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Marked by dott. Domenico Annunziato Modaffari
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lunedì, 21 aprile 2008 |
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La sconfitta elettorale del PD e la disfatta catastrofica delle forze riunite sotto il simbolo della Sinistra - L’Arcobaleno pongono degli interrogativi seri sulla tenuta del sistema democratico in Italia, dal momento che nella vittoria del cartello delle forze di centro-destra è risultata decisiva l’alleanza del Popolo delle Libertà con il movimento della Lega Nord, dichiaratamente razzista e xenofobo, che da anni, a livello nazionale e locale, pratica l’aggressione verbale e la provocazione contro l’immigrazione come strumento sistematico di proselitismo elettorale.
Per questo, il PD come forza politica moderna e riformista ha oggi una doppia responsabilità: deve essere in grado di rappresentare in Parlamento quelle istanze che non hanno rappresentanza e deve essere altresì capace di ascoltare le ansie che preoccupano i cittadini, trovando un linguaggio comprensibile per affrontare le sfide di un mondo che cambia, deve sapere parlare ai lavoratori e al variegato mondo dei giovani, ma deve trasformarsi e innovarsi ancora di più. Serve un programma di modernizzazione dell’azione politica che sappia rispondere alle moderne sfide del lavoro che cambia e dei processi di globalizzazione. Tra le sfide che il PD deve raccogliere vi è la necessità di poter sviluppare e tradurre in iniziative politiche una nuova moderna, concezione della solidarietà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. |
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Marked by Domenico A. Modaffari
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lunedì, 12 novembre 2007 |
Le recenti crisi finanziarie e gli attuali timori indotti dalla crisi dei mutui subprime, hanno creato una situazione alquanto incerta sul mercato degli investimenti dagli esiti imprevedibili. E nonostante aumentano le motivazioni a risparmiare da parte dei consumatori, di converso sembrano ridursi al tempo stesso le possibilità per farlo.
Oggi due italiani su cinque non riescono più a risparmiare e il risultato è la costante propensione alla liquidità e una manifesta preferenza per i prodotti finanziari più sicuri: titoli di Stato, certificati di deposito, obbligazioni e libretti di risparmio. Tali forme di incertezza non sono solo il prodotto dell’economia globale, ma sono intrinsecamente legate a politiche sbagliate, ad interventi limitati sui minimi salariali, a distorsioni nella contrattazione collettiva e ad una tassazione a volte iniqua, che ha generato una diseguale distribuzione delle ricchezze.
La crescente disuguaglianza dei redditi che negli ultimi dodici anni sono cresciuti in Italia solo del 2 % e la grande ricchezza di pochi, alimenta il disagio di molti e l’insicurezza delle classi medie, che fanno fatica a cogliere i frutti della produttività e non riescono ad incrementare il loro benessere. È un imperativo etico, oltre che un dovere delle classi dirigenti più lungimiranti ricercare soluzioni politiche in grado di contrastare i meccanismi di esclusione sociale coniugando sistemi di welfare state più efficienti e una riforma strutturale della previdenza più rispondente alle trasformazioni sociali ed economiche in atto, costruendo un nuovo contratto sociale tra le generazioni che vincoli i diritti alle responsabilità, con un articolato sistema di trasferimenti sociali più universale. A ciò si devono affiancare: interventi sulla mobilità sociale ed economica verso l’alto, tutela dei redditi più bassi, reddito minimo garantito per chi non lavora, ammortizzatori sociali e riqualificazione professionale per chi è uscito dal mercato del lavoro.
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