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Salvatore, Cacaticchiu, Gambilonghe e Ferdinando
Scritto e diretto da Francesco Suriano - Con Alessandro Lombardo e Francesco Aiello - Scene e Costumi di Rosalba Balsamo
Associazione Myself - in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione e Associazione Baretti -con il sostegno di Armunia - Festival Costa degli Etruschi
con il patrocinio dell’Associazione dei Comuni della Locride - e della Provincia di Reggio Calabria - con il contributo del Comune di Roccella Jonica e di Vodafone
6 - 7 giugno 2008, CineTeatro Baretti
“Picchì mandaru a mmia, picchi jeu i capisciva bonu. Esti tutta ‘na questioni i capisciri e nun capisciri. Picchì prima cosa sugnu calabrisi e pe’ capiri i calabrisi o pigghii nu calabrisi o nu calabrisi. Comu seconda cosa picchì ssacciu i cosi jeu… puru se nun aju studiatu nenti i nenti e picchì sugnu unu di chiddi chi sapi i cosi prima mi succedinu. Chista esti na caratteristica di taluni calabrisi sannu i cosi prima mi succedinu e jeu ‘ndi fazzu parti. E infine picchì quandu c’esti i fari nu travagghiu fetusu ma assai fetusu chiamanu sempri u sottoscrittu, Salvatore Saltalamacchia, e stavota forsi si sbagghiaru”…
Inizia così l’epica minore dell’agente segreto del Regno delle due Sicilie Salvatore Saltalamacchia.
Il poliziotto è un personaggio di fantasia che racconterà nel suo dialetto secco e pungente i fatti storici del 1847 passati alla cronaca come “I moti di Gerace”. Passando da personali e ironiche elucubrazioni fino a descrivere i dettagli dei tragici avvenimenti, Salvatore, riuscirà a evocare il particolare momento storico, avvenuto in Calabria, che in qualche modo aprirà la strada al Risorgimento italiano.
Ma il suo è anche un viaggio nelle cantine e nei vicoli di Napoli e in una Calabria che ai suoi occhi appare popolata da guardie del palazzo reale talmente piccole da stare nella “sacchetta” dei pantaloni, da topi mostruosi, dal Re Ferdinando II, da uomini dalle gambe lunghissime capaci di attraversare l’Italia con poche falcate, da bambini che raccolgono sterco di mulo che invece di parlare cantano e da calabresi che si rivoltano contro le autorità senza sapere nemmeno la ragione, perché se c’è una rivolta bisogna partecipare.
Saltalamacchia riuscirà a comprendere le ragioni di quell’insurrezione fino a schierarsi dalla parte di quelli che si ribellano.
Il protagonista in un gioco delle parti interpreterà anche gli altri personaggi, dai cinque martiri a Ferdinando II, dal capo della polizia a una cortigiana del palazzo reale e altri che popolano questo frammento di storia che forse oggi chiede ancora delle risposte.
Sulla scena predomina l’alluminio: nelle favole calabresi non c’è mai l’oro c’è solo il metallo più povero, appunto l’alluminio. Perché la Calabria è ancora piena di latta, come i tetti delle case che la coprono, i muri di latta che separano i terreni, le latte arrugginite sulle spiaggie. La landa, come viene chiamata la latta in Calabria, una favola in una landa deserta.
Francesco Suriano
Il cartellone 2008 del Baretti si arricchisce di eventi collaterali: gli storyBrunch, con testi a cura di Elena Pugliese, hanno luogo la domenica e si chiudono con un momento gastronomico.
In occasione di SALVATORE CACATICCHIU... è previsto il Primo Giugno alle ore 12.00 - da Horas (Via berthollet 24/B): Volto al sud; Legge Alessandro Lombardo
CineTeatro Baretti Via Baretti 4 – 10125 Torino - Tel. e fax +39 011 655 187 info@cineteatrobaretti.it; www.cineteatrobaretti.it. Inizio spettacoli ore 21:00. Storyrunch ore 12:00.
Ingresso Interi € 7,00; ridotti (over 60, under 25) € 6,00. Storyrunch € 4,00.
PASS 60 Per gli spettacoli Ziki Paki Ziki Pu e Salvatore, Cacaticchiu, Gambilonghe e Ferdinando il Baretti aderisce all’iniziativa della Città di Torino che permette ai possessori del carnet con più di 60 anni ad un ingresso a 3,00 €.
Prenotazioni si accettano prenotazioni via e-mail e telefoniche.
Ufficio Stampa Associazione Baretti: Ilaria Gai 338 9230234; cineteatrobaretti@hotmail.it
Associazione Baretti via Saluzzo 25, 10125 Torino - P.I. e C. F. 08495900014
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