mario Oliverio, l’area archeologica è stata riconsegnata alla fruizione pubblica dopo gli interventi di pulizia e riqualificazione resi necessari dagli ingenti danni alluvionali del 19 gennaio 2013.

Trasferiti con bus-navetta al Museo e al Parco, i visitatori hanno intrapreso un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo grazie al competente apporto delle guide del Gruppo archeologico del Pollino. Molti e pregevoli i reperti esposti, che abbracciano un arco temporale che va dall’età protostorica della Magna Grecia alla colonizzazione romana. Pannelli didattici aiutano l’itinerario museale con informazioni e gigantografie riguardanti la storia degli scavi nella Sibaritide. Il vasto Parco archeologico abbraccia topograficamente la Sybaris arcaica e le successive sovrapposizioni urbane della Thurii classica e della Copia romana.

Nell’autunno 2015 i lavori per la creazione di opere di drenaggio per la protezione del sito hanno consentito di portare alla luce nuove strutture murarie. Reperti architettonici di notevole importanza che vanno ad aggiungersi al “pezzo forte” del Parco: la strada principale, col lastricato dell’epoca praticamente intatto, che testimonia il reticolo di vie concepite dal famoso urbanista greco Ippodamo da Mileto.

Il viaggio di ritorno è stato effettuato a bordo del moderno treno diesel Atr220 ‘Swing’, entrato in servizio sulla linea jonica lo scorso anno. La denominazione di “Treno della Magna Grecia”, attribuita da Italia Nostra all’iniziativa delle ferro-escursioni culturali, tale associazione vorrebbe che divenisse una denominazione ufficiale del nuovo treno. La proposta fu avanzata un anno fa all’Assessorato regionale ai Trasporti, considerato che il viaggio lungo la linea jonica tocca molte località che con la loro storia hanno contribuito a rendere grande la civiltà della Magna Grecia.

Italia Nostra propone anche la creazione di nuove fermate in prossimità dell’ingresso ai siti archeologici e l’istituzione di collegamenti tra stazioni ferroviarie e siti archeologici funzionali allo sviluppo di un turismo culturale utile all’economia dei luoghi ed integrato con quanto già offerto da enogastronomia, artigianato ed escursionismo naturalistico.

L’esperienza del “Treno della Magna Grecia”, per ora limitata ad un gruppo di cittadini caparbiamente attaccati al treno e a tutti i valori – sociali, culturali e ambientali – che vi ruotano attorno, potrebbe essere enormemente ampliata sul territorio con la collaborazione di altre associazioni e di movimenti interessati a questo genere di mobilità. Un modo, anche, di mantenere viva la tensione verso le problematiche del trasporto ferroviario nella nostra regione e di cogliere nuove opportunità di crescita. Sulle orme del Grand Tour, binari della Jonica da non dimenticare…

Nessun commento ancora

Lascia un commento