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I personaggi

Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share 'Un gran saluto all'Italia. Viva l'Italia. Un grande abbraccio!.
Lo ha detto Mauro Fiore sul palco dopo avere vinto l'Oscar. Fiore ha reso omaggio 'ai genitori Lorenzo e Romilda, emigrati in America con 4 valige ed un sogno'.
Poi ha confessato: 'Avevo preparato quella frase sull'Italia'. A Marzi, paesino nel Cosentino dove e' nato Fiore, neanche la neve e' riuscita a frenare l'entusiasmo. Alla notte bianca con la diretta tv hanno preso parte i familiari di Fiore.
Per il direttore della fotografia calabrese si tratta del primo Oscar.  Mauro Fiore, nato in Calabria, si è trasferito negli Stati Uniti a sette anni, vivendo a Chicago. I genitori sono tornati in Italia, mentre lui decise di restare negli States, dove ha cominciato la sua scalata ad Hollywood nella scuola di Janush Kaminsky. Ha attualmente al suo attivo una ventina di film, tra cui Training Day.

Biografia

Nato in Calabria da Lorenzo Fiore e Romilda Carpino. All'età di sette anni con la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti, vivendo per diversi anni a Chicago, affrontando le difficoltà di una famiglia emigrata. Mentre i genitori e la sorella ritornano a vivere in Italia, Fiore rimane negli States per frequentare il Columbia College di Chicago. Durante gli anni degli studi conosce Janush Kaminsky, con il quale si trasferisce in California in cerca di fortuna.

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di Vincenzo Pitaro
Fino a poco tempo addietro, nella città di Toronto, insegnava italiano ai ragazzi delle scuole medie. «Non mi sentivo tanto realizzato», dice. «Ero solo un semplice “tiger”, un professore costretto a ripetere di volta in volta gli stessi programmi scolastici e quindi a lottare sistematicamente con la monotonia. I giorni, i mesi, gli anni, mi apparivano sempre uguali. Ora, finalmente, posso dire di sentirmi realizzato. Chiuso ogni rapporto con la scuola, sto cominciando a tirare fuori tutto quello che avevo dentro di me, riuscendo ad esprimere le mie vere potenzialità attraverso la musica che mi accompagna fin da piccolissimo assieme al canto. Il contatto col pubblico, peraltro, mi dà calore, mi rende davvero felice».
A parlare così, con l'entusiasmo alle stelle, è Fortunato Grattà, 57 anni ben portati (nato Gagliato, in provincia di Catanzaro) e oggi italo-canadese a tutti gli effetti o, come egli stesso ama definirsi: «Calabrese in Canada». Si trova a Toronto dal lontano 1971, anno in cui lasciò il suo paese per andare a vivere con la famiglia. A Gagliato non c'è persona della sua età che non lo ricorda quando, ancora giovanissimo e con la chitarra in mano, era solito intonare con gli amici brani dei suoi cantanti preferiti. 

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BIOGRAFIA
Carmine Caterisano, (Minè) nasce a Isola Capo Rizzuto nel 1950 , pittore restauratore, dove vive ed opera. Negli anni ’70 frequenta il corso di studi a Crotone dove consegue il diploma di “Capitano di lungo corso”. Successivamente avverte e confessa che la Sua vocazione è quella di interpretare la vita attraverso la magia del colore, per cui si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, dove si laurea con 110/110 e lode.
Appartiene alla generazione di mezzo ed ha sommato tradizione ed avanguardia distillandole nel Suo stile personalissimo che, da sapidi presupposti post-impressionistici si è elevato fino a raggiungere l’attuale sintassi in cui articola le Sue fantastiche, surreali, pop immagini congiunte per sensazioni ed essenze dove l’attimo viene colto nell’impressione dell’eternità.

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Lilli Spina mette alla prova la sua vena artistica sin da bambina giocando con stoffe pregiate che una zia d'America spediva a Reggio Calabria, la città dove è nata e dove ancora vive.
I suoi primi abiti non sono cuciti per le bambole, ma per lei stessa. Il suo primo aiutante è uno specchio e il suo corpo è il primo manichino su cui quei tessuti pregiati, che vengono da tanto lontano, prendono forma.
Lilli è appena adolescente quando comincia a frequetare l'unica sartoria del suo paese per apprendere il mestiere. Impara tanto, ma ricorda anche di aver passato anni a infilare aghi e a fare punti lenti.

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Quell’instancabile direttore (e fondatore) di Calabria Letteraria
di Vincenzo Pitaro
Era l’amico di tutti, Emilio Frangella. La gentilezza fatta persona. Sempre prodigo di consigli, generosissimo, una miniera di ricordi. Ed era per tutti - dal 1952 - il fondatore e direttore di «Calabria Letteraria», la prestigiosa rivista di Cultura e Arte (edita da Rubbettino e oggi diretta da Franco Del Buono) che si pubblica ininterrottamente da oltre mezzo secolo, raccogliendo sempre più notevoli consensi nei salotti che contano della letteratura italiana.
Ora che non c’è più, persino chi non ebbe modo di conoscerlo si è accorto che la Calabria ha perso uno dei suoi figli migliori. La sua scomparsa (avvenuta alcuni anni addietro a Longobardi, in provincia di Cosenza, dov’era nato nel 1912) ha infatti lasciato a tutt’oggi un vuoto incolmabile nel mondo della cultura e del giornalismo calabrese. La Calabria intera ha scoperto che «l’amico di tutti» (colui che dalle colonne della sua rivista teneva, senza sussiego o pose, lezioni di latino) era un fior di studioso.

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Si chiama James A. Pitaro
di Sylvia S. Kelly

È nato a New York, da genitori anche loro americani, ma le sue origini sono italiane e, più precisamente, calabresi (terra in cui è nato suo nonno, che emigrò negli Stati Uniti d’America ai primi del Novecento).
Si chiama James Anthony Pitaro ed è famoso nel mondo per il ruolo di primissimo piano che occupa all’interno del colosso californiano Yahoo!, dove ricopre la carica di Vice President and General Manager.
Sempre a Yahoo! un altro suo congiunto, Jimmy Pitaro, si occupa di Media, Entertainment, Audience e altro.
Una curiosità. Intanto, una vera e propria “chicca” - come dicono molti in Italia - riguarda proprio il cognome prettamente italiano e calabrese: Pitaro. 

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di Vincenzo Pitaro

Il tempo, si sa, nel suo perenne fluire, trascina ogni cosa nell’oblio; sbiadisce certi ricordi e poi lentamente li cancella. Il ricordo che a tutt’oggi la Calabria intera conserva di Antonio Altomonte, giornalista e scrittore calabrese, tuttavia è ancora vivo e fresco.
Personalmente, ebbi modo d'incontrarlo (ch’ero ancora, pensate un po’, diciannovenne) per un motivo ben preciso nel lontano 1977 a Roma, nella storica sede di piazza Colonna del quotidiano «II Tempo». Lui era già uno scrittore piuttosto affermato. Aveva esordito nel 1964 con il romanzo «II feudo» (a cui avevano fatto seguito altri libri di successo) e si accingeva a pubblicare «II Magnifico - Vita di Lorenzo de’ Medici», al quale peraltro aveva dedicato un elzeviro sulla pagina letteraria del suo giornale.

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di Vincenzo Pitaro
Nel vederlo così disinvolto e «pieno di sé», sul mitico palcoscenico dell'Ariston di Sanremo, già al tempo di «Ti lascio una canzone» (la trasmissione di Raiuno condotta da Antonella Clerici), una giornalista - tra il serio e il faceto - gli chiese: «Scusa Ernestino, ti senti già un divo?». E lui, senza scomporsi più di tanto, ma con la giusta dose di ironia, rispose: «Un divo, io? Ma dai, semmai un divino!»
Un dirigente Rai, che assisteva a quella intervista, fece un piccolo balzo, con gli occhi quasi fuori dalla testa per lo stupore. Lì per lì non capì e pensò che il piccolo fosse incorso in un lapsus. Invece Ernestino, furbescamente, aveva trovato il modo (con un gioco di parole) di rendere pan per focaccia a quella intervistatrice che gli aveva posto una domanda semiseria e apparentemente provocatoria. Per «divino», infatti, intendeva dire «piccolo divo», vista la sua giovanissima età, e non certo di essere opera di chissà quali disegni divini o di possedere facoltà e poteri sovrumani. Anche se, a pensarci bene, con buona pace di tutti, in questo ragazzo di Chiaravalle Centrale (paese delle Preserre catanzaresi) che continua ad estasiare il pubblico televisivo, in Italia e anche oltre, qualcosa di «divino» è probabile che ci sia davvero.

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 Nella storia del Festival di Sanremo rimane indelebile il ricordo della cantante calabrese, amica di Tenco
di VINCENZO PITARO

È destino comune agli artisti, specie se di grande livello, che il ricordo rimanga vivo ben oltre la morte. Per Jolanda Gigliotti, in arte Dalida, calabrese (originaria di Serrastretta, in provincia di Catanzaro), purtroppo il ricordo a tutt'oggi non è rimasto indelebile nella memoria soltanto per la sua voce straordinaria e per la sua bellezza (che era qualcosa di più della semplice esplosione di femminilità) ma per un tragico evento che creò non poco dispiacere non solo all'interno del «carrozzone» festivaliero ma in tutto il mondo. Correva l'anno 1967, un anno funesto per la kermesse della «Città dei fiori» e per l'intera storia della musica leggera. Fu l'anno in cui Luigi Tenco, oggi mito sempre più intramontabile, si tolse la vita sparandosi un colpo di pistola alla tempia.

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Sebastiano Caffo eletto Presidente Regionale del Gruppo Giovani Imprenditori della Calabria
Condivisione di intenti e coesione del gruppo sono il punto di partenza per una nuova Calabria

Sebastiano Caffo è il nuovo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori della Calabria. La sua elezione, avvenuta ieri all’unanimità presso la sede regionale di Confindustria a Catanzaro, è stata seguita da una conferenza stampa presso il Caffè Letterario, nell’ambito di un’aperitivo organizzato da Quale Impresa, l’organo ufficiale di informazione dei Giovani Imprenditori. 

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G. Longu, ricercatore e pubblicista, si interessa attivamente alla storia dell’immigrazione italiana in Svizzera e ai rapporti italo-svizzeri dall’indomani dell’unità d’Italia fino ai giorni nostri.
Originario della Sardegna, laureato in lettere e filosofia all’università di Genova, con ricerche filosofiche alle università di Monaco di Baviera e di Berna, si è stabilito definitivamente nella capitale federale agli inizi degli Anni Settanta.
Per oltre 15 anni ha insegnato e ha diretto un centro studi sull’immigrazione nella scuola professionale serale per lavoratori stranieri CISAP (Centro italo-svizzero di formazione professionale) di Berna. In quegli anni ha iniziato le sue ricerche sull’immigrazione italiana in Svizzera, avvalendosi di intensi rapporti di lavoro e di collaborazione con esponenti dell’immigrazione organizzata, con le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane e conmembri delle amministrazioni federali e cantonali.

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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato: