Sponsor


Fede, teologia e storia della salvezza

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share
di Domenico Caruso
La religiosità popolare della Piana di Gioia Tauro si manifesta in modo particolare durante alcune circostanze, come nel culto del SS. Crocifisso di Terranova.
Il 3 maggio di ogni anno una moltitudine di fedeli, per una tradizione mai venuta meno, si ritrova nell'omonimo Santuario in segno di riconoscimento per le grazie ricevute e per  un  impellente bisogno interiore.
Da diversi secoli i componenti la nostra Comunità adempiono questo imperioso richiamo per dare un senso alla propria vita.

Leggi tutto...

Ave Maria

Ave Maria, stella mattutina,
sicura guida nella lunga sera,
del Cielo e fra le donne Sei regina,
rifugio di ch’implora e di chi spera.

Rimani, Madre Santa, a noi vicina,
sei Tu la nostra fulgida bandiera:
vegli su tutti la grazia divina,
così nei cuori regna primavera.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso

Prima di concludere la Vita, Sulpicio Severo si sofferma all’inadeguatezza del linguaggio umano nell’esprimere una materia così elevata come la storia di un santo. Neppure Omero, prototipo dei letterati, il più grande nell’uso della parola, sarebbe stato in grado di descrivere un personaggio tanto eccezionale.

«Nessuna meraviglia: come usano fare i fabbri ferrai», annota, «i quali durante il lavoro battono sulla loro incudine come per rilassarsi dalla fatica, così Martino, anche quando sembrava facesse altro, era continuamente in preghiera.

Che uomo davvero beato! In lui non c’era doppiezza, non giudicava nessuno, non condannava nessuno, a nessuno rendeva mai male per male».

 

Leggi tutto...

DI PIERFRANCO BRUNI

Damasco e Malta costituiscono luoghi riferimento per San Paolo. La conversione – chiamata e porto – naufragio. Dimensioni dell’esistere e dell’essere ma soprattutto testimonianza di una spiritualità che ha richiami all’interno di un viaggio che nel primo caso ha obiettivi “speculativi” in cui dalla intolleranza si passa alla capacità della comprensione e dell’ascolto.

Damasco è il luogo del passaggio da una visione materiale ad una completamente spirituale e immateriale e il passaggio si avverte nel porsi in ascolto dell’altro. La chiamata, in fondo, diventa un porsi in ascolto di. Ma è anche un non rifiutare il “senso” dell’ascolto. E il tutto avviene nella completa iniziale indecifrabilità che si trasforma immediatamente, appunto, nella consapevolezza dell’ascolto.

Malta è la tappa intermedia e per questo diventa metaforicamente luogo – porto ma soprattutto luogo in attesa di. Ovvero resta l’attraversamento del viaggio che definisce una prospettiva. Damasco sembra l’inaspettato e forse in una prima lettura è l’inaspettato segno profetico. Malta è il proseguimento che condurrà oltre il mare. Malta è l’isola ed è quindi il mare, o meglio è il viaggiare tra le acque. Mentre Damasco è il deserto e il viaggiare è conoscere la sabbia, la terra.

Leggi tutto...

di Domenico Caruso
Sulpicio, oltre alla Vita e ai Dialoghi, ha scritto tre Lettere (Epistulae) - fra il 397 e il 398 - che riferiscono nuovi episodi e in particolare la morte e i funerali di Martino. Nella Lettera indirizzata a Bassula, descrive l’ultima ora, quella della verità e della luce, di cui il santo vescovo ebbe la premonizione. Egli avrebbe desiderato concludere serenamente la sua laboriosa esistenza nel monastero, ma un duro compito l’attendeva a Candes. Pertanto, all’inizio di novembre del 397, accompagnato da una schiera di discepoli, si mise in cammino per sedare la diatriba accesa tra i monaci di una parrocchia da lui fondata. Costeggiando la Loira, all’improvviso notò una frotta di svassi (rapaci) che ingoiavano del pesce, “senza mai essere sazi di divorare”. Paragonandoli ai demoni, alzò la voce e comandò ad essi di lasciare il fiume.

Giunto a Candes, ristabilì la pace tra i fratelli, prima di convocarli per annunciare la sua prossima fine. Visse, così, gli ultimi giorni con una febbre ardente, stremato dalla fatica e dalla penitenza. Chiese, quindi, di venire disteso al suolo, sopra un letto di cenere e un cilicio, coperto da una ruvida pelle di capra. Ai discepoli che tentavano di rendergli meno scomoda la morte, esortò: «Io, se vi lasciassi un altro esempio, avrei peccato!». Comunque, Martino dovette subire gli ammonimenti dei fratelli: «Padre, perché ci abbandoni? A chi ci lasci, tutti soli? Sul tuo gregge, lupi rapaci stanno per scagliarsi, e chi ci scamperà dal loro morso se il pastore è raggiunto per primo?» (Dalle Lettere).

Leggi tutto...

Padre Nostro

Padre Nostro di San Sostene
di Gregorino Capano

Padre nostro, che sei nei cieli,
Patra nnostru, chi ssii ntri celi,

sia santificato il tuo nome,
sia santihicatu ‘u nomu toi

venga il tuo regno,
vena ‘u regnu toi

sia fatta la tua volontà,
sia hatta ‘a volontà tua

Leggi tutto...

San Gennaro, protettore dalle calamità naturali e Patrono dell'intera Campania, nell’anniversario del martirio si festeggia anche a Caroniti frazione di Joppolo (VV), piccolo centro nelcuore del Monte Poro in Calabria,che vanta i natali e la fanciullezza, ivi trascorsa, del Santo.
San Gennaro
, nacque nell’anno 258 circa da genitori poveri, in un luogo detto Calafàtoni, un antichissimo villaggio di una ventina di case appartenenti a pastori e scomparso alla fine del ‘500 per l’emigrazione degli abitanti a soli tre chilometri dove stava per sorgere l’attuale Caroniti.

Leggi tutto...

 di Domenico Caruso

Nel mese di settembre di ogni anno, in numerosi centri della Piana di Gioia Tauro, si rendono grandi onori alla Madonna della Montagna.

L'animus popolare della nostra comunità predilige la figura di Maria.

Alla Madre Celeste sono dedicati i più celebri santuari - come quello di Polsi, meta di incessanti pellegrinaggi; alla stessa, con denominazioni diverse, è consacrata la maggior parte delle chiese del territorio calabrese.

Nel Comune di Taurianova abbiamo: a Radicena la Madonna della Montagna, a Iatrìnoli la Vergine del Carmine, a S. Martino Maria SS. della Colomba e ad Amato l'Immacolata.

«Nell'ottica religiosa i monti si ammantano spesso di un'aura sacrale. Quasi tutte le religioni hanno i loro monti considerati santi, in quanto luoghi privilegiati delle arcane presenze e dell'omaggio loro reso dagli uomini».

 

Leggi tutto...

“Rallegrati, Gerusalemme e voi tutti che l’amate, riunitevi, esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza, saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione”
1 Is.66, 10-11

Ai sacerdoti diocesani e religiosi,
alle religiose, ai cristiani fedeli laici,
Carissimi fratelli nel sacerdozio, dilettissimi figli e figlie nel Signore,

Anche in questo anno sento il bisogno e il dovere di indirizzare a tutti voi, all’inizio di questo tempo di grazia, che è la Quaresima, il mio piccolo messaggio che, spero, vuole dare a voi qualche spunto di utile riflessione per la vostra vita cristiana e il vostro cammino spirituale.

Sta per iniziare il tempo di Quaresima che prepara l’evento pasquale, considerato il cuore di tutto l’anno liturgico e la sintesi di tutti i misteri della salvezza.

Leggi tutto...

IL CREDO
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen

Leggi tutto...

di Pierfranco Bruni
Nell’anno Paolino discutere dei temi cari a San Paolo è un dovere ma anche una necessità religiosa ed esistenziale. Uno dei temi fondamentali è il rapporto che Paolo ha stabilito con i luoghi. Il viaggio stesso è dentro il camminamento dei luoghi. I luoghi reali e i luoghi metafora. I luoghi tempo e i luoghi missione. La piazza è un luogo non solo archetipo e simbolo nella geografia paolina ma è soprattutto il disegno di una nostalgia dell’incontro tra civiltà e popoli.

Paolo ci porta la nostalgia dell’incontro. Nella nostalgia la memoria non è passato ma è la traccia che viviamo, è la traccia della ricerca che viviamo per ritrovarci e per ritrovare una eredità nel viaggio. I viaggi di San Paolo sono stati sempre un camminare alla ricerca del Centro. Il Centro come elemento metaforico e quindi constatazione metafisica ma anche come una realtà geografica dove il tutto si focalizza intorno ad un tema di fondo che viene ad essere determinato da una parola fondamentale che è l’Incontro.

Leggi tutto...

Offerte di lavoro

Sponsor

Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato: