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I mali della Calabria, i motivi di una rivoluzione

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Chi in questi mesi ha dedicato un po’ più tempo del solito alla lettura della stampa italiana allo scopo di sentirsi più informato sulla situazione generale del Paese, sull’andamento della crisi, sull’operato del governo per superarla, sulla tenuta dell’economia, sulle misure per affrontare l’incombente minaccia di aumento della disoccupazione, ecc. penso che sia stato ampiamente deluso. Personalmente ne sono stato disgustato.

Le prime pagine di molti giornali sono state dedicate (e in parte lo sono ancora) a tutt’altri argomenti, che solitamente sono relegati in qualche pagina di cronaca rosa perché appartenenti alla categoria «gossip», ossia pettegolezzo, diceria, o addirittura eliminati quando certe notizie o dicerie non confermate rischiano di sconfinare ampiamente nella maldicenza, a sua volta imparentata con la menzogna e la calunnia.
La pioggia degli scorsi giorni ha portato danni e distruzione sull'intero territorio della Regione Calabria. Già si ode l'eco dei rimproveri, delle indagini, delle inchieste e dei rimpalli di responsabilità. “Eventi eccezionali, colpa dell'incuria umana, lassismo della Pubblica Amministrazione”, da un lato. “Colpa della precedente amministrazione, è giunta l'ora di cambiare, promettiamo di mettere mano alla situazione non appena arriveranno altri soldi dal Governo centrale”, dall'altro. In mezzo il cittadino calabrese, in preda ai disagi, alla viabilità impazzita, al rischio di percorrenza di strade impraticabili.

Di chi è la colpa. Semplice, la colpa è sempre di qualcun altro. La colpa è della politica, sempre più autoreferenziale, sempre più algida e distaccata dalle cose terrene del comune sentire. La colpa è dei politici. Facile, utile e pratico. Già perché dare la colpa alla classe politica attuale è un po' come sparare alla Croce Rossa. Si centra sempre il bersaglio ma non si ferisce nessuno! Anche i politici sono d'accordo nel riconoscere le colpe della politica. Peccato che siano sempre le colpe di qualcun altro. La responsabilità, infatti, è sempre di coloro che ci hanno preceduto, il cui atteggiamento e condotta hanno reso la dimensione dello stato attuale delle cose incolmabile ed irreparabile. Eppure, chi si presenta al pubblico giudizio elettorale, dichiara sempre di poter fare meglio del predecessore. Egli si presenta al voto proprio in ragione dello sfacelo lasciato dalla precedente amministrazione, promettendo in tempi brevi di portare una “ventata di cambiamento”.
Abbiamo selezionato due articoli della stampa nazionale, alla luce di quanto emerge dalle numerose discussioni, nate su internet e fra l'opinione pubblica a seguito della pubblicazione dei dati riguardanti le consulenze assunte dai nostri politici; desideriamo evidenziare e far conoscere a coloro che non hanno la minima idea di come vengono usati i fondi stanziati dall'Unione Europea e destinati a favore dello sviluppo delle Regioni meno abbienti come la Calabria.

Di questi fondi, pensiamo che i primi a beneficiarne siano la criminalità organizzata ed i spregiudicati imprenditori senza scrupoli, seguono la classe dirigente politica e tutta la loro organizzazione gerarchica clientelare, poi qualche furbetto del quartierino e per finire i soliti noti imprenditori abbonati al BUR, quindi attenti all'uscita dell'avviso dei bandi di gara per spedire sin dal primo minuto disponibile il format della domanda già pronto, ben compilato e corredato della documentazione, nonchè imbustato prima che si conoscesse pubblicamente tutta la regolamentazione.

Chissà quanti di questi fondi arrivano ai veri beneficiari, a quei Calabresi meno abbienti, bisognosi di una spinta economica per mettere le ali al proprio business???

Ci domandiamo infatti come sia possibile lasciare la gestione di tali fondi e/o la guida di questa Regione, in mano a uomini politici che riescono ad assumere un proprio autista con un compenso nientepocodimeno di 30 mila euro o versare il contributo di ben 8 milioni di euro a favore della nazionale italiana di calcio come sponsor ufficiale, per rilanciare l'immagine della Calabria in termini di promozione turistica.


di Nuccio Iovene
Almeno trecentocinquanta tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, anche radioattivi, sarebbero stati utilizzati nell’ultimo decennio, a Crotone e provincia, nella realizzazione di strade, porti, campi sportivi, parcheggi, scuole e case popolari. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, condotta dal sostituto procuratore Pier Paolo Bruni e denominata “Black Mountains” che ha portato al sequestro di diciotto siti inquinati distribuiti tra la città capoluogo e altri centri come Cutro e Isola Capo Rizzuto mentre sette persone risultano indagate tra i funzionari dell’ASL che avrebbe dovuto effettuare i controlli e le ditte che hanno effettuato i lavori.

E’ l’ennesimo colpo alla Calabria, sempre più terra di rapina in cui il confine tra economia legale ed illegale si fa sempre più labile e precario. A farne le spese non sono solo le risorse dei calabresi, continuamente depredate, ma la loro stessa salute ed il loro stesso futuro. Imprenditori senza scrupoli, funzionari collusi o imbelli giocano quotidianamente sulla pelle dei calabresi, costruendo così, sulle loro fortune, le disgrazie di una intera regione. E la politica quando non è corrotta o compiacente sta a guardare, si rivela impotente.
Da circa tre settimane sono scaduti i termini per risanare il bilancio del Centro Tipologico Nazionale per l’Edilizia e le Costruzioni. L’assemblea dei soci non ha ricapitalizzato, solo il Comune di Catanzaro ha dato la disponibilità di 30.000 euro, Regione e Provincia non si sono espresse .

Nel 2005 era stato firmato l’accordo di programma, che con un decreto del Ministero delle Infrastrutture, aveva sancito il trasferimento del Centro Tipologico, da Bologna a Catanzaro. Il laboratorio, avrebbe dovuto “far diventare la Calabria baricentro nazionale dello sviluppo tecnico dei processi e dei prodotti delle costruzioni”.

Spesso si parla delle continue spoliazioni che la Calabria subisce, in genere da parte di regioni Meridionali, una cosiddetta “Guerra fra Poveri”, quando invece un Centro di Alta Formazione e Ricerca, unico in Italia, viene trasferito, (per giunta dal Nord Italia) , si lascia cadere nell’oblio un’occasione unica e irripetibile, per i nostri laureati, ma anche per un settore carente e strategico in Calabria: le Infrastrutture.

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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato:
 


Si ringrazia il Circolo Culturale Vivarium per aver riconosciuto e premiato Calabresi.net con il Peperoncino D'Oro con la seguente motivazione:

"Per l'impegno e la dedizione con cui promuovono l'immagine della Calabria nel Mondo. Per mantenere vive le tradizioni della nostra terra, proiettata verso la modernizzazione
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