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Itinerari

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Quella famiglia, quel gruppo di turisti, che trova la forza per decidere di lasciare per un giorno o per qualche giorno il solito bel mare;

Quella famiglia, o quella comitiva di turisti che dopo un anno di lavoro stanno godendo della meritata vacanza e, come spesso succede, si ritrovano al mare, ove, però, oltre al naturale bagno, si prendono anche il bagno di folla;

Quella famiglia, o quella comitiva di turisti che, poi la sera, gustano la buona pizza, il pesce e le altre specialità che vengono loro serviti da accaldati e “accelerati” camerieri che con buona volontà si districano tra i vari tavoli occupati da altre famiglie e altri gruppi di turisti che come loro pensavano di trovare più pace;
 

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PRIMO GIORNO, arrivo e sistemazione in agriturismo tipico, rinfresco di benvenuto, cena e pernottamento.

SECONDO GIORNO, Croce di Magara — i Giganti di Falistro, Monte Curcio — Croce di Magara. Dopo la prima colazione, trasferimento al maneggio di Croce di Magara, per preparare i cavalli, partenza per Monte Curcio (ca 2h), sfiorando la Foresta dei Giganti della Sila, attraversando boschi e i margini di coltivazioni. All'arrivo nel punto stabilito, di straordinaria bellezza naturalistica, sosta/bivacco per consumare una colazione al sacco a base di tipicità silane, prodotte artigianalmente da Erminio. Nel pomeriggio, rientro al maneggio, percorrendo un itinerario diverso . Cena in agriturismo a base di tipicità locali, pernottamento.

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 La cooperativa VITA NEL PARCO ( www.vitanelparco.it ) invita a partecipare al nuovo itinerario storico-culturale "Amu pusatu  chitarre e tamburi ..." - il Briagantaggio a Longobucco (CS), in collaborazione con l'associazione culturale ANIMA LONGOBUCCHESE

dott. De Simone Francesco
Un viaggio tra luoghi e devozione
di Micol Bruni

I Santuari Mariani nel tessuto territoriale della sibaritide o di quella che è stata la chora sibarita si presentano con delle caratteristiche precise che portano una valenza storica e architettonica ben definita.

I Santuari che omaggiano la Madonna hanno un tracciato ben percorribili nel territorio cosentino: dal Santuario di Santa Maria delle Armi di Cerchiara (questo Santuario si trova arroccato sul monte Sellaro e ci ricorda tanto i monasteri greci custoditi dal Monte Athos), alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Dipignano, dal Santuario della Madonna dello Spasimo o delle Cappelle di Laino Borgo (vi sono anche i resti di un antico abitato indigeno) alla Chiesa di Santa Maria della Serra (con facciata barocca) di Montalto Uffugo, centro che fu distrutto dai Saraceni e poi riedificato nella attuale altura, dal Santuario della Madonna del Pettoruto di San Sosti al santuario della Madonna delle Grazie di Spezzano Albanese.

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di Vincenzo Pitaro
A due passi dalla riviera ionica soveratese e dalle Serre splendide e incontaminate. Dalla collina su cui sorge, Gagliato si affaccia a terrazza sul mitico mare di Ulisse, tanto decantato da Pindaro, dominandone tutto il golfo di Squillace fino a lambire le aride marne di Punta Stilo.
Una vista panoramica davvero incantevole, esaltata da un’aria tersa e luminosa, tipicamente mediterranea. La vegetazione è ricca e multiforme, grazie al suggestivo contrasto marino e, nello stesso tempo, montuoso che avvolge l’intero territorio collinare. C’è un’aria diversa a Gagliato, ora viva, ora ritemprante.

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Liquirizia

Area storica di produzione e consumo. Proviene dalla zona costiera della Calabria, l'area di trasformazione è situata nei comuni di Rossano e Corigliano

Legame col territorio. Le piante di liquirizia nascono spontanee lungo il litorale, dove natura del suolo e clima contribuiscono a determinare il contenuto di glycyrrhizina. La storia dello sfruttamento di questa risorsa è antica, legata al latifondo e ai latifondisti. Le radici di questa
pianta, lunghe e penetranti, infestanti e concimanti come tutte le leguminose, dovevano essere estirpate, per lasciare il posto ad altre colture. Tuttavia, nell'economia agricola di allora, la loro raccolta consentiva di sfruttare il terreno nell'anno di riposo della rotazione, dando lavoro ai tanti contadini e braccianti provenienti da altre zone della Calabria.

Descrizione del prodotto.
Pasta: densa, nera, lucida e profumata; forma: variabili dai classici cilindretti, alle forme a bastoncino, tonde, schiacciate; gusto: dolce amarognolo; profumo: molto intenso.

Tecniche di produzione. I rami di liquirizia vengono sminuzzati in un apposito macchinario; dalla pasta così ottenuta si estrae il succo tramite prolungata bollitura in grandi caldaie dove il liquido si fa sempre più denso. Quando ha raggiunto l'esatta densità, controllata da un mastro
liquiriziaio, la liquirizia viene sottoposta a lucidatura mediante forti getti di vapore d'acqua. Il prodotto ottenuto si taglia nelle forme desiderate e si confeziona in eleganti scatolette.

Uso gastronomico.
Per la produzione di caramelle alla liquirizia, pastiglie, bastoncini, sciroppi, tisane.

Peperoncino

Varianti dialettali. Pipi vruscente (pepe bruciante), cancarillo, pipazza, diavulillo.

Area storica di produzione e consumo. Tutta la Calabria.

Legame col territorio.
In Calabria i peperoni sono approdati all'inizio del XVI secolo, provenienti dalla Spagna dove erano stati portati da Cristoforo Colombo di ritorno dal suo primo viaggio in America. In Calabria non vengono tanto identificati col termine botanico quanto con il lessico popolare a seconda dell'uso e della forma della bacca: tonda, a palloncino o a cornetto e possono essere più o meno piccanti. In Calabria il peperoncino ha trovato il suo habitat ideale e, dagli esperti, sono considerati i migliori.

Descrizione del prodotto.
Le bacche possono essere: piccole e coniche; sottili e allungate, o leggermente ricurve; piccole e tonde come le ciliegie; colore: bicolori, violette e rosse, rosse, verdi, verdi e rosse; sapore: piccante.

Tecniche di produzione. Ama i terreni lavorati in profondità, esposizione soleggiata e molta acqua. Vengono seminati da gennaio a febbraio. Negli orti la pianta attecchisce molto meglio che in pieno campo. Quando il peperoncino è maturo viene raccolto, essiccato, macinato e conservato in barattoli al riparo dalla luce e dall'umidità.

Uso gastronomico. Nella norcineria, nelle conserve ittiche, nei formaggi, in quasi tutte le ricette tradizionali.

Mandorle della fascia Ionica Reggina

Area storica di produzione e consumo. Provincia di Reggio Calabria.

Legame col territorio. Questa coltura, praticata già dai romani caratterizza, non meno di quella del bergamotto, il paesaggio della costa reggina. Le conoscenze necessarie al suo mantenimento si tramandano nel tempo subendo ad ogni passaggio generazionale, modifiche e innovazioni suggerite dall'evolversi delle conoscenze.

Descrizione del prodotto.
Forma: ovoidale o allungata con il mallo carnoso. È ricoperta da una pellicina (episperna) liscia o rugosa di colore ocra.

Tecniche di produzione.
Dopo la raccolta le mandorle vengono private del mallo lasciandole asciugare al sole per qualche giorno. Successivamente si esegue la calibratura e selezione in funzione dell'uso: se tal quale o per l'industria.

Uso gastronomico.
Per torroni, pasta reale, base dei dolci meridionali di marzapane, cassate, latte di mandorle, per la produzione di confetti, dolci casalinghi e zuppe dietetiche. Le mandorle amare vengono utilizzate dall'industria alimentare, per la produzione di amaretti e liquori.

Cipolla rossa di Tropea

Area storica di produzione e consumo. Tra Tropea e Ricadi in provincia di Vibo Valentia e lungo la costa tirrenica fino a Lamezia Terme.

Legame col territorio. Furono i greci ad introdurre in Calabria l'uso della cipolla, appreso a loro volta da assiri e babilonesi. La dolcezza di questo bulbo dipende, oltre che dalla varietà, dai terreni sabbiosi che si trovano in prossimità del mare lungo la costa tirrenica. Tutte le operazioni colturali vengono eseguite a mano dai contadini del posto. Dopo la raccolta sono le donne a selezionare ed intrecciare, con abili movimenti delle mani, le rosse cipolle separando
le piccole dalle medie e dalle grandi. Le tecniche di lavorazione vengono tramandate da una generazione all'altra.

Descrizione del prodotto.
Tre forme: tronco-conica dal sapore dolce, ovale di sapore forte, a trottola; l'involucro esterno è di colore rosa carico, l'interno ha un colore rosso vinaccia.

Tecniche di produzione.
Il bulbo viene piantato in terreni sciolti, freschi e profondi, concimati con letame. La cipolla estiva si semina in semenzaio a fine agosto, primi di settembre e si mette a dimora tra novembre e febbraio. Si raccoglie quando la foglia è secca, a giugno. Si lasciano
seccare le tuniche fogliari esterne e i bulbi in pieno campo e poi si ripongono al riparo di tettoie o altri locali ben aerati, per una quarantina di giorni. Si conservano in locali freschi, asciutti e ventilati.

Uso gastronomico. Ingrediente della cucina mediterranea. La dolce, cruda, è ottima con le insalate estive di pomodori freschi, olive e origano o per la crostata di cipolle, piatto caratteristico della zona di Tropea.

Involtini di spatola arrosto (Antipasto)

Piatto tipico di: Bagnara Càlabra  (RC)

Ingredienti (per 5 persone):
Spatola (1 kg.) , Pangrattato , Formaggio parmiggiano grattuggiato , Olio extravergine d'oliva , Origano , Sale.
 
Modalità di preparazione:

ricavare dalla spatola dei filetti, passarli nell'olio e poi in un impasto di pan grattato, formaggio e sale. Farne degli involtini da infilzare in uno spiedino di legno. Passare tutto su una piastra sufficientemente calda e unta di olio extravergine di oliva. Servire con una spolverata di origano.

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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato:
 


Si ringrazia il Circolo Culturale Vivarium per aver riconosciuto e premiato Calabresi.net con il Peperoncino D'Oro con la seguente motivazione:

"Per l'impegno e la dedizione con cui promuovono l'immagine della Calabria nel Mondo. Per mantenere vive le tradizioni della nostra terra, proiettata verso la modernizzazione
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