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I libri

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share  Johann Heinrich Bartels, borgomastro di Amburgo per ben venticinque anni, tra il 1820 e il 1845, non poteva certo immaginare che la sua bella e ricca città avrebbe ospitato una comunità di quei curiosi albanesi di Calabria che aveva incontrato, molti anni prima, durante un viaggio in quella terra lontana.
Bartels nel 1786, completati gli studi universitari, parte per l’Italia, come facevano i giovani ricchi e colti. Il giovane tedesco si spinge molto a sud, fino in Calabria, per vedere da vicino i terribili effetti del terremoto del 1783, ancora evidenti. Bartels nelle sue Lettere sulla Calabria, tradotte in italiano solo nel 2007, dimostra simpatia per gli abitanti della regione e dedica alcune pagine agli albanesi. Sintetizza la loro storia, l’esodo dall’Albania invasa dai Turchi, dopo una fiera resistenza, a metà del quindicesimo secolo. Accenna alla peculiarità del rito greco, compresa la tradizione dei preti di contrarre matrimonio, a differenza dei sacerdoti di rito latino.
Oggi Amburgo ricorre nelle pagine di Carmine Abate, che da Carfizzi, uno dei tanti comuni arbëreshe, cioè italo-albanesi, ha percorso tante volte i 2.563 chilometri che separano due luoghi così diversi, eppure così vicini. La prima partenza da ragazzo, insieme a sua madre, per raggiungere il padre, operaio. I libri di Carmine Abate racchiudono l’epopea delle piccole comunità arbëreshe presenti in Calabria da cinque secoli, partecipi della storia della terra che li ha accolti, tanto che hanno condiviso tutto con i calabresi: lavoro duro, lotte politiche, emigrazione. 

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A 400 anni dalla nascita
di Pierfranco Bruni

La poesia barocca è una dimensione della cultura del Seicento che ha caratterizzato modelli non solo letterari ma anche artistici e filosofici. La cultura meridionale ha trovato nel barocco una testimonianza di forte espressività artistica. Nella poesia ci sono elementi non solo lirici ma anche problematici e filosofici. Un rappresentante della poesia barocca, in contesto in cui la visione della cultura mediterranea esprimeva valori profondamente etici, è stato certamente Giuseppe Battista nato a Grottaglie 400 anni fa.

Ma chi era Giuseppe Battista? Giuseppe Battista, il poeta "secentista" - barocco - grottagliese - napoletano - avellinese (di una Puglia barocca e forse anche decadente ma profondamente radicata in un profilo religioso che diventava una proposta progettuale sul piano etico e formativo e di una Napoli fedele agli "Oziosi"), nato nel 1610 a Grottaglie, in provincia di Taranto.

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Il nuovo saggio di uno scrittore che si confronta con la contemporaneità
'LO SCRITTORE E IL VIANDANTE',
ESTETICA E AVVENTURA DELLA PAROLA
Roma, - Lo scrittore vive nelle tempeste. Tra le rocce del dubbio, coltiva un inquieto fuoco di brace che veglia frammenti e amori perduti. Questo il filo rosso che impagina il nuovo contributo di Pierfranco Bruni, 'Lo scrittore e il viandante. Dall'estetica all'avventura' (ed. Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi).

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 Il tempo non ha cittadinanza: “sempre e mai” sono l’attimo, l’emozione, la bellezza… questo impara “il bambino in una notte stellata”. Il libro non vuol essere un percorso nella memoria, bensì un “salto”, un tuffo nella memoria: nascita e fanciullezza in un paradiso che si temeva fosse irrimediabilmente perduto.
La memoria coi suoi ricordi ossessivi è l’“esca”, il richiamo all’origine, ad una realtà decantata e pura che riemerge intatta e trasparente negli “occhi verdi di un bambino”.
I personaggi sono veramente esistiti nella loro realtà di eroi semplici e popolari: esistenze fugaci seppur vive, tinteggiate, appena, ad acquarello.
Ma la protagonista in assoluto è Tropea, con l’incanto dei suoi paesaggi, il celeste trasparente del cielo, i richiami notturni del glicine e del gelsomino, l’Isola, il Borgo, l’ombra del convento dei Cappuccini, tutti partecipi delle vicende umane.

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Raffaele Folino Gallo
Vincenzo Pitaro Editore


Piuttosto interessante è anche quest’altro lavoro su Kant che il filosofo calabrese Raffaele Folino Gallo, pubblica per gli studenti universitari. Il volume di 105 pagine parte dalla «critica della ragione pura» abbracciando l’intera morale kantiana e tanto altro ancora. Con questo volume di Folino-Gallo, il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro, di Gagliato (CZ), già di per sé noto per i suoi articoli culturali su «Gazzetta del Sud» e altre testate giornalistiche nonché per i suoi volumi, esordisce nel 1995 anche come editore nel settore dei libri.

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Francesco Delzìo
La scossa
Proposte shock per la rinascita del Sud


Profilo del libro
Il sogno del rilancio del Mezzogiorno è svanito. Tutti i principali indicatori che, nel periodo 1998- 2002, mostravano significativi progressi a Sud decretano la fine della rincorsa e il riallargarsi del divario Nord-Sud. Eppure in questi 150 anni di storia d’Italia non sono mancate analisi approfondite né politiche di intervento. Forse quello che però è mancato è stato il coraggio di proporre e attuare idee forti elaborate a Sud che possano scuotere l’attuale stagnante politica di interventi per il Sud.

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Il libro racconta la storia della città di Lamezia Terme a partire dai primi anni ’90, caratterizzata da gravi episodi di matrice mafiosa. Il periodo dello stragismo di Cosa Nostra, fu vissuto anche a Lamezia con l’uccisione del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie, e con l’esecuzione di due netturbini, finiti nel mirino criminale per uno scherzo del destino.
All’alba del 24 maggio 1991 due operatori ecologici comunali innocenti, Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, vengono uccisi a colpi di kalasnikov, durante quello che fu definito un eccidio “dimostrativo” che doveva servire a far intuire le mire delle cosche della ‘ndrangheta sugli appalti della nettezza urbana. All’indomani della tragedia, la città di Lamezia è sconvolta, ma ciò non è sufficiente a rompere il muro dell’omertà: nessuno, infatti, è disposto ad ammettere di aver assistito all’accaduto. Dopo pochi mesi, il Consiglio comunale di Lamezia Terme fu sciolto per presunte infiltrazioni mafiose.

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Non saper leggere e scrivere
la cultura che si raccontava con la parola

A Vibo Valentia, presso l'auditorium del Centro Sistema Bibliotecario Vibonese, si è svolta la presentazione del volume “La Calabria”, a cura di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido, con interventi del regista Vittorio De Seta, di Giuseppe Braghò, Gilberto Floriani e dei curatori del volume. Un incontro organizzato dal Centro Sistema Bibliotecario di Vibo Valentia e dall'Associazione culturale “Non Mollare” di Pannaconi di Cessaniti. 
Per chi conosce o crede di conoscere la nostra regione questi scritti, recuperati e riproposti ad una fruizione popolare da Giuseppe Candido e Filippo Curtosi, sono un vero e proprio viaggio nelle antiche costumanze di un tempo. Sono alcuni scritti de "La Calabria" di Luigi Bruzzano, selezionati e stampati oggi per offrire una sorta d'inedito itinerario effettuato senza alcuna retorica del tempo passato, senza nostalgie preconcette dell'antico che non c'è più dove tutto, per una sorta di di distorsione mentale di lettura dell'oggi, era più povero ma bello.

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Il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro ripropone in volume le interviste concessegli nel biennio 1980-81 da cinque grandi intellettuali calabresi:
Sharo Gambino, Saverio Strati, Mario La Cava, Luigi M. Lombardi Satriani e Gaetano Cingari. La prefazione è dell’inviato del quotidiano «la Repubblica» Pantaleone Sergi


Questo interessante saggio a più voci sulla ‘Ndrangheta - curato dal giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro - uscì la prima volta in libreria nel lontano 1981, con prefazione dell’inviato del quotidiano «la Repubblica», Pantaleone Sergi.

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Vincenzo Pitaro
Editrice L’altra Calabria


In questa nuova edizione dell’Antologia di Letterarura Calabrese, dedicata alle scuole, il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro, di Gagliato (Cz), ha scelto di commentare le pagine più belle della narrativa e della saggistica della nostra regione: da Nicola Misasi a Francesco Perri, da Fortunato Seminara a Mario La Cava, da Sharo Gambino a Saverio Strati, ecc. Una seconda parte è invece dedicata alla saggistica sempre calabrese: «Il Bruzio» di Padula, i «Vattienti» di Nocera Terinese e tanto altro ancora.
L’opera, giunta alla sua seconda edizione (la prima vide la luce nel 1995) è edita dall’Editrice L’altra Calabria, diretta dallo stesso Pitaro. Un volume piuttosto interessante che si legge ben volentieri anche al di fuori delle scuole.

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Fresca di stampa la monumentale opera di Antonio Gesualdo
BADOLATO
(Catanzaro, Calabria, Italia): UNA STORIA LUNGA MILLE ANNI

In Italia ci sono 8100 comuni e tra questi sono ancora troppo pochi coloro i quali possono vantare una vera e propria "Storia" scritta,  cioè un'opera di memoria sociale degna di questo nome, condotta e prodotta con severi criteri storici e scientifici. Ebbene, da oggi Badolato (nella Calabria jonica della provincia di Catanzaro) è uno di quei comuni che hanno il privilegio di poter contare su un resoconto assai documentato della propria "Storia" lunga mille anni.

Infatti, lo storico locale, ma di cultura e di fama internazionale, prof. Antonio Gesualdo, giornalista nonché rettore dell'Università dei Popoli, ha dato alle stampe, a proprie spese, il volume "Storia di Badolato dal 1080 al 2009" consistente in ben 696 pagine, graficamente fitte fitte ed eleganti, corredate da 32 figure a colori e 77 figure in bianco e nero, a tutta pagina.

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Scriveva qualcuno: Non ci sono cime molto alte da raggiungere, ci sono solo ali troppo corte per volare. E ali grandi per volare ci vuole dare Franco Ceravolo, medico, ma anche autore di testi e musiche sacre, in questo suo ultimo lavoro. Ali potenti, meravigliose e forti: le ali della carità.
Il testo, edito da Pellegrini, reca l’autorevole prefazione di Salvatore Perrella, docente di teologia all’Università Cattolica: l’autore parte da un’analisi dell’odierno mondo occidentale, connotato a più riprese dal sociologo Zygmunt Bauman come “società liquida”: una società, cioè, fluida, in cui tutto si consuma con voracità e tutto subito dopo viene dismesso, sconnesso, smantellato. Una società in cui l’homo oeconomicus, vero homo consumans, ha disimparato ad amare, a donarsi, a prendersi cura dell’altro.

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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

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