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12 Marzo 2010
Johann Heinrich Bartels, borgomastro di Amburgo per ben venticinque anni, tra il 1820 e il 1845, non poteva certo immaginare che la sua bella e ricca città avrebbe ospitato una comunità di quei curiosi albanesi di Calabria che aveva incontrato, molti anni prima, durante un viaggio in quella terra lontana.Bartels nel 1786, completati gli studi universitari, parte per l’Italia, come facevano i giovani ricchi e colti. Il giovane tedesco si spinge molto a sud, fino in Calabria, per vedere da vicino i terribili effetti del terremoto del 1783, ancora evidenti. Bartels nelle sue Lettere sulla Calabria, tradotte in italiano solo nel 2007, dimostra simpatia per gli abitanti della regione e dedica alcune pagine agli albanesi. Sintetizza la loro storia, l’esodo dall’Albania invasa dai Turchi, dopo una fiera resistenza, a metà del quindicesimo secolo. Accenna alla peculiarità del rito greco, compresa la tradizione dei preti di contrarre matrimonio, a differenza dei sacerdoti di rito latino. Oggi Amburgo ricorre nelle pagine di Carmine Abate, che da Carfizzi, uno dei tanti comuni arbëreshe, cioè italo-albanesi, ha percorso tante volte i 2.563 chilometri che separano due luoghi così diversi, eppure così vicini. La prima partenza da ragazzo, insieme a sua madre, per raggiungere il padre, operaio. I libri di Carmine Abate racchiudono l’epopea delle piccole comunità arbëreshe presenti in Calabria da cinque secoli, partecipi della storia della terra che li ha accolti, tanto che hanno condiviso tutto con i calabresi: lavoro duro, lotte politiche, emigrazione.
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09 Marzo 2010
A 400 anni dalla nascitadi Pierfranco Bruni La poesia barocca è una dimensione della cultura del Seicento che ha caratterizzato modelli non solo letterari ma anche artistici e filosofici. La cultura meridionale ha trovato nel barocco una testimonianza di forte espressività artistica. Nella poesia ci sono elementi non solo lirici ma anche problematici e filosofici. Un rappresentante della poesia barocca, in contesto in cui la visione della cultura mediterranea esprimeva valori profondamente etici, è stato certamente Giuseppe Battista nato a Grottaglie 400 anni fa. Ma chi era Giuseppe Battista? Giuseppe Battista, il poeta "secentista" - barocco - grottagliese - napoletano - avellinese (di una Puglia barocca e forse anche decadente ma profondamente radicata in un profilo religioso che diventava una proposta progettuale sul piano etico e formativo e di una Napoli fedele agli "Oziosi"), nato nel 1610 a Grottaglie, in provincia di Taranto. |
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Johann Heinrich Bartels, borgomastro di Amburgo per ben venticinque anni, tra il 1820 e il 1845, non poteva certo immaginare che la sua bella e ricca città avrebbe ospitato una comunità di quei curiosi albanesi di Calabria che aveva incontrato, molti anni prima, durante un viaggio in quella terra lontana.
A 400 anni dalla nascita
Il nuovo saggio di uno scrittore che si confronta con la contemporaneità
Il tempo non ha cittadinanza: “sempre e mai” sono l’attimo, l’emozione, la bellezza… questo impara “il bambino in una notte stellata”. Il libro non vuol essere un percorso nella memoria, bensì un “salto”, un tuffo nella memoria: nascita e fanciullezza in un paradiso che si temeva fosse irrimediabilmente perduto.
Raffaele Folino Gallo
Francesco Delzìo
Il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro ripropone in volume le interviste concessegli nel biennio 1980-81 da cinque grandi intellettuali calabresi:
Vincenzo Pitaro
Fresca di stampa la monumentale opera di Antonio Gesualdo

