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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Martedì 09 Dicembre 2008 10:54 |
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di Domenico Caruso
L’attesa del Natale è vissuta come speranza nella parusìa ed incontro con l’Emmanuele. «Quel Bambino giacente nella grotta» rappresenta pur sempre l’infanzia del mondo. L’uomo si rivela forte nella misura in cui rimane innocente. Il bisogno di trasparenza e la capacità di stupore, che lo straordinario evento suggerisce, farà riflettere la società avviata sull’orlo del precipizio. La salvezza dipenderà dall’integrità della famiglia, vera culla della vita.
I proverbi e il mese:
Il termine dicembre, che si riferisce all’ultimo mese dell’anno, proviene dal latino december (perché era al decimo posto del calendario) che ha dato origine alle forme delle lingue romanze, di quelle germaniche e di tante altre.
Presso i Romani si celebravano i Saturnali, con giochi e orgiastici banchetti, dai quali è derivato il nostro Carnevale.
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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Martedì 04 Novembre 2008 11:54 |
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di Domenico Caruso
I proverbi e il mese:
Novembre, dal numerale novem (perché nel primitivo ordinamento dei mesi l’anno cominciava da marzo), nell’albanese meridionale (tosco) è detto autunno terzo, cioè terzo mese autunnale. Poiché all’inizio di novembre ricorre la festa di Ognissanti, in Sardegna l’intero mese è detto totussantus; così pure a Lecce è chiamato lu mèse te li morti a motivo del 2 novembre, commemorazione dei Defunti. Infine, il mese è definito di S. Martino, Patrono - fra l’altro - dell’omonimo paese del Comune di Taurianova (RC).
Il contadino è molto impegnato nei campi, specialmente con la coltivazione del grano. Diversi detti, anche in lingua, rammentano che procrastinando la semina si ottiene un magro raccolto: Per San Martino la sementa del poverino. A San Martino il grano sta meglio al campo che al mulino. Fino ai Santi la sementa è per i campi, dai Santi in là si riporti qua, a S. Martino si riporti al mulino. La pioggia favorisce la crescita del grano: Se a novembri trona l’annata è bbona.
Per San Leonardo (6 nov.), si dice nella Piana, è già tardi per la semina: A San Lonardu sìmina ch’è tardu. Il buon agricoltore per il giorno di S. Andrea (30 nov.) ha già ultimato la semina: Pe’ Sant’Andrìa ‘u bbonu massaru siminatu avìa. Lo stesso discorso vale per la potatura della vite: Chi vuol bere buon vino, zappi e poti a San Martino, corrispondente al nostro detto: Se voi fari bonu vinu, zzappa e puta ‘i San Martinu.
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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Giovedì 02 Ottobre 2008 02:48 |
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di Domenico Caruso
I proverbi e il mese:
Ottobre, dal numerale octo perché occupava l’ottavo posto per gli antichi Romani, era il mese delle feste orgiastiche (i Baccanali), in onore al dio del vino. Per ogni mese si indicano i suoi frutti principali o si elencano le faccende. Così ottobre viene definito mostaio o bottaio perché, terminate le operazioni della vendemmia, il vino è già nei tini e nelle botti. Il notevole impegno richiesto viene espresso dal detto in lingua: Ottobre: vino e cantina/ da sera a mattina.
Riporta Corrado Alvaro:
Iu sugnu Ottobri, gran faticaturi,
e quantu granu ‘ndaju a siminari.
Mi levu di lu lettu all’arbat’ura
pìgghiu li vôi e vaju ad arari.
‘Nta li catochia gugghianu li vutti.
Iu sugnu Ottobri, ‘u cchiù russu di tutti.
(Dal sussidiario di cultura regionale La Calabria, Carabba Ed. - 1926).
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Ottobre 2008 02:48 )
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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Martedì 02 Settembre 2008 01:42 |
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di Domenico Caruso
«E’ passato il gran caldo, il canto delle cicale diviene meno rabbioso e alla prima acqua si estingue. Sui tetti delle case basse, sulle logge, sui balconi e sulle finestre, i fichi e le conserve si seccano al sole, fra un nugolo di vespe».
Ed ancora:
Iu su’ Settembri chi matura l’uva:
e quanti vigni ‘ndannu a maturari!
Pira, nespuli, ficadindia e puma
chi l’orti no’ ‘ndi ponnu cchiù portari.
Guarda i nuci e va cògghiri i castagna
ca finisci ‘ntra jorna la cuccagna.
(Da: C. Alvaro, La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, Carabba Ed. - Lanciano, 1926).
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 02 Settembre 2008 01:44 )
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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Lunedì 04 Agosto 2008 07:44 |
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di Domenico Caruso
Il poeta greco Esiodo (VIII - VII sec. a.C.) afferma: «Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l’armonioso frinire battendo le ali, è giunto il tempo d’estate; ben pingue è la capra e ottimo il vino. Le donne sono tutte calde e gli uomini tutti fiacchezza, perché Sirio asciuga il capo e le ginocchia e il corpo è languido per il calore».
Il mese e i proverbi:
Agosto che mutò il nome Sextilis (sesto) in Augustus per onorare l’imperatore Ottaviano Augusto, nipote di G. Cesare, è il periodo di vacanze.
Nel 18 a.C. - infatti - vennero istituite alle Calende del mese le feriae Augusti, oggi spostate al Ferragosto. I cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo.
Il contadino è molto impegnato nella vigna per ottenere un buon mosto:
Per aviri bonu mustu, zappa ‘a vigna jntra agustu.
Anche la pioggia favorisce il raccolto:
Se chjovi pe’ agustu, chjovi ògghju, meli e mustu. (Se piove ad agosto ci sarà olio, miele e mosto).
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La Cultura Calabrese
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Segnalato da Domenico Caruso
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Lunedì 14 Luglio 2008 04:39 |
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Luglio
di Domenico Caruso
«Io contemplo con cuore innamorato questa stupenda vallata del Monte S. Elia che sovrasta la città di Palmi e sito a 500 metri sul mare; il suo incanto mi attrae e mi estasia lo spirito, giacché è uno spettacolo impareggiabile questa sublime vista di boschi, di ulivi, di vigneti che rivestono i fianchi della vallata, in cospetto all’azzurro e sereno mare Tirreno. [...] Qui tutto conferisce all’anima umana fresche ali per i suoi voli superni, poiché nulla profana l’incanto nel gran sorriso del sole che abbaglia i nostri occhi». Carmine Isola, dal Monte S. Elia, 10 luglio 1957. (Da: Panorami d’Italia - vol. I - Ed. Arti Grafiche G. Corrao - Trapani, 1962).
Il mese e i proverbi:
Luglio, che cambiò il nome Quinctilis (cioè quinto, essendo allora l’anno diviso in dieci mesi) in Iulius in onore di Giulio Cesare nato il 12/VII/101 a.C., per il popolo è quasi una continuazione del mese precedente: Giugnettu, cioè piccolo Giugno. Anche i francesi hanno Juillet e una forma antica Juignet, corrispondente al nostro termine. Riporta Corrado Alvaro:
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Luglio 2008 04:45 )
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