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Fede, teologia e storia della salvezza

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Omelia

1.Nella festa dell’esaltazione della Croce, il Santo Padre Benedetto XVI fa alla diocesi di Cosenza e a tutti i fedeli della Calabria, un dono altissimo, beatificando la Venerabile Serva di Dio Elena Aiello, che ebbe sempre i suoi occhi fissi sul Crocifisso, sorgente della sua fede, della sua speranza e della sua straripante carità. E’ la prima volta che un tale rito viene celebrato in terra calabra. 
Bollettino n°2
Cosenza, 14 Settembre 2011
A cura dell’Ufficio Stampa della Beatificazione

Per la prima volta, per la solenne Celebrazione di Beatificazione di Elena Aiello, è stato portato dalla Chiesa della Riforma di Cosenza il SS.mo Crocifisso, preziosa scultura lignea del XVII sec. Ambasciatori, gli 80 ragazzi cosentini che hanno partecipato alla recente Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid.
di Vincenzo Pitaro
È una storia certamente ricca di fascino e mistero, una tradizione che continua sempre più a suscitare vivo interesse (sia in Calabria che fuori) quella che, ogni anno, festosamente, ruota intorno alla ricorrenza del 14 febbraio, nel comune di Belvedere Marittimo e, di conseguenza, anche nel convento dei Frati Cappuccini. È all’interno di questo monastero, infatti, che da tempi antichissimi si custodiscono parte delle reliquie di San Valentino Martire, vescovo di Terni e patrono degli innamorati.
Itinerario spirituale in versi, costituito da trentanove concise composizioni in albanese e una in latino, con traduzione italiana.

Scarica il documento curato da Vincenzo Belmonte

NOTA SU LINGUA E STILE

Questi versi si ispirano a una poetica dell'allusione e dell'armonia.
Le annunciatrici della Resurrezione, della Vita che non muore, della gioia della Pasqua sono le donne: tutti gli Evangelisti: Marco, Matteo, Luca e Giovanni conver­gono sulla presenza delle donne ai piedi della croce, sulla loro presenza presso il luogo della sepoltura, sul loro ritornare alla tomba la mattina del primo giorno dopo il sabato. Tutti gli e­vangelisti concordano inoltre sull’apparizione degli angeli alle donne.
Il Vangelo di Giovanni è però particolare perché non parta di “donne” presenti il mattino di Pasqua presso la tomba di Gesù, ma al singolare ci riferisce di una sola donna, Maria di Magda­la.
Ella prima di riconoscere Gesù, lo scambia per il custode del “giardino”: come non pensare all’altro “giardino”, quello dell’Antico Testamento, l’Eden, nel quale si consumò con il peccato originale, la rottura tra Adamo ed Eva?
Ora però il “giardino” è riaperto e non a caso Gesù chiama Maria di Magdala “donna”.
Ave Maria

Ave Maria, stella mattutina,
sicura guida nella lunga sera,
del Cielo e fra le donne Sei regina,
rifugio di ch’implora e di chi spera.

Rimani, Madre Santa, a noi vicina,
sei Tu la nostra fulgida bandiera:
vegli su tutti la grazia divina,
così nei cuori regna primavera.
di Domenico Caruso

Il 4 settembre c.a. ha raggiunto la Celeste Dimora - alla rispettabile età di 99 anni - Padre Ulderico Pasquale Magni, scrittore ed epistemologo.
«Un vecchio prete alla vigilia di partire per il Grande Incontro con Colui che ci ama», con Dante in visita nel Secondo Regno, fornisce a teologi ed alte autorità ecclesiastiche «pionieri della Nuova Stagione un’idea spunto per un nuovo progetto culturale in sintonia con il nuovo millennio».(1)
Nell’estate calabrese, tante sono le città, i paesi e le comunità parrocchiali che celebrano feste in onore della Madonna, amabilmente onorata con i più svariati titoli: come Madonna di Porto Salvo e della Montagna, Madonna della Neve e Madonna dello Scoglio, della Stella e del Soccorso, insomma, con infiniti nomi, quasi a dirne l’infinità di grazie che questa madre buona ottiene ai suoi figli. Ma un papiro del II-III secolo, scoperto all’inizio del Novecento, ci trasmette in greco la prima preghiera a Maria da parte di una comunità egiziana in un’ora di persecuzione: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, oh Vergine gloriosa e benedetta! ». 
di Pierfranco Bruni
Soprattutto nei Paesi dove l’emergenza culturale diventa destino e il dato religioso si mostra con tutti i suoi interrogativi il cammino della cristianità ha un ruolo di straordinaria valenza esistenziale. Molti Paesi si danno voce attraverso la fede e la carità. Dove questi “messaggi” urtano con determinate realtà si creano situazioni e si sono create, nel corso degli anni, situazioni di grande precarietà morale. Senza la presenza della cultura cattolico – cristiana e senza la presenza della chiesa cosa sarebbero stati alcuni di quei Paesi Balcani che si affacciano sull’Adriatico? Mi riferisco, in particolare, all’Albania. Qui dove il mio pensiero insiste. Qui dove spesso giungo per raccontare del viaggio dei cristiani, del messaggio di San Paolo e di quell’Occidente che si incontra e si sfida tra i tagli del Mediterraneo. Oriente ed Occidente possono parlarsi solo nella consapevolezza del sapere del cuore paolino.
di Domenico Caruso
La religiosità popolare della Piana di Gioia Tauro si manifesta in modo particolare durante alcune circostanze, come nel culto del SS. Crocifisso di Terranova.
Il 3 maggio di ogni anno una moltitudine di fedeli, per una tradizione mai venuta meno, si ritrova nell'omonimo Santuario in segno di riconoscimento per le grazie ricevute e per  un  impellente bisogno interiore.
Da diversi secoli i componenti la nostra Comunità adempiono questo imperioso richiamo per dare un senso alla propria vita.

San Gennaro, protettore dalle calamità naturali e Patrono dell'intera Campania, nell’anniversario del martirio si festeggia anche a Caroniti frazione di Joppolo (VV), piccolo centro nelcuore del Monte Poro in Calabria,che vanta i natali e la fanciullezza, ivi trascorsa, del Santo.
San Gennaro
, nacque nell’anno 258 circa da genitori poveri, in un luogo detto Calafàtoni, un antichissimo villaggio di una ventina di case appartenenti a pastori e scomparso alla fine del ‘500 per l’emigrazione degli abitanti a soli tre chilometri dove stava per sorgere l’attuale Caroniti.

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