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Cultura e beni culturali
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02 Febbraio 2010
di VINCENZO PITAROCosa rappresenta o simboleggia, dunque, questo Graal, la cui «cerca» richiama ancora oggi, finanche nel territorio calabrese, una folta schiera di amanti del mistero, di «avventurieri» dell’esoterico, di esploratori della conoscenza? Il calice dell’Ultima Cena, nel quale - secondo la leggenda più antica - Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue che sgorgò dal costato di Cristo sulla croce? O la chiave che contiene i misteri del millenario potere della Chiesa sulla terra (cioè la tomba della Maddalena), come sostiene Dan Brown nel suo «Codice da Vinci»? Chissà! L’unica cosa che al momento si può affermare (con assoluta certezza) è che questi «esploratori» calabresi del Terzo millennio appartenenti a clubs service come Lions e Rotary, sono tutt’altro che esaltati, visto che si tratta di studiosi, valenti intellettuali.
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di VINCENZO PITARO
Venerdì 26 settembre 2008 a Roma nel Palazzetto Mattei sede Società Geografica Italiana che conferiva il Premio Navicella alla carriere di Folco Quilici, il reporter romano Luca Pagni ha carpito un prezioso impegno del Ministro Sandro Bondi, circa le verifiche da farsi sul possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, come denunciato dal Prof. Giuseppe Braghò di Vibo Valentia. 