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Marked by Dr. Luigi Rossi
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giovedì, 13 marzo 2008 |
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Egregio Signor Sindaco,
da trent’anni seguo, per il periodo dell’avventura scolastica, i figli di molti suoi concittadini emigrati e residenti a Hagen, nel Nord Reno Vestfalia. Decine di suoi concittadini (operai, professionisti, casalinghe) hanno scelto di rimanere in Germania, Belgio, Francia, Inghilterra. Si tratta di centinaia d’emigrati che hanno il paese d’origine nell’anima e la parlata nel cuore e sulla punta della lingua. Devo dire che non ho mai trovato un «emigrato» che non «ricordi» con affetto il luogo che lo vide nascere e crescere. Partire e ripartire. Sembrano, questi luoghi, far parte del loro corpo e anima. Ciò vale anche per quegli anziani che non si possono più permettere (soprattutto finanziariamente) di ritornare per un brevissimo periodo nelle terre che vivono nella loro memoria.
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Marked by Paolo Barbalace
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giovedì, 04 gennaio 2007 |
Lettera aperta al ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni C/C Presidente della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano
Un etichetta infangata dai notiziari nazionali, ma che non trova un facile riscontro.
Onorevole ministro con la presente vogliamo denunciare l’uso indiscriminato che si fa dei termini linguistici legati alla “Calabresità“ nelle maggiori testate giornalistiche nazionali.
Oggi molti giornalisti di radio e tv-giornali, di quotidiani e periodici, nei propri interventi mediatici, persuadono nell’immediato l’opinione pubblica, attraverso il commento di episodi di cronaca nera, atti criminosi o eventi di correlata importanza a carattere negativo (corruzione, racket, estorsione, ecc.). Essi infatti, con le loro affrettate ipotesi, tracciano l’identikit del responsabile e ne impostano la sua ricerca seguendo la pista Calabrese o cercando una personalità di origini Calabresi.
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