YouTube Channel Calabresi.net
Video, films, corti, trailer e documentari dei Calabresi
Loading...

WebTV Calabresi.net - YouTube Video

Sponsor


Effemeridi calabresi

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share

di Domenico Caruso

 «Giugno è il mese che sta nel mezzo dell’anno come un trionfatore. Ora grano, ora frutta, ora splendidi fiori e piante aromatiche, ora canto di uccelli e di insetti notte e giorno. Nei buchi delle mura le rondini hanno posato il nido, e da quelli l’uccello implume si affaccia tentando il volo. Una vita immensa e tenace si è sparsa su tutta la terra». (Da: C. Alvaro, La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, Carabba Ed. - 1926).

 

I proverbi e i mesi:

L’anno segna un ciclo temporale e viene spesso rappresentato come un serpente che si morde la coda.

Giugno, Junius (mensis), era dedicato dai Romani alla maggiore divinità dell’Olimpo, Giunone (Juno). E’ il momento delle messi: Giugno, la falce in pugno. In passato nell’aia, con l’aiuto dei buoi, si concludeva la fase di lavorazione del grano che ripagava il contadino della lunga fatica nei campi. Il buon esito richiedeva, però, una temperatura costante: la pioggia avrebbe potuto raggrinzare i chicchi e farli rendere più crusca che farina:

L’acqua di giugnu càccia ‘u pani ‘nto furnu.

(L’acqua di giugno leva il pane dal forno).

Leggi tutto...

di Domenico Caruso

 La ricerca di sapienza a conforto della mente, bisognosa di comprensione e di verità, mi porta a considerare i beni della vita apprezzati fin dalla giovane età: la bellezza, l’amore e la speranza. Così, anche nella via squallida e angusta sono sufficienti un vaso di rose, il canto di una mamma per la sua creatura ed un piccino dai grandi occhi splendenti a creare un’autentica letizia. E’ quanto osserva il poeta Diego Valeri:

Come triste il giorno di maggio

dentro il vicolo povero e solo!

Di tanto sole neppure un raggio;

con tante rondini, neanche un volo. [...]

Ma di maggio alla via poveretta

basta un bimbo, un fiore, una culla

per formare una gioia perfetta.

 

Leggi tutto...

di Domenico Caruso

Un lieve stormire di foglie,
l’ingenuo sorriso d’un bimbo,
un fresco mattino d’aprile,
l’incanto d’un dolce tramonto
son tutta la gioia di vivere!
(Da: D. Caruso, Liriche e satire, G. Lucente Ed. - CS, 1963).

Nelle brevi pennellate della nostra fanciullezza, la salubre aria di aprile contribuisce a dare un senso alla vita. Anche nella poesia di Pascoli, la povertà di Valentino non attenua la festa primaverile. Il vispo contadinello, al pari dell’uccelletto che salta fra i rami fioriti del ciliegio, non sa “ch’oltre il beccare, il cantare, l’amare/ ci sia qualche altra felicità”.


I proverbi e i mesi
:

Aprile, dal latino aperire in quanto apre la bella stagione, figurava al secondo posto dell’antico calendario romano. Il 21 del mese consacrato a Venere Aprilia - la dea che dava inizio al tempo dei fiori e dei frutti - si celebrava il Natale di Roma. Per i contadini rappresenta un periodo d’intensa attività.

di Domenico Caruso
Febbraio, che in origine chiudeva l’anno, era il mese delle purificazioni. Februarius è divenuto più tardi, nella lingua parlata, Febrarius. Consacrato dai Romani al dio Nettuno, costituiva un periodo di penuria per il contadino che oltre alla scarsità di provviste doveva affrontare i rigori della stagione.
Il due del mese, ricorrenza della Candelora (dal tardo latino festum candelarum) si benedicono le candele da conservare in casa per il momento in cui si rende necessario il ricorso alla divina protezione.

Ricorrenze storiche memorabili:

5 febbraio 1783 - «Bruscamente, a mezzogiorno e mezzo, un fragore rimbombante più di un tuono violentissimo, salì dalle profondità della terra, e quasi istantaneamente una scossa, che mai eguale si ricordava fece traballare il suolo dell’intera Calabria. La scossa durò due minuti, enorme durata per un terremoto, quantunque in se stessa brevissima. Centoventi secondi bastarono a non lasciare in piedi per così dire una casa per l’estensione di 60 leghe quadrate circa, ed a seppellire 32 mila abitanti sotto le rovine». (Da: Francesco Lenormant, La Magna Grecia - La Calabria, vol. 3°).
Il brano del noto scrittore francese ci dà un’idea del Flagello che ha distrutto anche gran parte della Piana di Gioia Tauro.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
L’attesa del Natale è vissuta come speranza nella parusìa ed incontro con l’Emmanuele. «Quel Bambino giacente nella grotta» rappresenta pur sempre l’infanzia del mondo. L’uomo si rivela forte nella misura in cui rimane innocente. Il bisogno di trasparenza e la capacità di stupore, che lo straordinario evento suggerisce, farà riflettere la società avviata sull’orlo del precipizio. La salvezza dipenderà dall’integrità della famiglia, vera culla della vita.

I proverbi e il mese:
Il termine dicembre, che si riferisce all’ultimo mese dell’anno, proviene dal latino december (perché era al decimo posto del calendario) che ha dato origine alle forme delle lingue romanze, di quelle germaniche e di tante altre.
Presso i Romani si celebravano i Saturnali, con giochi e orgiastici banchetti, dai quali è derivato il nostro Carnevale.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
I proverbi e il mese:
Ottobre, dal numerale octo perché occupava l’ottavo posto per gli antichi Romani, era il mese delle feste orgiastiche (i Baccanali), in onore al dio del vino. Per ogni mese si indicano i suoi frutti principali o si elencano le faccende. Così ottobre viene definito mostaio o bottaio perché, terminate le operazioni della vendemmia, il vino è già nei tini e nelle botti. Il notevole impegno richiesto viene espresso dal detto in lingua: Ottobre: vino e cantina/ da sera a mattina.

Riporta Corrado Alvaro:
Iu sugnu Ottobri, gran faticaturi,
e quantu granu ‘ndaju a siminari.
Mi levu di lu lettu all’arbat’ura
pìgghiu li vôi e vaju ad arari.
‘Nta li catochia gugghianu li vutti.
Iu sugnu Ottobri, ‘u cchiù russu di tutti.

(Dal sussidiario di cultura regionale La Calabria, Carabba Ed. - 1926).
 

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
Il poeta greco Esiodo (VIII - VII sec. a.C.) afferma: «Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l’armonioso frinire battendo le ali, è giunto il tempo d’estate; ben pingue è la capra e ottimo il vino. Le donne sono tutte calde e gli uomini tutti fiacchezza, perché Sirio asciuga il capo e le ginocchia e il corpo è languido per il calore».

Il mese e i proverbi:
Agosto che mutò il nome Sextilis (sesto) in Augustus per onorare l’imperatore Ottaviano Augusto, nipote di G. Cesare, è il periodo di vacanze.
Nel 18 a.C. - infatti - vennero istituite alle Calende del mese le feriae Augusti, oggi spostate al Ferragosto. I cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo.

Il contadino è molto impegnato nella vigna per ottenere un buon mosto:
Per aviri bonu mustu, zappa ‘a vigna jntra agustu.

Anche la pioggia favorisce il raccolto:
Se chjovi pe’ agustu, chjovi ògghju, meli e mustu. (Se piove ad agosto ci sarà olio, miele e mosto).

 

Leggi tutto...

di Domenico Caruso

I proverbi e i mesi:

I proverbi rappresentano la testimonianza del legame che per millenni ha unito l’uomo e la natura. Gli almanacchi a partire dal Settecento hanno diffuso, specialmente fra la gente di campagna, gli enunciati di saggezza popolare riguardanti l’andamento delle stagioni e le previsioni del tempo. Nell’era tecnologica, con la crisi dell’agricoltura e l’impiego delle migliori forze del lavoro in settori diversi, abbiamo assistito più di recente ad un ritorno alla terra sotto forma di svago e di ricerca di prodotti genuini. Questo c’incoraggia a sperare che il ritorno alle origini possa contribuire al benessere della società.

Marzo, Martius mensis - dedicato a Marte, dio della guerra e protettore dei Romani, occupava il primo posto nel calendario. Il motivo è nel genitore di Romolo e Remo, Marte, che più anticamente veniva considerato il dio dei campi e portatore della primavera.

 

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
Ogni anno che incomincia mi riporta ad una poesia, appresa fin dalle elementari, del fiorentino Pietro Mastri. Anche se alla mia nascita l’autore era già scomparso, il suo insegnamento è ancora attuale:
 
- Anno, che rechi tu?
- Le eterne cose.
Tenebre e luce, amore e poi dolore;
qualche lieve sorriso e poi dolore,
qualche nuova speranza e poi dolore,
per ognuno che nasce uno che muore,
neve d’inverno e a primavera rose.
- Anno che mi consigli?
Getta ogni tua menzogna, ogni tuo torto.
Fa’ che il dolore altrui per te non sia
la gioia: in esso il tuo dolore oblia.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
I proverbi e il mese:
Novembre, dal numerale novem (perché nel primitivo ordinamento dei mesi l’anno cominciava da marzo), nell’albanese meridionale (tosco) è detto autunno terzo, cioè terzo mese autunnale. Poiché all’inizio di novembre ricorre la festa di Ognissanti, in Sardegna l’intero mese è detto totussantus; così pure a Lecce è chiamato lu mèse te li morti a motivo del 2 novembre, commemorazione dei Defunti. Infine, il mese è definito di S. Martino, Patrono - fra l’altro - dell’omonimo paese del Comune di Taurianova (RC).

Il contadino è molto impegnato nei campi, specialmente con la coltivazione del grano. Diversi detti, anche in lingua, rammentano che procrastinando la semina si ottiene un magro raccolto: Per San Martino la sementa del poverino. A San Martino il grano sta meglio al campo che al mulino. Fino ai Santi la sementa è per i campi, dai Santi in là si riporti qua, a S. Martino si riporti al mulino. La pioggia favorisce la crescita del grano: Se a novembri trona l’annata è bbona.

Per San Leonardo (6 nov.), si dice nella Piana, è già tardi per la semina: A San Lonardu sìmina ch’è tardu. Il buon agricoltore per il giorno di S. Andrea (30 nov.) ha già ultimato la semina: Pe’ Sant’Andrìa ‘u bbonu massaru siminatu avìa. Lo stesso discorso vale per la potatura della vite: Chi vuol bere buon vino, zappi e poti a San Martino, corrispondente al nostro detto: Se voi fari bonu vinu, zzappa e puta ‘i San Martinu.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
«E’ passato il gran caldo, il canto delle cicale diviene meno rabbioso e alla prima acqua si estingue. Sui tetti delle case basse, sulle logge, sui balconi e sulle finestre, i fichi e le conserve si seccano al sole, fra un nugolo di vespe».

Ed ancora:
Iu su’ Settembri chi matura l’uva:
e quanti vigni ‘ndannu a maturari!
Pira, nespuli, ficadindia e puma
chi l’orti no’ ‘ndi ponnu cchiù portari.
Guarda i nuci e va cògghiri i castagna
ca finisci ‘ntra jorna la cuccagna.
(Da: C. Alvaro, La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, Carabba Ed. - Lanciano, 1926).


Leggi tutto...

Luglio
di Domenico Caruso
«Io contemplo con cuore innamorato questa stupenda vallata del Monte S. Elia che sovrasta la città di Palmi e sito a 500 metri sul mare; il suo incanto mi attrae e mi estasia lo spirito, giacché è uno spettacolo impareggiabile questa sublime vista di boschi, di ulivi, di vigneti che rivestono i fianchi della vallata, in cospetto all’azzurro e sereno mare Tirreno. [...] Qui tutto conferisce all’anima umana fresche ali per i suoi voli superni, poiché nulla profana l’incanto nel gran sorriso del sole che abbaglia i nostri occhi». Carmine Isola, dal Monte S. Elia, 10 luglio 1957. (Da: Panorami d’Italia - vol. I - Ed. Arti Grafiche G. Corrao - Trapani, 1962).

Il mese e i proverbi:
Luglio, che cambiò il nome Quinctilis (cioè quinto, essendo allora l’anno diviso in dieci mesi) in Iulius in onore di Giulio Cesare nato il 12/VII/101 a.C., per il popolo è quasi una continuazione del mese precedente: Giugnettu, cioè piccolo Giugno. Anche i francesi hanno Juillet e una forma antica Juignet, corrispondente al nostro termine. Riporta Corrado Alvaro:

Leggi tutto...

Offerte di lavoro

Sponsor

Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato:
 


Si ringrazia il Circolo Culturale Vivarium per aver riconosciuto e premiato Calabresi.net con il Peperoncino D'Oro con la seguente motivazione:

"Per l'impegno e la dedizione con cui promuovono l'immagine della Calabria nel Mondo. Per mantenere vive le tradizioni della nostra terra, proiettata verso la modernizzazione
"

Facebook

WebTV Calabresi.net