FORA di Nicola Zitara
FORA è una rivista elettronica diretta da
Nicola Zitara pubblicata Online sul sito
http://www.eleaml.org; Calabresi.net su gentile concessione degli autori, si propone come aggregatore, ripresentando giorno per giorno, tutte le pubblicazioni di
Nicola Zitara che dall'anno 2000 ad oggi sono stati diffusi e pubblicati. Curando questa rubrica, intendiamo portare a conoscenza di tutti coloro che ancora non hanno letto le idee ed i pensieri di Nicola Zitara, con l'intento di muovere in loro, la sensibilità di voler approfondire gli avvenimenti storici decorsi dall'unità d'Italia ad oggi; analizzati e raccontati dal punto di vista meridionale, in modo alternativo alle sostenute tesi, spesso di comodo, dei testi scolastici.
FORA - racconta Zitara - è nata da un testo che era stato scritto come saggio centrale di una rivista che non ho mai avuto i soldi per stampare. L’ho poi pubblicato come testo a sé stante in mille copie. Adesso che Internet me ne offre la possibilità, lo diffondo on line. Contemporaneamente lo riprendo in mano per renderlo più attuale. Di quella stessa rivista avevo pronti già due numeri. Man mano che rivedo i testi, li metterò in Internet. Nel frattempo scriverò altre cose e altri mi invieranno le loro collaborazioni. Fin che potrò le inserirò sulle linee che amici generosi mi hanno messo a disposizione.
Nicola Zitara - Siderno, 28 febbraio 2000
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Scritto da Eleaml
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14 Settembre 2011
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FORA di Nicola Zitara
Mongiana, domande di fondo
Larosa
Purtroppo sono bloccato per motivi di lavoro e non mi posso muovere nemmeno nei giorni cosiddetti festivi.
Invio comunque qualche osservazioni sulle perplessita' che ho nei riguardi del programma.
E' un programma di ampio respiro ma che traguarda gia' un risultato acquisito di indipendenza, con alcune impostazioni eccessivamente originali e non si tiene conto che in 140 anni esiste una economia con ditte che operano anche produttivamente nelle duesicilie con direzione non solo al nord italia ma anche in parti del mondo molto lontane.
(esempio la3 dei telefonini e' una societa' cinese, Telecomitalia e' del gruppo Pirelli,ecc..)
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Scritto da Eleaml
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13 Settembre 2011
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FORA di Nicola Zitara
Né Agazio Loiero né Sergio Abramo né Romano Prodi né Silvio Berlusconi cambieranno la nostra storia, o meglio la nostra posizione di italiani del Sud nella lunga e grande storia. La loro capacità di essere buoni amministratori, o la loro incapacità a esserlo non è ininfluente, ma non esistono le condizioni perché uno o l’altro incidano sulla storia di lungo periodo.
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Scritto da Eleaml
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14 Aprile 2011
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FORA di Nicola Zitara
Dio non voglia, se Vittorio Emanuele Savoia morisse in esilio, sarebbe un altro meridionale - benché di padre polentone - morto in esilio. Torni dunque. E quando, da qui a cent'anni sarà il suo tempo, muoia a Napoli o in qualunque altro posto d'Italia avrà scelto. Perché morire lontano dalla propria terra, è un brutto morire.
Una decina d'anni fa assistetti, in una città fortemente d'arte, al lento spegnersi di un anziano collega, che lì si era ritirato per stare con il figlio.
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Scritto da Eleaml
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23 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
Al tempo del fascismo, ai lavoratori italiani - in buona sostanza ai lavoratori meridionali - era difficile cambiare residenza, andarsene a trovar pane a Roma, Genova, Milano. Una legge dell'Era Fascista prescriveva che per inurbarsi dovessero prima avere un posto di lavoro, un atto di richiamo (per dirla con il linguaggio del dopoguerra).
Il Duce non amava il pauperismo urbano, preferiva il forte pauperismo agricolo fondato sulla Battaglia del grano. Ciò diversamente dalla CEE (oggi UE, Unione Europea) che i contadini li preferisce ricchi, quantomeno quelli che producono grano, latte e burro.
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Scritto da Eleaml
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22 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
Il periodico politico Indipendenza (00185 Roma, via Carlo Alberto, 39) mi ha posto la seguente domanda:
Parli, conti alla mano, di un debito storico di oltre sette milioni di miliardi che il resto d'Italia (Roma e Milano principalmente) ha contratto con il Sud [Brevemente spiega come sei giunto a indicare questa cifra] A questo aggiungi, tra i tanti flussi di ricchezza dal Sud al Nord, alcuni visibili altri no: protezionismo agricolo ed industriale comunitario; scambio diseguale tra aree a diversa quota di capitale per addetto; uso del risparmio meridionale per finanziare gli sbocchi dell'industria padana sul mercato meridionale esportazione di capitali (attraverso Banche, Poste, Cassa Depositi e Prestiti); concentramento al Nord del sistema assicurativo privato e a Roma di quello assicurativo e previdenziale pubblico. Puoi spiegare connessione e dinamica di questi aspetti?
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Scritto da Eleaml
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18 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
Nel 1971, un mio libro vendette decine di migliaia di copie. Oggi, che immagino di scrivere cose ben più interessanti che 35 anni fa, stento a vendere cento copie di ‘O sorece morto.
Il fatto è che 35 anni fa la questione meridionale era in auge e oggi no.
Mi lamento, e invece sono un uomo fortunato. Almeno in parte. Se il racconto non ha toccato molti cuori, la sfida politica è stata raccolta autorevolmente da Franco Crinò, senatore socialista. Il suo intervento mi dà l’imbeccata per tornare alla politica nella sua forma pura e dura. Infatti l’articolo fa risaltare ai miei occhi di vecchio il cambiamento avvenuto nella classe politica meridionale.
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Scritto da Eleaml
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18 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
L’Italia è una nazione (una collettività culturale) identificata poeticamente da Virgilio (circa al tempo della nascita di Cristo). Una mezza identificazione politica si ebbe soltanto due secoli dopo, con la divisione tra Augusti e Cesari, tra Imperatore d’Oriente e Imperatore d’Occidente.
Uno Stato italiano non è mai esistito prima del 1861. Un regno longobardo d’Italia, fondato qualche secolo dopo la caduta dell’Impero romano, non giunse che a Benevento e finì nello spazio di due generazioni. Più di mille anni dopo, la Repubblica Cisalpina e, a seguire, il napoleonico Regno d’Italia non incluse il Sud. Il Regno di Napoli ebbe dei re francesi per circa undici anni. La Sicilia rimase ai Borbone.
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Scritto da Paolo Barbalace
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16 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
L'unità d'Italia è una beffa, che comincia con una bugia. La bugia è che, tranne il Piemonte, il resto del paese fosse sotto lo straniero.
La verità è uguale all'esatto contrario. Il più straniero dei re italiani era proprio il Savoia. Basti dire che il famoso Statuto concesso da Carlo Alberto fu redatto in francese perché i giuristi piemontesi non conoscevano l'italiano. Chi ha fatto il liceo ricorda anche che Vittorio Alfieri, che non sapeva l'italiano come tutti i nobili piemontesi, si fece legare a una sedia per impararlo.
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Scritto da Eleaml
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16 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
La storia generale non avalla in alcun modo la proposizione risorgimentale secondo cui l’unità politica avrebbe messo assieme le membra disperse di una preesistente nazione. Sul versante politico, l’Italia fu unita soltanto durante la dominazione romana. Peraltro le notizie storiche attestano che neanche l’egemonia politica di Roma dette luogo a una società omogenea. E’ noto che il costo dell’espansione romana verso nord fu caricato sulla parte meridionale della penisola. Le orazioni di Cicerone descrivono il saccheggio romano in Sicilia e in Sardegna.
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Scritto da Eleaml
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16 Marzo 2011
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FORA di Nicola Zitara
La pagina più nera della storia d’Italia, tra segreti e omissioni
Fonte: Eleaml - http://www.mensilemonteleone.it
La pagina più nera della storia d'Italia é ancora coperta dal segreto militare a distanza di 150 anni dagli avvenimenti: 5.212 condanne a morte nel Meridione, 500.000 persone arrestate, molte delle quali internate nei lager sabaudi di Fenestrelle e San Maurizio, a duemila metri d'altezza, in Piemonte, i cadaveri sciolti nella calce viva; 62 paesi rasi al suolo, persecuzione della Chiesa cattolica, fucilazioni di massa, stupri.
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