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La fondazione 
Quante divisioni ha il papa? pare abbia chiesto Stalin con aperto disprezzo, abituato com’era a misurare i rapporti di forza in migliaia di carri armati e cannoni. Eppure un vecchio cospiratore come lui avrebbe dovuto ricordare che le guerre non si vincono solo con i reggimenti schierati, ma anche con la forza delle idee, con la passione dell’impegno.
Ci sono storie che non si possono raccontare elencando successi e riconoscimenti, ci sono persone che non otterranno medaglie e cavalierati, ma hanno lasciato un segno profondo nelle coscienze, determinato scelte radicali nella vita di chi li ha incontrati. Quante divisioni ha il papa? si potrebbe tradurre e attualizzare in tanti altri modi; la brutalità del potere non riesce mai a schiacciare e ridurre al silenzio tutte le voci.
Proprio assistendo alla marcia dei carri armati sovietici in Ungheria, nel 1956, inizia il lungo viaggio dei giovani che daranno vita, nel 1960, al circolo Mondo nuovo, a Cosenza. Un viaggio lungo e accidentato tra le tante anime, i gruppi, le    contraddizioni della sinistra socialista.  

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San Costantino di Briatico il 30 dicembre è stata protagonista del presepe vivente, un allestimento popolare che non si rappresentava in paese da molti anni. L’evento è stato il frutto di un faticoso lavoro per dare dignità a quella parte di paese divenuta una vera e propria discarica a cielo aperto. I giovani dell’associazione Eleutheria, guidati da Stefania Aprile, e la comunità parrocchiale, presieduta da don Giuseppe Vitaliano, hanno accolto il numeroso pubblico accorso per l’occasione. La parte storica di San Costantino, quella intorno alla Chiesa Madre e intorno al Palazzo Lombardi Satriani, ha creato una suggestiva cornice scenografica per la riscoperta delle antiche tradizioni culturali. “Le postazioni, come ci racconta l'assessore alla Cultura, Agostino Vallone, riproducevano dei “fermo immagine” di arti e mestieri che la modernità ha fagocitato da tempo.

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Per i festeggiamenti in onore di San Francesco, la Proloco di Vazzano in collaborazione con Calabresi.net e Retiunite.com ha il piacere di informarvi che la manifestazione Religiosa e parte della civile saranno trasmessi in diretta su internet.

Programma "webcam" della Festa

Venerdì 21 Agosto: ore 19:00 Santa Messa al Chiostro di S. Francesco
(chiusura streaming alla fine della messa).

Sabato 22 Agosto: dalle ore 10:00 alle ore 13:00 streaming da P.zza Umberto I

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di Domenico Caruso

La festività di San Giuseppe costituiva per i nostri avi un punto di riferimento tra il periodo di astinenza quaresimale e la solennità della Pasqua.
Per tradizione a pranzo non potevano mancare la pasta e ceci e il baccalà in umido unitamente a lupini, noci e castagne. Pure le zeppole, parte integrante del menu natalizio delle classi subalterne, facevano bella mostra sulla tavola. Numerosi fedeli, per sciogliere un ex voto, si riunivano con gli amici e con la gente più umile del luogo per il convito ('mbìtu). Alla mensa veniva rappresentata tutta la Sacra Famiglia: il nostro Santo, la Sua diletta sposa, Gesù Bambino, Sant' Anna e San Gioacchino, accompagnati da tredici "verginelle" (virginedi) vestite di bianco. Fra una vivanda e l'altra, tredici per tradizione, si elevavano laudi di ringraziamento all'inclito Patriarca. Ne riportiamo qualcuna raccolta nel nostro S. Martino di Taurianova (R.C.):

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Durante il periodo di Quaresima, la brava gente di Sant’Andrea osservava con devozione le leggi della Chiesa. In quei tempi grami, quando le risorse erano più che modeste, obbedivano ai mandati della loro religione con tenace fervore. I più vecchi (l’antichi) segnavano l’inizio della Quaresima intonando l’antico adagio tramandato da generazioni:
 
Corajìsima, Corajìsima 
cùaddhu stùartu 'on dassasti càvulu all'ùartu,
'on dassasti erva ari timpuni,
Corajìsima pizzicuni’.

 
Digiuno e astinenza dalla carne erano all’ordine del giorno. Era consuetudine dell’epoca appendere un pupazzo alla finestra con quaranta penne sul corpo. Ogni giorno veniva strappata una penna che simboleggiava un giorno in meno di penitenza. L’ultimo di questi fantocci, che io ricordo, era appeso alla finestra di Nicola Maria Voci; dopo di che pare che questa abitudine sia stata relegata al dimenticatoio.

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Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

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