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Progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici
In vista della pubblicazione del bando o per la selezione di interventi relativi a “Progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici” i Comuni di SantOnofrio, Stefanaconi, Maierato e Filogaso Vazzano, Vallelonga,San Nicola da Crissa, Capistrano, si sono incontrati per gettare le basi per un progettazione unitaria che miri all’ azione di recupero dei centri storici che rappresenta una delle priorità di intervento per avviare processi di riqualificazione del sistema urbano calabrese, oltre che un’opportunità di sviluppo incentrata su una delle risorse riconosciute come ad alto potenziale. L’obiettivo specifico del bando è riferito alla realizzazione di progetti per lo sviluppo finalizzati alla riqualificazione ambientale, recupero, decoro e rigenerazione sociale ed economica. Le risorse sono finalizzate a promuovere lo sviluppo dei centri storici, riconosciuti quale risorsa ad alto valore strategico, in particolare per ciò che riguarda i fattori di attrattività, con riferimento al potenziale turistico-ricettivo, a partire dalla dotazione di patrimonio immobiliare inutilizzato.   Dettagli...

2° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA IN LINGUA ITALIANA E CALABRESE
PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO - SPEZZANO PICCOLO 2° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA IN LINGUA ITALIANA E CALABRESE Laudato sie mi Signore La preghiera del Terzo Millennio La Parrocchia S. Maria Assunta in Cielo di Spezzano Piccolo (Cosenza) indice il 2° Concorso di Poesia in Lingua Italiana e Calabrese. Il Concorso è "tematico": il primo verso del Cantico di San Francesco agisca sulla sensibilità dei Poeti, chiamati ad offrirci Canti di Preghiera per il Terzo Millennio, attualizzando la suggestione delle antiche Laude e del Salterio. Regolamento Il concorso si articola in 2 Sezioni, entrambe riservate a poesie inedite e non vincitrici di altri concorsi, prodotte da poeti Italiani e stranieri: 1^ Sezione: Poesia in lingua Italiana 2^Sezione: Poesia in Dialetto calabrese  Dettagli...

Il Quotidiano - Il turismo della zona via Internet
Tropea. Un'impresa web di successo formata giovani che sta riscuotendo ampi consensi. Oltre un milione di contatti sui siti che promuovono il territorio. TROPEA - Salvatore Tripaldi è fondatore e direttore della ToreJeo Web Agency, e creatore, grazie ad un team di collaboratori (Paolo Barbalace, Roberto Tripaldi, Caterina Pontoriero e Domenico Maurizio Tripaldi) di un'importante realtà di giovani imprenditori che, attraverso la tecnologia informatica, promuove il turismo, la cultura, le specialità enogastronomiche e le bellezze naturali del nostro territorio. Tra i portali realizzati, anche www.tropea.biz, che è stato visitato, solo nel 2006, da oltre un milione di utenti, con una media giornaliera di circa 3500 contatti.   Dettagli...

arrowSei in: Home arrow The Calabrians sabato, 17 maggio 2008  

 
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Storia, tradizioni e peculiarità linguistiche sulle minoranze etniche grecaniche, albanesi e occitaniche presenti nel territorio della Calabria.

ATLETA GENUINO SANSOSTENESE Print E-mail
Marked by Gregorino Capano   
lunedì, 25 febbraio 2008
Salvatore Capano o Rino come da noi chiamato, è nato a Crotone il 14 febbraio del 1933 e da sempre ha abitato a San Sostene, fin da piccolo dimostrava le sue ottime qualità atletiche di agilità e forza. Da giovinetto ha iniziato ad imparare l’arte del fabbro, spesso usava la mazza con il suo mastro. Questo sistema di battere la mazza sul ferro caldo imponeva all’apprendista di apprendere al più presto come si doveva battere in sintonia col mastro, le mazzate dovevano essere perfettamente sincronizzate, quando uno si trovava in battere, l’altro doveva trovarsi in levare, una piccola distrazione rischiava ad ambedue di farsi male (in dialetto si dice: dallàra). Intanto i suoi muscoli aumentavano.

A 16/17 anni per scommessa riusciva a sollevare l’incudine che pesava 105 chilogrammi circa, per lui era un gioco mentre per gli altri era un’impresa impossibile, come premio per la scommessa, vinceva una gassosa prodotta da Sostene Ranieri (‘e Cacalana). Logicamente Rino era l’orgoglio dei suoi mastri, parlo pluralmente perché tutti lo volevano, in quel periodo a San Sostene c’erano oltre 87 artigiani tra falegnami, sarti, barbieri, boscaioli, carbonari, fabbri, maniscalchi ed altri. Nelle sue imprese di agilità non bisogna dimenticare il salto delle siepi che erano alte 1,50 metri, i muri in profondità che erano alti 5 o 6 metri circa.

 
IL RELIGIOSO DEI MIRACOLI Print E-mail
Marked by Gregorino Capano   
lunedì, 31 dicembre 2007

Nei primi del 1920, nel circondario dei paesi limitrofi a San Sostene, c’era un religioso, alcuni dicono che era un fraticello, altri invece, dicevano che era un prete che si chiamava don Peppe Addino. Questo personaggio era molto famoso nella nostra zona ed era molto disponibile al richiamo delle persone malate dei luoghi vicini. Le sue qualità erano soprannaturali, era un saggio e conoscitore dei metodi naturali per curare le persone, sfruttando prodotti o sistemi che la natura gli offriva e la trasmissione dei segreti naturali che gli anziani gli tramandavano.

Se non erro, quest’uomo era di Sant’Andrea, Angelo forse avrà già sentito parlare di questo personaggio. Un giorno, come tante altre volte, don Peppe ricevette, a casa sua, un uomo molto disperato ed invitava il religioso a recarsi da sua madre che era gravemente malata, la malcapitata abitava a San Sostene Marina e gli disse che sua madre era in fin di vita. Do Peppe lo rassicurò che se domani sua madre era ancora viva, lui l’avrebbe salvata. L’uomo ritornò speranzoso verso casa e confortò sua madre delle parole del religioso, la notte i familiari pregarono il Signore affinché l’indomani fosse ancora viva.


 
Scarrica Navi Print E-mail
Marked by Gregorino Capano   
venerdì, 21 dicembre 2007

I lettori della storia della bisnonna del cav. Gregorino Capano "Crisciadascia" saranno scettici nel credere che una donna sia dotata di una forza fisica capace di trasportare un cancello di ferro sulla sua testa da Badolato a Chiaravalle (36Km) . In più saranno scettici che non crederanno che lo abbia fatto per un tomolo di faggiola ( Nu tumunu e posedra). La storia ha risvegliato in me momenti della mia gioventù quando la donna era il solo mezzo di trasporto. Lei era il cammello, la nave, l'autocarro, e tutti gli altri mezzi moderni non esistenti in quel tempo. Mi permetto, infine, osare dire che la maggioranza delle donne moderne, preoccupate con la loro linea fisica, disegnata per la generazione di sensualità, non sarebbero state candidate per proposte matrimoniali, perché " on hannu u pitazzu".

Pitazzu, era la forma fisica che attestava alla capacità della donna di sostituire il bue se aggiogata all'aratro (mpajata all'aratru). Mia suocera, Maria Vittoria Voci aveva " u pitazzu" molto desiderato durante l'era che vi accenno. Vi spiegherò il sistema, molto in uso durante quel periodo, chiamato "hacimu scarrica navi". Permettetemi d'illustrare che per andare in campagna a fare i lavori del giorno, era necessario seguire certi viottoli (I violi).

"I vijola" erano il risultato del costante cammino a piedi (scalzi) durante anni e anni di uso. Attraverso questi viottoli c'erano posti riferiti "riposaturi". Il "riposaturi" poteva essere un muro secco (armacèdra) costruito per evitare erosione, oppure qualche altro posto alto abbastanza in modo che la donna poteva riposare e ricaricare il carico senza l'aiuto d'altre persone. "A riposata" era desiderata non solo per il recupero della circolazione del sangue alla testa, ma anche come sollievo della stanchezza. I "riposaturi" erano distanziati quasi in misura di distanza precisa, in modo che fossero vero beneficio alle donne che dovevano usarli.

 

 
LA BISNONNA CRISCIADASCIA Print E-mail
Marked by Gregorino Capano   
lunedì, 03 dicembre 2007
Questa mia bisnonna paterna di nome Teresa Cosentino, era moglie di Luigi Capano, egli era un uomo alto di statura (forse sul metro e novanta), mentre la bisnonna era 1,50 metricirca. Questa donna aveva delle doti eccezionali, innanzitutto a lotta libera era quasi imbattibile, ogni tanto con suo marito giocavano a lotta libera ma le sfide…finivano sempre in parità.
A questa donnina così piccola le nacquero tre gemelli, a quei tempi non esistevano le lastre e quindi per lei e per tutto il paese (San Sostene (CZ)) fu un evento straordinario, quando fu il momento del parto, la bisnonna non si perse d’animo, la levatrice vide nascere il primo, rivide il secondo ed al terzo disse: duva u mettìmu chistu? La bisnonna rispose: pigghjàti a taharìa ed azziccàtili tutti tri drà intru! Chiarisco che la taharìa era una grossa cesta fatta di ginestra (janèstra), questa serviva esplicitamente per seccare al sole i fichi, i pomodori, i fichidindia ed altro, una volta steso un panno bianco, le tre creature furono sistemate in quell’improvvisato letto.
 
Albanesi di Calabria Print E-mail
Marked by Salvatore Tripaldi   
martedì, 19 dicembre 2006
La comunità albanese in Calabria
 
 

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