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24 Giugno 2010
In Italia, soprattutto in Calabria e gran parte del meridione, l’olio d’oliva viene praticamente usato dappertutto. Non c’è piatto italiano dove non sia stata utilizzata una quantità anche minima di olio di oliva.L’olio di oliva deve essere extravergine altrimenti non è olio, di questo sono d’accordo i medici, i sommelier, i gourmet, ma soprattutto chi, l’olio, lo sa fare. Purtroppo però, l’olio extravergine di oliva nonostante faccia parte della nostra cultura gastronomica, rimane, per la maggior parte delle persone, un illustre alimento sconosciuto e largamente sottovalutato. Ma quanto, veramente conosciamo l’olio extravergine di oliva? Ecco che nell’anno 2000 nasce, dall’idea di un frantoiano calabrese con la passione dell’olio e del frantoio, il portale FrantoiOnline.it, dove al suo interno ci sono delle utile guide che ci fanno capire cosa scegliere quando siamo davanti alle bottiglie di olio d’oliva, il suo legame con il territorio, le tradizioni, la nostra salute e come utilizzarlo al meglio.
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In Italia, soprattutto in Calabria e gran parte del meridione, l’olio d’oliva viene praticamente usato dappertutto. Non c’è piatto italiano dove non sia stata utilizzata una quantità anche minima di olio di oliva.
L’origano di Gagliato? Ha un profumo unico e inconfondibile. Si differenzia di gran lunga da quello che si trova in ogni altra parte della regione, per il suo intenso profumo di spezie e per le molteplici proprietà e indicazioni. Sono in molti a sostenerlo. Per iniziativa di alcuni studiosi canadesi, peraltro, l’origano di Gagliato è stato oggetto di importanti ricerche a causa della sua ricchezza di principi curativi per l’apparato respiratorio. I risultati ottenuti sono piuttosto soddisfacenti.
Quasi duecento palermitani si curano con l’aloe, questa è una pianta comunissima in Sicilia e tutto il sud Italia in quanto essa cresce all’aperto per tutta la stagione dell’anno. Il caso (a caratteri cubitale su una rivista) ha nominato questa pianta grassa come “pianta anticancro”. La testimonianza viene data da un frate di Betlemme che avrebbe usato un elisir fatto con foglie di questa pianta. I primi esperimenti sono iniziati, gli esperti, però, invitano tutti alla massima prudenza. Il frate a cui bisogna essere riconoscenti si chiama Padre Romano Zago.




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