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I mali della Calabria, i motivi di una rivoluzione

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share lo confermano i  rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di  Paola, dai tecnici del Min. dell’ambiente e dai  Carabinieri del NOE.

Al largo di Cetraro è stata accertata la presenza di una nave affondata con tutto il suo carico di veleni, quasi certamente scorie tossiche e nucleari trasportate dalla Motonave Cunski, affondata dalla ndrangheta per conto di bande assassine e di chissà quali “servizi” nazionali ed internazionali.

Di fronte a questi disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora il governo nazionale non si è mosso per come avrebbe dovuto fare convocandosi in forma straordinaria ed urgente e stanziando i fondi necessari.

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Da giorni, la Calabria è citata in tutti i media del mondo...non per l'elezione di Miss Italia o per i Bronzi di Riace, ma per le brutte notizie, che questa volta coinvolgono l'intero pianeta, in quanto il problema che è emerso potrebbe avere conseguenze terribili sulla salute di milioni e milioni di persone,  dalla Calabria, alla Toscana, dalla Somalia al Kenya, e i paesi coinvolti da questo dramma è destinato ad aumentare.

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La pioggia degli scorsi giorni ha portato danni e distruzione sull'intero territorio della Regione Calabria. Già si ode l'eco dei rimproveri, delle indagini, delle inchieste e dei rimpalli di responsabilità. “Eventi eccezionali, colpa dell'incuria umana, lassismo della Pubblica Amministrazione”, da un lato. “Colpa della precedente amministrazione, è giunta l'ora di cambiare, promettiamo di mettere mano alla situazione non appena arriveranno altri soldi dal Governo centrale”, dall'altro. In mezzo il cittadino calabrese, in preda ai disagi, alla viabilità impazzita, al rischio di percorrenza di strade impraticabili.

Di chi è la colpa. Semplice, la colpa è sempre di qualcun altro. La colpa è della politica, sempre più autoreferenziale, sempre più algida e distaccata dalle cose terrene del comune sentire. La colpa è dei politici. Facile, utile e pratico. Già perché dare la colpa alla classe politica attuale è un po' come sparare alla Croce Rossa. Si centra sempre il bersaglio ma non si ferisce nessuno! Anche i politici sono d'accordo nel riconoscere le colpe della politica. Peccato che siano sempre le colpe di qualcun altro. La responsabilità, infatti, è sempre di coloro che ci hanno preceduto, il cui atteggiamento e condotta hanno reso la dimensione dello stato attuale delle cose incolmabile ed irreparabile. Eppure, chi si presenta al pubblico giudizio elettorale, dichiara sempre di poter fare meglio del predecessore. Egli si presenta al voto proprio in ragione dello sfacelo lasciato dalla precedente amministrazione, promettendo in tempi brevi di portare una “ventata di cambiamento”.

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Chi in questi mesi ha dedicato un po’ più tempo del solito alla lettura della stampa italiana allo scopo di sentirsi più informato sulla situazione generale del Paese, sull’andamento della crisi, sull’operato del governo per superarla, sulla tenuta dell’economia, sulle misure per affrontare l’incombente minaccia di aumento della disoccupazione, ecc. penso che sia stato ampiamente deluso. Personalmente ne sono stato disgustato.

Le prime pagine di molti giornali sono state dedicate (e in parte lo sono ancora) a tutt’altri argomenti, che solitamente sono relegati in qualche pagina di cronaca rosa perché appartenenti alla categoria «gossip», ossia pettegolezzo, diceria, o addirittura eliminati quando certe notizie o dicerie non confermate rischiano di sconfinare ampiamente nella maldicenza, a sua volta imparentata con la menzogna e la calunnia.

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di Nuccio Iovene
Almeno trecentocinquanta tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, anche radioattivi, sarebbero stati utilizzati nell’ultimo decennio, a Crotone e provincia, nella realizzazione di strade, porti, campi sportivi, parcheggi, scuole e case popolari. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, condotta dal sostituto procuratore Pier Paolo Bruni e denominata “Black Mountains” che ha portato al sequestro di diciotto siti inquinati distribuiti tra la città capoluogo e altri centri come Cutro e Isola Capo Rizzuto mentre sette persone risultano indagate tra i funzionari dell’ASL che avrebbe dovuto effettuare i controlli e le ditte che hanno effettuato i lavori.

E’ l’ennesimo colpo alla Calabria, sempre più terra di rapina in cui il confine tra economia legale ed illegale si fa sempre più labile e precario. A farne le spese non sono solo le risorse dei calabresi, continuamente depredate, ma la loro stessa salute ed il loro stesso futuro. Imprenditori senza scrupoli, funzionari collusi o imbelli giocano quotidianamente sulla pelle dei calabresi, costruendo così, sulle loro fortune, le disgrazie di una intera regione. E la politica quando non è corrotta o compiacente sta a guardare, si rivela impotente.

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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

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