Archivi categoria : La Calabria

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La Manchester del Napoletano la Valle del Liri e non solo.

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Nel Regno di Napoli l’industria della carta risale all’ XI secolo circa, furono gli amalfitani, esperti imprenditori della carta a creare un fiorente bacino per la vendita del prodotto non solo sul suolo italico ma anche in Europa, ma soprattutto usufruendo delle moderne tecnologie riuscirono ad importare e a diffondere le tecniche di lavorazione monopolizzando...
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Theanó̱ la prima donna filosofa, operò a Crotone.

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Siamo nell'antica Kroton una delle polis magno greche che si seppe distinguere, sia per prestanza strategica che per città dedita alla cultura, proprio a Kroton si sviluppò la cultura della Magna Grecia . Durante il VI secolo si aggirava tra i seguaci di Pitagora una donna crotonese dalla spiccata intelligenza fu  ‘la prima e la...
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Il primo Santo Calabrese: San Nilo da Rossano.

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Quante volte in questi anni mi è capitato di leggere la stessa frase Calabria terra di Santi!. Niente di più errato i Santi noti Calabresi si contano sulle dita di una mano, ed oggi mi occuperò di un Santo molto importante venerato nel Cosentino ed anche a Gaeta dove visse 9 anni della sua vita:...
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I fatti di Bronte…. Puniti per la difesa dell’inglese Horatio Nelson, Ducea Nelson.

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Sul trono di Napoli siede infatti un truce tiranno quando i Mille  decisero di occupare il Regno : il mite, onesto e cattolicissimo Francesco II, che si trovò per sua mala sorte Re delle Due Sicilie nel momento più drammatico e fatale per la dinastia. Da Salemi, il 14 maggio, Garibaldi, creatosi dittatore in nome...
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L’annona di Calabria: Vi presento un frutto sconosciuto.

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Da quando mi occupo di turismo mi trovo spesso a girovagare in lungo e largo per la penisola Calabra alla ricerca di posti sconosciuti e di prodotti che possano deliziare il viaggiatore in Calabria. Mi trovo nella provincia di Reggio Calabria lembo di terra benedetto dalle mani del Signore per la presenza del “giardino Mediterraneo” odori, colori e varietà di agrumi caratterizzano la zona.

Zona meritevole per la sua amena posizione geografica, crocevia e veicolo di prodotti tra Calabria e Sicilia. Soffermandomi però sul lungomare Falcomatà scorgo delle piante sui generis che ne impreziosiscono il posto. Sono piante Andine in terra di Calabria che vengono prodotte anche nell’entroterra Reggino.

Mi affascina l’idea di trovare in questo luogo una pianta esotica e che produce bene questi frutti che apparentemente sembrano delle mele. Chiedo, indago scruto e poi non potendo assaggiare il frutto ormai fuori stagione, mi addentro per assaggiare un derivato nelle tante pasticcerie reggine assieme al Bergamotto ne hanno fatto un simbolo culinario.

Che tripudio l’annona De.co di Reggio proprio così il Comune di Reggio ha creato un prodotto di nicchia da valorizzare.Senza dubbio le origini di questo frutto De.c.o (Denominazione Comunale di Origine) è proveniente dal Sud America e che è riuscita ad attecchire bene solo nella cittadina dello Stretto.

Gli anziani però lo chiamano u nonu questo frutto gustoso, polposo e piacevolmente ricco di succo. Dolce al punto giusto attribuisce al palato freschezza e piacevolezza. La piantumazione dell’annona risale ai primi dell’800 quando il Governo cercava di predisporre nuovi tipi di colture e così Reggio divenne la nuova Patria del frutto esotico.

Prima però di giungere nella nostra Regione è doveroso ricordare che nel 1797 vi fu la prima semina in Italia di annona cherimola a Palermo presso l’Orto Botanico di questa città, anche la Sicilia maestra dell’arte culinaria stava piantumando nuove colture a carattere sperimentale.

Con il tempo questo albero da frutto tropicale si è diffuso in alcune aree della Conca d’Oro, lungo le coste della riviera ionica siciliana specialmente nella zona di Roccalumera nella Sicilia orientale.

Anche nelle zone vicine alla città di Reggio Calabria vi sono delle coltivazioni di annona in questi luoghi si è insediata verso la prima metà del 1800.Si riteneva che questa specie potesse costituire una valida alternativa alle coltivazioni di agrumi perché questa pianta ha le loro stesse esigenze sia climatiche che colturali. Tuttavia il prodotto esotico rimase come allora prodotto di nicchia per cui solo in pochi ne conoscono l’esistenza nella nostra terra di Calabria.

A noi cultori perciò deve andare il merito di porterlo far scoprire ed apprezzare.
Fiorisce in estate, vestendosi di fiori bianchi o delicatamente verdi; dopo cinque-otto mesi dalla fioritura i frutti vengono raccolti prima che raggiungano lo sviluppo completo non appena la buccia tende a schiarirsi (dal tipico colore verde passa al bianco). Una volta colti i preziosi frutti portano a termine la maturazione nell’arco di qualche giorno. Sprigionando così i loro profumi esotici che devono però essere consumati presto in quanto di difficile conservazione.

Proprio per questo motivo viene impiegato in cucina come ingrediente per dar vita a dolci, gelati e macedonie. Ma soprattutto impiegati in distilleria. Le pasticcerie Reggine sembrano uno scrigno di sapori luculliani, bellissime crostate ma anche di cake all’Annona attribuendogli nomi esotici alle derivazioni e soprattuto perchè è molto nutriente.

Oggi però parlando con i Reggini orgogliosi di questo primato ho potuto capire che il frutto potrebbe anche essere utile per la salute:”alcuni studi condotti dal National Cancer Institute e dal National Institute of Health che dimostrerebbero la capacità dell’Annona di curare alcuni tipi di tumore” Essendo però prodotto di nicchia suscita curiosità ma dopo il primo assaggio è difficile farne a meno.

Maria Lombardo

Il Marchese Nunziante e la bonifica di Rosarno e San Ferdinando.

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Rosarno, oggi uno dei centri più popolosi della Piana di Gioia Tauro, non è sempre stata terra vivibile e salutare fino a poco più di due secoli fa vedeva la popolazione fuggire nel tentativo di sottrarsi alla malaria. Tuttavia il centro vide la situazione precipitare all'indomani del sisma del 1783. Tutta la pianura che circonda la...
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Anime dei morti

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Nel foggiano la calza non la porta la Befana ma sono i morti a riempirla: "A cavezette de l’aneme i murte". ‘A cavezètte ‘i mùrte Purtàteme ‘na cavezètte chièna chiène de mamberlìcchi de cupète e fainèlle, tùtte còse assàije bèlle. Mettìte pùre nu purtagàlle e tre-quàtte castagnèlle, ije ve prèghe tùtte l’ànne oih tatòne e mammanònne. ...
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Il tabacco leccese una realtà in positivo.

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“Cade a pezzi a quest'ora sulle terre del Sud un tramonto da bestia macellata. L'aria è piena di sangue, e gli ulivi, e le foglie del tabacco, e ancora non s'accende un lume.” La Puglia terra dalle mille risorse, dotata di un mare spettacolare di aree che lasciano il viaggiatore a bocca aperta, ma dotata anche di attività imprenditoriali nate...
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L’Antico sorbetto calabrese : Vino e neve.

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Sono i tempi passati a darci memoria di come si viveva nelle Calabrie e soprattutto delle usanze che in questa Provincia del Regno si andavano praticando. Da attenta lettrice e divoratrice di libri a sfondo storico adagiata sul mio status di studiosa nell'ultimo periodo leggo Diario di un viaggio a piedi di Edward Lear. Lear visita...
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Breve ricerca dell’ olivocoltura in Calabria

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La presenza dell'ulivo questa pianta secolare che tinge di verde le campagne calabresi pugliesi e campane per dirla tutta rappresenta da secoli la peculiarità delle terre calabre e dell'intero Mezzogiorno. È cosi forte la loro presenza nei nostri territori, che ci si immagina che si tratti di vegetazione spontanea,nulla di più errato! L' ulivo da secoli...
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