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Home La letteratura e la poesia Calabrese
martedì, 06 gennaio 2009 - By Calabresi .net

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Ringraziamenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz.

La letteratura e la poesia
Poesia: ACCUCCHJAVIDRÌCHI PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Venerdì 05 Dicembre 2008 00:00
ACCUCCHJAVIDRÌCHI

Chi bbedru mistèri chi era l’accucchjavidrìchi,
da matina ara sira era sedutu ntra Chjazza,
era vestùtu sempa liganti e cu’ tanta anzia
aspettava i cotrarèdri ‘e jornàta ‘e maritàra.

L’appuntamentu era cumbinàtu cu’ ri mbasciàti
‘u cotràru ‘e zzitijàra era prontu ‘e ra bardascia puru.
Appena arzàtu ‘u hutùru zzitu tuttu ncamàtu
s’avvìa aru megghju appuntamèntu da’ vita sua.
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TRISTE MILANO PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Mercoledì 03 Dicembre 2008 12:17
Com’è triste Milano, l’inverno è così gelido, la malinconia dei caldi paesi
rattrista la gente che pur ben coperta, s’avvia come di consueto verso il
lavoro accompagnata dalla nebbia che occupa la città rendendola più tetra.

Inesorabilmente, le vetture si scontrano tra di loro facendo finta di niente,
ci sono alcune piccole proteste ma niente più, il Castello Sforzesco come
per incanto sparisce e nessuno ci fa caso, il Duomo così alto dov’è?

Com’è triste Milano in estate, l’enorme afa incera le poche persone che
per scelta o scarse disponibilità rimane in città, nelle vie deserte si nota
qualche cane randagio trova tanto spazio smentendo l’umano: Milano non è triste!
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Poesia: IL CAPOLAVORO PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Martedì 02 Dicembre 2008 14:46
IL CAPOLAVORO

Oh! Dolce cardellino, ti ammiro tanto
sei il più bravo ed un’artista tra gli uccelli,
lavori il tuo nido con invidiabile estro
e senza sbagliare un giro lo fai più presto.

Neanche la mente eccelsa dei nostri Grandi
sapeva imitarti così con tanto zelo,
con quelle dolci zampette senza tanta premura
il tuo nido a primavera è già pronto.
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Poesia: AMARO DESTINO PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Martedì 25 Novembre 2008 09:19
Quel volto felice rispecchiava fra tutti
era rivolto al cielo e contemplavi qualcuno,
pronunciavi le preghiere da buona cristiana
e ringraziavi colei che ti ha dato la vita.

Di vivere ancora e di esistere in terra
avere lo scopo di appartenere a quell’uomo
che amavi da tanto e che per puro
miracolo ha avuta salva la vita.

Le strade sembravano piste veloci,
viaggiava per affari ad andatura normale
ma un potente duemila sfrecciava pazzesco
nulla ha potuto quell’umano incosciente.
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Poesia: UNO SGUARDO NELLA CITTA’ DI NOTTE PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Martedì 25 Novembre 2008 09:03
Sono le venti della sera, come di consueto la gente rincasa
dal lavoro, si gode la sua casa o passeggia in città di notte.
Con occhio scrutatore, si notano visi spossati e preoccupati,
alcuni risultano distesi ed altri stressati, nessuno ci fa caso.

Qualcuno rivolge all’altro un saluto malizioso e diffidente,
ad altri in modo alquanto spontaneo, tutto sembra un quadro
di fumetti bianco-nero, perché dire a colori è un furto all’arte,
vanto di pittori e scultori che la nostra Patria vanta.
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La poesia del Natale PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Venerdì 21 Novembre 2008 10:30
di Domenico Caruso
Ancora una volta è Natale, ma quanta commozione e quanta tristezza nel considerare lo straordinario evento che ha il potere di svelare il significato dei valori umani!

E’ accertato che il 25 dicembre non rappresenta la data storica della nascita di Gesù. A Roma si celebrava la festa del “Sole invitto” e la Chiesa, in contrapposizione, a partire dal IV secolo indicò - per la ricorrenza - la vera luce che sorge a illuminare il mondo.
Ogni fedele, pertanto, dovrebbe sentire il bisogno di preparare il proprio cuore all’incontro col Figlio di Dio che non può risolversi con il mondano e l’effimero.

Il forte richiamo di Benedetto XVI all’Angelus domenicale dell’11 dicembre 2005 induce a riflettere: «Nell’odierna società dei consumi, questo periodo subisce purtroppo una sorta di “inquinamento” commerciale, che rischia di alterarne l’autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima».
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Novembre 2008 10:54 )
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PIERFRANCO BRUNI E MARILENA CAVALLO RACCONTANO LA POESIA ITALIANA DEL NOVECENTO PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Csrbruni   
Lunedì 10 Novembre 2008 16:10

ANALIZZANDO IL TEMA DELLE PIAZZE NELLA CULTURA

"La poesia, la piazza, le parole"
Incontrarsi senza darsi appuntamento

di Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo

UNO STUDIO ORIGNALE SUL NOVECENTO POETICO ITALIANO TRA LA PIAZZA E IL VIAGGIO DAL MEDITERRANEO AI FUTURISTI IN PIAZZA CON LA RELIGIOSA PAZIENZA DI VIVERE L’INCONTRO

Il tema della piazza nella poesia italiana del Novecento
Tra lingua, metafora e luogo
Prefazione di Neria De Giovanni
Postfazione di Gerardo Picardo
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Poesia: A Santu Martinu PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Lunedì 10 Novembre 2008 16:07
A Santu Martinu
(A San Martino)

Santu Martinu, nostru protettori,
Vu’ stati sempri ‘nda lu nostru cori,
ca se pe’ sorta po’ nd’abbandunati
si chiùdinu pe’ nui tutti li strati.

O grandi Santu chi lu mundu chiama,
di caritati jè la Vostra fama
e se volimu a Vui vicinu stari
lu pròssimu ‘ndavimu e rispettari.
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Poesia: "Ave Maria" PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Martedì 21 Ottobre 2008 01:51
Ave Maria

Ave Maria, stella mattutina,
sicura guida nella lunga sera,
del Cielo e fra le donne Sei regina,
rifugio di ch’implora e di chi spera.

Rimani, Madre Santa, a noi vicina,
sei Tu la nostra fulgida bandiera:
vegli su tutti la grazia divina,
così nei cuori regna primavera.

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Bestemmia, lusso e moda fanno perdere il cervello e fan nascere la coda PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Lunedì 13 Ottobre 2008 06:41
Papa giovane_160.JPG(Appunti degli anni ’20 di Rocco Caruso)
a cura di Domenico Caruso

□ Signori, tutto il mondo è rovinato / e le famiglie tutte in gran tempesta; /
non c’è più cuore oggi consolato: / son cose che fan perdere la testa!

□ Causa prima è la bestemmia orrenda / con lusso, mode e cose stravaganti. /
La giustizia divina è assai tremenda; / a passi giganteschi, sempre avanti!

□ Vecchi canuti, giovani e ragazzi / bestemmian con parole scandalose, /
pieni di rabbia, quasi come pazzi / e commettendo azioni vergognose.


Ultimo aggiornamento ( Sabato 25 Ottobre 2008 20:44 )
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Poesia: ADORATA TRISTEZZA PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 04:14
ADORATA TRISTEZZA

Sei tu mio conforto, Oh! Adorata tristezza,
agli altri guarisci le ferite, a me allevi le pene.
Oggi, per me questa croce, spero che domani
per te sia una lucente e meravigliosa stella


 
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Poesia: CHIOME PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da gr   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 04:13
CHIOME

Le tue adorate chiome
gli occhi tuoi splendenti
il dolce caro nome
da me cantar non senti.

Da me che decantavo,
il tuo viso giocondo
che tanto, tanto amavo,
più di ogni cosa al mondo.


 
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Poesia: STILLA DI VITA PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 04:11
 (a mia madre)
 
STILLA DI VITA

Pallore di morte
sul viso di mamma
le sue mani insecchite,
ossute giunte in preghiera.

Gli occhi spenti,
le labbra violacee,
chiuse: immobilità assoluta. .
Eppure splende improvviso
dai suoi occhi celesti e grandi,
una profonda luce madre,
da cui scende dolcemente
una lacrima di gioia.


 
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IN SINTONIA CON LA NATURA PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 04:03
Com’è mia abitudine, ai primi albori del giorno, mi desto e dopo avere provveduto ai servizi igienici, mi avvio a passeggiare per ammirare le bellezze della natura.
Camminando, mi ritrovo sull’altura di una roccia, da dove posso gustare un panorama meraviglioso. Il sole nasce a levante ed illumina tutto l’universo, il tepore dei suoi raggi riscalda e dà vita alla natura. In qualsiasi direzione volgo il mio sguardo, vedo l’immensità del Creatore .

Il cinguettare degli uccelli, il ronzare delle api, il nitrire di un cavallo, il ragliare di un asino, il belare delle pecore, il latrare dei cani, il miagolare dei gatti, il canto di un gallo, il leggero fruscio delle fronde smosse da un lieve vento, il mormorio di un ruscello che lecitamente scende a valle, formano armonicamente una dolce musica che le mie orecchie non si stancherebbero mai di ascoltare. Seduto sulla roccia, volgo lo sguardo nella valle ed ammiro con compiacimento il panorama che mi si presenta davanti.

Vicino a me una lucertola assapora i tiepidi raggi del sole. L’amenità della campagna offre gratuitamente uno spettacolo unico al mondo: verdi alberi rigogliosi ergersi verso il cielo, vegetazioni, le piantagioni e la disposizione simmetrica degli orti accuratamente coltivati. Noto un cavallo che, con austerità è pronto a dimostrare con orgoglio la sua potenza e sfoggiare la sua eleganza nel compiere la sua cavalcata sia nel trotto, che nel galoppo.
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Poesia: Cu’ jìva ‘u zzappa... PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Lunedì 06 Ottobre 2008 06:32
di Domenico Caruso

Cu’ jìva ‘u zzappa...

Dicìa l’anticu ca cu’ jìva ‘u zzappa
sortantu l’acqua ‘mbìvari potìa:
lu vinu lu ciurlava lu bagordu
ch’era patruni di la massarìa.

Cu’ la matina parti mu fatiga
non trova tempu mu si raspa ‘a testa,
cu’ ‘nveci ‘rrobba e faci ‘u malandrinu
tuttu lu jornu poti fari festa.
 
Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Novembre 2008 11:24 )
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Poesia: All'Aspromonte - di Domenico Caruso PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Martedì 23 Settembre 2008 06:23
All’Aspromonte

O bianco monte della cara Terra,
in te trova la pace questo cuore;
nello splendore che il tuo loco serra
tu custodisci il mio grande amore.

Zòmaro, Santo Stefano, Gambarie,
Polsi con la gran Vergine Maria,
località meravigliose e varie
nutrite sempre la mia fantasia.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Settembre 2008 06:55 )
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Poesia: ‘A HESTA DI’ MORTI - di Gregorino Capano PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Martedì 23 Settembre 2008 05:25
‘A HESTA DI’ MORTI

Arriva novembre e, ntri primi jorni,
trovamo ‘a hesta di’ morti nostri,
pe’ tutti ‘i castagni sugnu boni
puru pe’ cchidri chi on zugnu ccà.

E’ usanza ari pajìsi nostri ricordàra
i cari nostri morti per ‘a hesta loru
supa ogni tomba li’ portamu ‘nu saccu
o ‘nu panàru ‘e castagni comu dunu.


Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Novembre 2008 11:24 )
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Poesia: "DONNU PETRU CAPANU" PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Lunedì 22 Settembre 2008 04:25
DONNU PETRU CAPANU

E Sanzosti era l’amicu,
chi ssapìa hàra ‘u ntricu
era nu’ prèvati joculànu,
donnu Petru de’ Capanu

Donna Giulia chi ffacisti !
U ti parti de Stajanu
u li hài a cammarèdra
a donnu Petru de Capanu ?


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Poesia: "HATTI MEMORANDI" di Gregorino Capano PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Gregorino Capano   
Lunedì 22 Settembre 2008 04:21
HATTI MEMORANDI

Ognunu e nui ava tanti perzuni chi lli restaru mpressi,
a generazzioni mia si pota ricordara u Mutu da’ Misericordi
‘e Cicu ‘e Davuli, perzùni davulisi chi vvìvunu ancora cu’ nnui,
a Sanzòsti i vidìamu spessu e quindi i mpajisàmma.

Quanti pignati chjni e simiragghj ‘e ffigurèdri portava,
quandu a sira sinda jìa, si’ trovava sempa chjni e posèdra,
e havi, e ciciari e de’ attru chidru chi a genti li’ potìa dara.
A bboti dicìamu: ma duva vacia ‘u mi pigghja chidri cosi?


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Settembre 2008 07:35 )
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Calabresella mia PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Lunedì 08 Settembre 2008 01:48
di Domenico Caruso
Il canto tradizionale che segue, nell'antica versione di S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.), non ha bisogno di commenti. Ci limitiamo a fornire una semplice traduzione per quanti non conoscono il nostro dialetto. I sentimenti espressi sono puri ed i versi si rivelano sinceri come i cuori dei giovani da cui scaturiscono. La ragazza paragona l'innamorato ad un fiore:

"Nel mio giardino le rose bianche costituiscono tutta una festa di colori, ma fra tanti fiori manca il più bello: manchi tu, garofano d'amore!".

Di rimando, il giovane così esprime il suo compiacimento:

"Nel mio giardino le rose rosse creano una festa di colori, ma fra tante rose manca la regina, manchi tu, Calabresella, rosa d'amore!".

Ed ancora lei:

"Se manco soltanto io, il torto è tuo perché non mi hai saputo coltivare: io sto all'ombra ad aspettare il mio sole ed intanto che sono all'ombra rido e canto. Non voglio, però, essere confusa fra le tante, desidero diventare sposa e non amante. Se tu vuoi possedere tutte le rose, cercale in vetrina e non fra quelle d'amore!".
Interviene il coro: "Calabrisella, fiore d'amore!".
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Settembre 2008 01:49 )
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Poesia: 'U barveri' PDF Stampa E-mail
La Cultura Calabrese
Segnalato da Domenico Caruso   
Lunedì 08 Settembre 2008 01:27
di Domenico Caruso
Fra li misteri chi ’nci su’ a lu mundu
di certu è preferitu lu barveri:
li sordi chi guadagna onestamenti
su’ beniditti puru di’ mugghjeri.

Sutta la manu soi pàssanu a turnu
pìcciuli e randi, ricchi e povaredi:
pe’ la barva, lu sciampu e li capidi
vannu o’ saloni mu si fannu bedi.

Quandu ‘nci sunnu po’ jorna solenni,
vo’ Pasca, vo’ Natali o l’annu novu,
si vaci ’ndo barveri prestamenti
comu a ’nu veru locu di ritrovu.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Settembre 2008 01:27 )
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