Sponsor


La letteratura e la poesia

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share
di Vincenzo Pitaro
Nella storia della letteratura dialettale calabrese dell'Otto e Novecento spiccano, con particolare rilievo, vari cantori che - ispirati prima dal sacro furore dell'indipendenza e della libertà e poi dalla giustizia umana e sociale - seppero elevare la loro voce di protesta contro la tirannia, manifestando le sofferenze della Calabria e della sua gente. Uno di questi fu senza dubbio Bruno Alfonso Pelaggi, un poeta-scalpellino che a Serra San Bruno, dove nacque nel 1837, era noto sotto il nome di «Mastro Bruno». Il Pelaggi non era che un povero e onestissimo operaio che tirava la vita lavorando duramente. Egli, pur non sapendo né leggere e né scrivere, possedeva il dono della poesia al punto di arrivare a dettare, direttamente in metrica a una sua figliuola, spontanei componimenti in dialetto serrese, unico suo idioma. Ne dettò molti, quasi tutti pungenti o se vogliamo moraleggianti e critici su aspetti, ambienti sociali (come quelli ad esempio sulla «luce elettrica» di Serra San Bruno dedicata agli amministratori comunali del tempo, da lui ritenuti incapaci di realizzare valide opere pubbliche», o su «La Pigghjata di Brognaturo» o ancora su figure, personaggi, per lo più potenti, come «Don Bruninu Chimirri», ecc.).

Leggi tutto...

di Marilena Cavallo

La metafora dell’attraversamento del viaggiatore – scrittore, tra i modelli antropologici e filosofici e quelli strettamente letterari, ha trovato nell’opera di Claude Lévi – Strauss (Bruxelles, 28 novembre 1908 – Parigi, 30 ottobre 2009) uno dei maggiori interpreti (se non il maggiore interprete in un Novecento che culturalmente non è finito e tanto meno si è smarrito tra le onde del secolo nuovo), che ha inciso un solco straordinario in un rapporto tra civiltà e linguaggio.

Nell’opera diell’antropologo Lévi – Strauss ci sono modelli epistemologici che si aprono a ventaglio intorno ad una fenomenologia che parte chiaramente da “Tristi tropici” che risale al 1955 e percorre saggi come “Il pensiero selvaggio” del 1962 e ancora “Il crudo e il cotto” del 1964, ma trova la sua “attualità” di pensiero in un intreccio sistematico che è lo studio dedicato a “Guardare, ascoltare, leggere” insieme a “Le vie delle maschere”.

Leggi tutto...

di Pierfranco Bruni

Quando camminerai lungo i sentieri dell’impossibile non abbandonare il gioco della corda Lasciati sollevare dal vento che viene dal mare e tracce le parole con il destino che ti è dato

Non arrenderti quando il tuo piede cadrà nel fosso e ti sembrerà impossibile rialzarti

Ci sarà un istante in cui ogni sguardo ti ferirà e le ferite saranno scavi d’anima

Ma la pazienza ti porterà sul filo della guarigione anche quando tutto intorno a te disegna geografie di nuvole che annunciano nubifragi e devastazioni

Fai in modo di perderti perché solo nella sconfitta la danza dell’amore ti vivrà e i tamburi si ascolteranno con gli echi della salvezza da una lontananza indefinibile che ha il suono del tempo scandito tra una freccia lanciata e un’ascia sotterrata

Leggi tutto...

-Sentite, come me, squilli di trombe, scalpiccìo tumultuoso di gente e trepestìo di cavalli? E’ Papa Callisto II, che ritorna stasera, qui, a Catanzaro, per sentire cosa diciamo di lui!-
Così, con il suo ormai noto, affabulante parlare, Cesare Mulè ha coinvolto il folto pubblico convenuto alla presentazione dell’ ultima sua fatica letteraria, “San Vitaliano Disvelato” edita da “La Rondine”, ricca di corredo iconografico, della quale lo studioso ha raccontato i viaggi e le peripezie vissute, nella impegnativa ricerca di documenti necessari alla storicizzazione innovativa della vita del santo patrono .
La presentazione del libro è avvenuta nel corso del convegno dedicato alle tre V di Catanzaro, svoltosi presso l’Aula Sancti Petri, alla presenza di Mons. Antonio Ciliberti. Dopo i saluti dell’assessore alla cultura Argirò e del presidente della Pro-loco, Capellupo, Cesare Mulè , rifacendosi alla presentazione , scritta da Mons. Ciliberti, ha spiegato come volendo caratterizzare questo scritto lo si potrebbe definire come una storia di San Vitaliano narrata attraverso le persone e le gesta della città di Catanzaro, oppure una storia di Catanzaro vista attraverso la storia religiosa del suo Santo Patrono, perché la venerazione verso San Vitaliano non si può esprimere solo attraverso il culto locale, ma è necessario ricorrere anche alla ricerca storica. 

Leggi tutto...

di Marilena Cavallo *
      Il rapporto cinema e letteratura all’interno delle aule scolastiche, di ogni ordine e grado, può costituire una chiave di lettura fondamentale per penetrare i valori di un interscambio tra cultura, apprendimento e formazione. Mi pare necessario riconsiderare un rapporto tra cinema e letteratura nella storia della cultura italiana e soprattutto nel dialogo formativo tra scuola e forme di apprendimento rivolte alla letteratura, alla storia, alla società. La scuola come porto certamente della formazione e dell’apprendimento ma anche dello stimolo verso una diversificazione dei modelli culturali stessi. Un “affaccio” che riguarda anche la nuova riforma e una dialettica che la riforma pone all’interno della società stessa attraverso gli strumenti della conoscenza e della socializzazione ai nuovi saperi e ai nuovi linguaggi dell’incontro con le culture altre.

Leggi tutto...

di Pierfranco Bruni

Il giovane indiano comanche guardando diritto i raggi del sole ascoltò il tremore del silenzio. Parole sospese. Il tempo è una freccia. I giorni camminano lungo il fiume che separa le frontiere.
Ci sono confini che non si vedono ma si avvertono. Le parole non si raccontano. Le parole raccontate finiscono per diventare sabbia in una mano che stringe solo vento. Ci sono sempre nuvole. Qui sul nostro campo. Nuvole che annebbiano l’orizzonte.
Lo stregone uscì dalla tenda e alzo lo sguardo al cielo. Le braccia in un inno. Lo stregone in preghiera: “Mi ha raggiunto il sogno nel sonno. Mi ha detto che la polvere delle voci ha l’odore di un pianto bruciato. Ho visto nel mio sogno scorrere le acque. Acque blu e poi macchiate. I bisonti sono in una corsa nell’inverno della prateria. Odo la rabbia degli uomini e i tamburi non recitano più il destino dell’armonia. Vedo occhi infuocati disperanti. Accettiamo la sfida della resa. Ci vuole coraggio a non combattere più. Noi siamo coraggiosi”. Così, con un gesto delle mani e a passi lenti lo stregone ritornò nella sua tenda. 

Leggi tutto...

Pubblicata la ricerca “Il coraggio delle parole. Scrittori in Primato”, ovvero Gli scrittori e gli artisti nelle pagine della rivista “Primato” diretta da Giuseppe Bottai dal 1940 al 1943, nel Settantesimo della pubblicazione.
Uno studio curato da Marilena Cavallo e Micol Bruni con contributi scientifici di Pio Rasulo, Pierfranco Bruni, Gerardo Picardo
e Silvano Trevisani
con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Marilena Cavallo: <Un percorso letterario e artistico all'insegna del confronto tra temi e problematiche culturali negli anni difficili tra il 1940 e il 1943. "Primato" annovera nomi di primo piano che hanno fatto il Novecento culturale italiano. Questo studio si pone come modello di approfondimento attraverso punti nodali che vanno dal ruolo delle riviste nel Novecento alla presenza di dibattiti su l'Ermertismo, l'Esistenzialismo, il ruolo delle Univesità".
    

Leggi tutto...

di Marilena Cavallo

La Calabria con le sue caratteristiche storiche e letterarie. La Calabria che recita costantemente memoria vive dentro le pagine di una cultura che è fatta di radici, di appartenenze, di paesaggi e di antiche eredità. La letteratura proprio in questi casi è l'anima di un attraversamento esistenziale perché crea scenari, atmosfere, luoghi e personaggi. E il tutto si racconta come se fosse un'avventura. Anzi si racconta nell'avventura dei giorni.
Ci sono scrittori che vivono il "destino" dell'appartenenza sul filo di una memoria che raccoglie la nostalgia di una civiltà nel viaggio di un popolo. Ci sono scrittori che indicano orizzonti di senso attraverso il raccordare la parola con il tempo che è dentro la dimensione dell'esistere. Un esempio emblematico ci è dato dalla letteratura calabrese contemporanea. La Calabria di Alvaro e della memoria.
Da Corrado Alvaro in poi il percorso non può che essere mutuato sulla linea della memoria nonostante alcuni scrittori che insistono sul "realismo". Ma non c'è realismo senza memoria.

Leggi tutto...

LA NETTA POSIZIONE DI BELLI NEI CONFRONTI DELL’ITALISIDER DI TARANTO E IL SUO RAPPORTO CON ITALO BALBO
IN UNO STUDIO DEL CENTRO STUDI E RICERCHE “FRANCESCO GRISI” DIRETTO DA PIERFRANCO BRUNI
IL CONVEGNO DELLA MAGNA GRECIA E IL RUOLO DI ARALDO DI CROLLALANZA E DEL QUOTIDIANO “IL TEMPO”

<Si tratta di una ricostruzione importante e necessaria. Gli inediti di Carlo Belli e di Giuseppe Selvaggi, sostiene Pierfranco Bruni, autore di numerosi testi dedicati a Belli e a Selvaggi, ci rivelano uno spaccato che riguarda sia Taranto e la Magna Grecia come sviluppo territoriale che il rapporto tra i due giornalisti oltre alla posizione di Belli e Selvaggi nei confronti di Italo Balbo il primo e di Araldo Di Crollanza l’altro. Di Crollalanza aveva in alta considerazione Carlo Belli>.

Leggi tutto...

di Benny Nonasky
 Ci sono storie della mia terra che creano storie. Se, poi, confermiamo il detto che da botte piccola nasce vino buono, siamo ben messi e un po’ ubriachi. Quindi gioia e sogni e poi arcipelaghi vergini e uomini sempre alla conquista di nuovi orizzonti o a combattere per i propri ideali, a difendere quello che si è.

Se qualcuno ancora è. Renata.

Certo un nome non fa molto. Ma spero che queste mie parole vi aiutino a far partorire una piccola bollicina che voi soffiandoci dentro porterete a crescere.

Renata è una signora-bambina. Renata Ceravolo è una poetessa. Renata ha la bocca impastata di Benestare, della sua terra, di Calabria, della nostra terra. Renata è un leggiadro volo di rondine che battezza il sangue arso nei fondali del mondo.

Leggi tutto...

«‘Nu cunzigghju» è un altro bellissimo componimento satirico, alquanto significativo, che il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro, di Gagliato (Cz), pubblica nella sua silloge di versi in dialetto, intitolata «Petrammàcari».

‘Nu cunzigghju

Si vua pemmu ’u cuncurri cuntra ‘e mia,
ô mundu ài pemm’u nìesci n’atra vota,
ài ‘mu ti fhai calàra ‘ntra lissìa (1)
u vidi si nescisti cu ‘nta dota. (2)

Leggi tutto...

 PALMI-MELICUCCÀ 1 FEBBRAIO 2010,
ARCAVACATA DI RENDE 4-6 FEBBRAIO 2010

Lorenzo Calogero
1910-2010
L’ “ombra assidua” della poesia

Nell’occasione del centenario della nascita del poeta Lorenzo Calogero, il Dipartimento di Filologia dell'Unical organizza un convengo finalizzato alla conoscenza di una figura misconosciuta e che invece, come dimostrano i pochi lavori critici editi, ha uno spessore intellettuale e artistico che lo colloca tra i nomi di spicco del panorama letterario italiano del XX secolo.

Leggi tutto...

di Vincenzo Pitaro
Don Battista Capogrossi, primogenito di una delle famiglie più ricche di Togliaga, da grande non pensò mai di lavorare.Dal padre, un intraprendente agricoltore (che durante il fascismo era stato a lungo podestà), aveva ottenuto, dietro testamento, il palazzo medioevale di famiglia e le vaste proprietà terriere che si estendevano tutt’intorno al paese. Niente di più. Neppure il carattere mite e la passione per la terra, aveva ereditato dal genitore, il «signorino Titta», come lo chiamavano gli amici più intimi.
E così, don Battista, ch’era nato con la camicia e con i sette vizi capitali, ritenne più che giusto far lavorare gli altri per lui. In che modo? Assumendo una decina di coloni per accudire le sue tenute, che pagava un po’ con denaro e un po’ con quanto ricavava dalle terre.

Leggi tutto...

‘U zeru ‘mbidiusu

‘U zeru dissa all’unu ‘na matina:
«De’ numara ‘u cchjù fhissa tu mi pari!,
chi cazzu stai ‘mu fhai ‘ntra tabellina?,
cu’ ttia nenta si po’ moltiplicari!

Si ‘ncunu vola u fhàcia dui per unu
‘i cùosi tu ‘i dassi tali e quali,
‘on vidi u scindi ‘n terra ‘on si’ nessunu:
ô dieci senza ‘e mia tu cchjù non vali».

Leggi tutto...

di Pierfranco Bruni

Il tempo è una luna calante. Attraversa il vento. Il mio vento. Il nostro vento. Graffia le parole tra gli incisi dei giorni e le foglie nelle praterie. Lungo il fiume. Luna calante. Ma il tuo nome è Luna Calante e non sei tempo.
Mi tagli lo sguardo. Io ti guardo. Sono Sole In Tramonto. Vorrei poter conservare le tue attese nelle mie attese ma ci sono spazi non definiti. Spazi indefinibili tra i giorni che corrono, i giorni che scorrono, i giorni che si smarriscono. Come nelle stagioni delle piogge mi danzi intorno al fuoco spento.

Leggi tutto...

“Nella primavera del 1785 a Seminara, in Calabria, un sacerdote di nobili origini viene ferito in un agguato. Un fatto registrato dalle cronache dell’epoca che Santo Gioffrè, storico e romanziere per passione, ha ritrovato mentre si documentava su un terremoto che aveva sconvolto quel territorio. Indagando tra carte vecchie di oltre due secoli, Gioffrè è riuscito a portare alla luce una tragedia di amore e potere negli anni difficili in cui la Calabria tentava di uscire dal passato feudale sotto la spinta delle idee illuministe”.

Leggi tutto...

Relazioni di Carlo Lizzani, Pierfranco Bruni, Francesco Mercadante, Giuseppe Rippa, Giovanni Antonucci, Gennaro Savarese
Pierfranco Bruni: “Un personaggio che ha raccontato la vita, la storia, i ricordi, le amicizie di Taranto attraverso una visione cinematografica e letteraria.

Ricordando Turi Vasile (1922 – 2009). Un convegno di studi per approfondire l’opera e i percorsi narranti del soggettista, sceneggiatore e scrittore Turi Vasile. L’incontro si è svolto, con successo di pubblico, nell’Aula Magna di Palazzo Sora, Corso Vittorio Emanuele 217, Roma. La manifestazione è stata promossa dal Sindacato Libero Scrittori Italiani. Hanno partecipato studiosi, registi e scrittori tra i quali Carlo Lizzani, Giovanni Antonucci, Pierfranco Bruni che ha sottolineato l’importanza della presenza di Taranto e di Cesare Giulio Viola in Turi Vasile, Giuseppe Rippa, Sabino Caronia, Gennaro Savarese, Francesco Mercadante.

Leggi tutto...

Cenni biografici dell’Autore

Vincenzo Pìtaro, giornalista e scrittore, autore SIAE per la parte letteraria, è nato nel 1958 a Gagliato (CZ) dove risiede. È iscritto all’Albo professionale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 1985. Si occupa di Uffici Stampa e scrive per la pagina Arte-Cultura-Spettacolo del quotidiano Gazzetta del Sud, oltre che per altre testate nazionali. Ha intrapreso giovanissimo la carriera giornalistica presso alcune redazioni di periodici regionali e successivamente - nel 1976 - per «Il Giornale di Calabria», quotidiano che si stampava a Piano Lago (CS) e che ha cessato le pubblicazioni agli inizi degli anni ’80.

Leggi tutto...

‘U podestà

Ô tìempu dô fhasciu ‘nu podestà,
unu cchjù unu ‘on sapìa quantu fha’.
Dh’avìanu datu stivali e cammisa
ca’ a li cchjù sberti jìa stritta ‘a divisa.
Appena 'ntisa ca è camerata,
túostu si misa u marcia ntrâ strata.
Testa vacanti e palu de scupa,
fhacìa ‘u guappu cu’ i fhigghji dâ Lupa.

Leggi tutto...

‘U Tirannu

Calabria ch’argentiji ‘e l’olivara
e chi ti spiecchji tra Tirrenu e Joniu,
‘e ‘stu tirannu t’hai ‘e liberara,
currìjalu pe’ sempa ‘su dimoniu!

T’accuorgi ch’ogni juornu ti trascura,
ti stàcia riduciendu a la gravigghja,
si ccà non trova mancu seportura,
‘on si nda fhàcia nudhu meravigghja!

Leggi tutto...

‘A spica vacanti

‘Ntra ‘nu campu de ranu ormai doratu,
‘nu misi prim’ancora dô tregghjara,
‘nu passerottu ‘n veste d’avvocatu
tri spichi jìu ‘mu senta litigara.

«Veniti ccà o bbùonu ciedhu ‘e leggia,
viditi cu ava túortu e cu ragiuni!,
seditivi, pigghjativi ‘na seggia
ch’ormai simu mbrigati ‘e setta luni.

Leggi tutto...

www.mdvideocom.com

Sponsor

Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato: