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Segnalato da Aldo Malgeri
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Lunedì 11 Agosto 2008 00:41 |
Caro nonno, come va?
Sono tuo nipote Aldo. Ti scrivo la presente perchè desidero fare una chiacchierata con te e perchè sono certo ti faccia piacere essere informato di cosa succede qui sulla terra, ma principalmente, desidero tanto farti sapere il rispetto e la stima che hanno avuto e continuano ad avere nei tuoi confronti, per non parlare poi dei modi e delle manifestazioni di affetto per ringraziarti delle cose nobili che hai fatto per il paese durante la tua breve vita. Lo so, caro nonno, che non ci tieni ad essere lodato e ringraziato, in quanto ciò che hai fatto è stato dettato dal tuo grande cuore, però, sento il dovere, non posso rimanere indifferente verso quelle persone che si accapigliano e litigano perchè ognuno vuole fare meglio dell'altro.
Credimi nonno, che la mamma (tua figlia Cherié Emilia) e noi nipoti ci sentiamo a disagio nel vedere questi eccessi di manifestazioni. Lo so, lo so caro nonno, che a una persona umile come te queste cose danno fastidio, però sono sicuro che al mio posto avresti fatto la stessa cosa, raccontandomi tutto. Ma poi nonno, abbi pazienza, il mondo è mica fatto solo di: ignoranti, stupidi, insensibili, ecc. E' mica fatto solo di persone che non fanno niente per niente. E' mica fatto solo di persone alle quali se le proponi di fare una qualsiasi cosa, il primo pensiero che le balena in mente (senza escludere quando te lo dicono chiaro in faccia) "e a mia chi mi resta?" "Eu chi guadagnu?" oppure, se capiscono subito che non c'è trippa per gatti ti rispondono " eh mi dispiaci ma non si poti fari nenti".
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Segnalato da Dott. Cataldo PERRI
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Lunedì 07 Luglio 2008 02:02 |
A CARIATI, IDENTITÀ E MEMORIA 365 GIORNI L’ANNO
26 APRILE A FELLBACH EVENTO CON GLI EMIGRATI
meeting euromed, 5 posti riservati a figli emigrati
E’ stata stimolante la riflessione ospitata, qualche settimana fa, nelle Lettere a “Il Quotidiano”, a firma di Luigi Rossi, Docente in Germania. L’attenzione del Prof. Rossi era posta, in particolare, sulle vacanze nei paesi d’origine dei figli dei nostri emigranti e sull’approccio con un territorio che quelle generazioni conoscono poco dal punto di vista storico culturale e produttivo.
Molto opportunamente, quella lettera sottolineava la necessità di programmare, per questi giovani, iniziative volte alla conoscenza della cultura dei padri, delle tradizioni popolari, in definitiva di quel mondo che i loro genitori avevano lasciato tanti anni fa e che ogni tanto evocano nei loro discorsi, intrisi di nostalgia.
Ringraziamo, intanto, il Prof. Luigi Rossi per aver sentito il bisogno di affrontare tale questione e perché ci stimola iniziative che andranno senz’altro ad integrarsi con le tante proposte culturali alle quali lavoriamo da tempo.
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Segnalato da Dr. Luigi Rossi
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Giovedì 13 Marzo 2008 04:50 |
Egregio Signor Sindaco,
da trent’anni seguo, per il periodo dell’avventura scolastica, i figli di molti suoi concittadini emigrati e residenti a Hagen, nel Nord Reno Vestfalia. Decine di suoi concittadini (operai, professionisti, casalinghe) hanno scelto di rimanere in Germania, Belgio, Francia, Inghilterra. Si tratta di centinaia d’ emigrati che hanno il paese d’origine nell’anima e la parlata nel cuore e sulla punta della lingua. Devo dire che non ho mai trovato un «emigrato» che non «ricordi» con affetto il luogo che lo vide nascere e crescere. Partire e ripartire. Sembrano, questi luoghi, far parte del loro corpo e anima. Ciò vale anche per quegli anziani che non si possono più permettere (soprattutto finanziariamente) di ritornare per un brevissimo periodo nelle terre che vivono nella loro memoria.
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Segnalato da Paolo Barbalace
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Giovedì 04 Gennaio 2007 08:04 |
Lettera aperta al ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni C/C Presidente della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano
Un etichetta infangata dai notiziari nazionali, ma che non trova un facile riscontro.
Onorevole ministro con la presente vogliamo denunciare l’uso indiscriminato che si fa dei termini linguistici legati alla “Calabresità“ nelle maggiori testate giornalistiche nazionali.
Oggi molti giornalisti di radio e tv-giornali, di quotidiani e periodici, nei propri interventi mediatici, persuadono nell’immediato l’opinione pubblica, attraverso il commento di episodi di cronaca nera, atti criminosi o eventi di correlata importanza a carattere negativo (corruzione, racket, estorsione, ecc.). Essi infatti, con le loro affrettate ipotesi, tracciano l’identikit del responsabile e ne impostano la sua ricerca seguendo la pista Calabrese o cercando una personalità di origini Calabresi.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Gennaio 2007 03:01 |
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