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Home Il linguaggio e i dialetti
venerdì, 03 luglio 2009 - By Calabresi .net

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Ringraziamenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Il linguaggio e i dialetti

Il dialetto come “idioma” da tutelare e valorizzare

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Csrbruni   
Martedì 30 Giugno 2009 08:22
in seno alle realtà patrimoniali di una Nazione come l’Italia
Continua il dibattito intorno ad una proposta di una legge
che regolarizzi la tutela dei dialetti
Pierfranco Bruni: “Dopo aver avviato il dibattito sulla tutela dei dialetti si ribadisce la necessità di realizzare un rapporto straordinario tra la tutela e la promozione soprattutto alla luce di un rapporto tra realtà storica e fattori antropologici. Occorre però una normativa che possa disciplinare la questione”.

“Per poter riconsiderare l’importanza degli idiomi italiani delle varie Regioni, sottolinea Pierfranco Bruni esperto delle culture etno – antropologiche delle minoranze linguistiche, è necessario promuovere una normativa che punti alla difesa delle culture linguistiche locali. I dialetti sono un patrimonio non solo territoriale ma anche nazionale. Come è stato già ribadito, nelle settimane scorse, occorre aprire un confronto tra le culture regionali e l’importanza antropologica dei dialetti. I dialetti devono essere considerati dei beni culturali all’interno del patrimonio culturale nazionale”.
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Il Calabrese "idioma" da tutelare come strumento linguistico tra le "lingue - dialetto" delle culture dei Mediterranei

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Micolcultura   
Mercoledì 03 Giugno 2009 08:44
Pierfranco Bruni: “Il dialetto, tra lingua – storia, calabrese va tutelato come patrimonio della identità di un territorio all'interno di una politica di difesa delle tradizioni, dei costumi e delle geografie di un Mediterraneo sempre più articolato anche dal punto di vista delle lingue e delle eredità. Occorre urgentemente ripensare la Legge che tutela le lingue minoritarie proprio in virtù di un processo di difesa che deve interessare i dialetti".

“La storia delle lingue è dentro l'identità degli idiomi che caratterizzano un territorio sia dal punto di vista storico - geografico che linguistico vero e proprio. In virtù di ciò è necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell’Istituto di Cultura delle Lingue del CSR, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela riferita agli idiomi regionali e territoriali ”.

"Il Calabrese, insiste sempre Pierfranco Bruni, è un idioma che deve essere tutelato come modello di un patrimonio culturale che ha assorbito koinè e stilemi di una rappresentazione linguistica non solo meridionale ma prettamente aderente alla struttura linguistica mediterranea. Il vocabolario calabrese assomma un "laboratorio" di stili che vanno dal grecanico antico alle varienti magno - greche, al bizantino sino ai segni meticciati di una lingua post-unitaria e tardo risorgimentale".
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CULTURA: BRUNI, TUTELARE I DIALETTI E NON SOLO LE LINGUE 'ETNICHE'

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Micolcultura   
Lunedì 01 Giugno 2009 14:18
Roma, (Adnkronos) - L'Istituto di Cultura delle Lingue scende in difesa dei dialetti. ''Il dialetto e' lingua - storia della identita' di una Nazione e va salvaguardato come patrimonio culturale e chiaramente ereditario nella tradizione delle comunita' italiane''. ''Credo che sia necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell'Istituto, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela sui dialetti, che non sia la stessa che tuteli le cosiddette lingue minoritarie''.

L'Italia e' una Nazione, che si caratterizza culturalmente proprio per la varieta' delle forme dialettali da non confondersi con ''altre lingue''. Il dialetto e' parte integrante del costume e della tradizione di una Regione ma anche di territori all'interno di una stessa Regione.

Ci sono varianti nei dialetti della lingua italiana, che mostrano la vera storia di una comunita' ben definita all'interno della comune identita' ed eredita' nazionale. Ecco perche', secondo Bruni, occorre puntare ai dialetti come patrimonio culturale, partendo da un presupposto preciso che e' quello che devono restare, i dialetti stessi, dei modelli in una visione tra recupero delle tradizioni e letture antropologiche. Conoscere i dialetti non e' la stessa cosa di tutelare etnie o lingue minoritarie. I dialetti sono, comunque, appartenenza della cultura italiana.
 

PROPOSTA NORMATIVA. TUTELA DEI DIALETTI E NON SOLO DELLE LINGUE MINORITARIE

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Csrbruni   
Lunedì 01 Giugno 2009 13:47
ISTITUTO DI CULTURA DELLE LINGUE

Occorre tutelare i dialetti in un’Italia dei dialetti e non solo le lingue minoritarie “etniche”
Si apre una interessante discussione per una proposta normativa
Pierfranco Bruni: “Il dialetto è lingua – storia della identità di una Nazione e va salvaguardato come patrimonio culturale e chiaramente ereditario nella tradizione delle comunità italiane”

“Credo che sia necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell’Istituto di Cultura delle Lingue del CSR, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela sui dialetti, che non sia la stessa che tuteli le cosiddette lingue minoritarie”.

L’Italia è una Nazione, che si caratterizza culturalmente proprio per la varietà delle forme dialettali da non confondersi con “altre lingue”. Il dialetto è parte integrante del costume e della tradizione di una Regione ma anche di territori all’interno di una stessa Regione. Ci sono varianti nei dialetti della lingua italiana, che mostrano la vera storia di una comunità ben definita all’interno della comune identità ed eredità nazionale. Ecco perché occorre puntare ai dialetti come patrimonio culturale, partendo da un presupposto preciso che è quello che devono restare, i dialetti stessi, dei modelli in una visione tra recupero delle tradizioni e letture antropologiche.
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Difesa della lingua italiana e “revisione” della normativa sulla tutela delle minoranze linguistiche in Italia a dieci anni dalla emanazione

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Pierfranco Bruni   
Mercoledì 20 Maggio 2009 15:50
Tra le lingue e le culture storiche che occorre tutelare bisogna necessariamente inserire anche quelle Armene, Rom e Sinti
di Pierfranco Bruni
Occorre difendere la lingua italiana sia dal punto di vista culturale che giuridico. C’è un dibattito in corso che interessa la tutela della lingua italiana. Un dibattito che parte da molto lontano. Occorre ristabilire una dialettica sia giuridica che culturale sulla modifica dell’Articolo 12 della costituzione. In un tale contesto credo che sia necessario rivedere e quindi riconsiderare anche la Legge (la 482/99) sulla tutela delle minoranze etnico – linguistiche storiche.

Una Legge che va rivista nella sua struttura, va riconsiderata alla luce di un decennio che ha visto diverse trasformazioni nel campo delle minoranze linguistiche in Italia e andrebbe riscritta. O meglio va ricontestualizzata. Ci sono alcuni motivi di fondo.

Prima di tutto (ovvero primo elemento) è necessario parlare di “presenze” minoritarie e non di minoranze vere e proprie. Il discorso è sottile ma qualifica e diversifica la questione sia politica che giuridica e culturale.
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Il dialetto è una lingua parlata

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La Cultura Calabrese
Segnalato da MARIA ANTONIETTA CREA   
Lunedì 30 Giugno 2008 02:33
In Italia, dialetti e lingua si trovano sullo stesso piano, riflettono tradizioni e culture specifiche, possiedono un lessico e una grammatica.

Un dialetto (dal greco διάλεκτος, dialektos, letteralmente "lingua parlata"), però, è un idioma usato da abitanti di un area specifica e di minor estensione rispetto alla lingua.
Un dialetto, fra i dialetti italiani che più di altri ha attirato l'attenzione degli studiosi per le proprie peculiarità e le radici in tempi antichi è quello calabrese.

Il dialetto calabrese “ parràta calabbrìsi”, varia molto all'interno della Regione, poiché mentre il sud della Calabria condivide i caratteri linguistici della Sicilia, con un certo numero di mutamenti, nel resto del territorio è possibile trovare una serie di parole di origine greca, latina, provenzale e araba.

Nel Sud della Calabria, si usano, infatti, parole siciliane come “tundiri” (tosare),”folia” (nido), “forgiaro” (fabbro) o di origine greca come”simitu”(confine-sématon),“catu”(secchio-kàdos), “papulo- papula” (molle- apaloò),”scifu” (trogolo-skýphos), “lippu” (muschio o alga- lipoò) o latine come “pistari”(pestare- pitis, punta), “ciciaru” (ceci-cicer).
Ultimo aggiornamento Martedì 04 Novembre 2008 11:23
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VERBI AUSILIARI

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Giovedì 22 Novembre 2007 08:02

Nella tabella di seguito sono indicati una serie di verbi in Italiano ed in dialetto Calabrese, segnalati dallo stesso autore della guida Vocabolario Sansostenese-Davolese e pubblicati nella stessa.


Verbi in Italiano Verbi in Dialetto Calabrese
MODO INDICATIVO ESSERE MODU INDICATIVU ESSARA
Presente Presenti
Io sono Eu sugnu
Tu sei Tu sii
Egli è Idru esta
Noi siamo Nui simu
Voi siete Vui siti
Essi sono Idri sugnu
   
Il linguaggio e i dialetti | Calabresi .net
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La Cultura Calabrese
Segnalato da Paolo Barbalace   
Lunedì 29 Ottobre 2007 16:23
e la relativa consultazione del vocabolario.

Email ricevuta trasmessa dal Cav. Gregorino Capano.

Egregio Signor Barbalace, sono desideroso (come studioso del nostro dialetto), inviarLe la "guida" che ho allegato al mio vocabolario pubblicato il 21 settembre scorso, il contenuto di questo breve scritto, elimina molti dubbi. La prima parola che mi ha colpito nel vostro sito è stata: l'anticu dicìia. Non è corretto scrivere così, è giusto scrivere: "l'anticu dicìa". Premetto che questa mia puntualizzazione non deriva dalla mia presunzione ma da un lungo studio effettuato sul nostro dialetto. Spero che questo allegato sia utile allo scopo di infondere nei nostri calabresi una corretta interpretazione e scrittura del nostro dialetto.
Comunico che il vocabolario San Sostene-Davoli si trova in vendita a Davoli Marina (CZ) presso l'Edicola di Santina Viscomi ed alla libreria In-Contro delle Donne di Soverato oppure presso la mia residenza di Trento, via Paludi, 28.
Invio i più prosperosi saluti a Lei, al Direttivo e famiglia, da Gregorino cav. Capano.



LA GUIDA:

Il presente vocabolario, presenta numero 23.500 vocaboli compreso di brevi battute, in esso potrebbe mancare qualche parola a me sconosciuta, pregherei dai lettori la massima collaborazione per la completa e corretta diffusione del presente vocabolario, collaborando ed inviando sul sito di San Sostene ulteriore materiale per perfezionare questo piccolo volume che servirà a tenere vivo il nostro dialetto in quanto è una nostra ricchezza culturale.

Faccio presente che nel nostro dialetto, non esiste il verbo del futuro semplice, ciò dipende dalle nostre origini greche nella cui grammatica tale verbo non è contemplato. Raramente la “F” si presenta nella sua corretta pronuncia ed in dialetto viene sostituita dalla “H”, es. harìna anziché farina e Stèhanu anziché Stefano. Se ci fosse la lettera “F” esempio: cosa fai? In questo caso la effe viene raddoppiata: chi ffai? Ci sono tante eccezioni alle quali sono pronto a dare spiegazioni. Provo ad elencarne alcune es: zoccolo che normalmente inizia con una “Z”, in dialetto inizia con due “ZZ”(zzòcculu), ebbrèu che in italiano si scrive con una “B”, in dialetto si scrive con due “BB”, queste parole in dialetto vengono pronunciate dall’accento molto marcato. In Calabria viene usata moltissimo la “J”, nella lingua italiana la troviamo solo due volte: Jonio (ora in disuso) e Juventus.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Novembre 2007 06:05
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Centro di lessicologia e toponomastica calabrese

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La Cultura Calabrese
Segnalato da Prof. Marta Maddalon   
Lunedì 09 Luglio 2007 03:07

Presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università della Calabria è attivo il sito clt.unical.it, dedicato alla raccolta e allo studio della storia linguistica e culturale della Calabria. Il sito è curato dal Professor John B. Trumper, uno dei maggiori dialettologi e linguisti, che ha dedicato un trentennio allo studio del patrimonio linguistico di questa regione. Il sito rappresenta l'avanguardia nello studio e nell 'analisi delle varietà dialettali (toponimi, lessici settoriali, tradizioni popolari e testi, in formato multimediale) e della storia linguistica calabrese, dalle origini ai giorni nostri.

 


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