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Il linguaggio e i dialetti
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Scritto da Csrbruni
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03 Agosto 2010
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La Cultura Calabrese
Nella consapevolezza di una storia unificante
di Pierfranco Bruni
Ci sono “piccole” e “grandi” identità? Un interrogativo quasi banale ma che si pone in un contesto in cui il rapporto tra identità nazionale e culture minoritarie (dalle minoranze linguistiche storiche alla presenza di un mondo articolato di culture e dialetti che vivono una realtà territoriale come una precisa consapevolezza identitaria) rappresenta non solo una chiave di lettura antropologica ma diventa un fattore fondamentale nella sfera dei processi “ideologici” del nostro tempo.
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Scritto da Csrbruni
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21 Aprile 2010
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La Cultura Calabrese
Non solo autorevolezza ma anche autonomia della lingua italiana
Come lingua di una Nazione
Un dibattito aperto
L’importante ruolo della “Dante Alighieri”
di Pierfranco Bruni
Il dibattito intorno alla purezza della lingua italiana trova una nuova e vivace dialettica proprio in questi giorni grazie ad un articolo di Carla Marello pubblicato sul supplemento de “La Stampa”, “Tuttolibri”, la settimana scorsa. L’impostazione mi sembra congeniale per una verifica non solo sulla tanto auspicata purezza quanto sui rapporti tra lingua e storia o meglio, più in generale, tra lingua e culture, ovvero culture altre che si sono ben integrate all’interno del nostro contesto nazionale. Partiamo da un presupposto fondamentale. La lingua è dentro la storia di un popolo. Un popolo diventa modello di civiltà attraverso la lingua e le eredità che si porta dentro e le tradizioni che “esporta” diventano elementi comunicativi. La comunicazione che resta, al di là delle altre componenti, si registra proprio attraverso la lingua. La lingua è chiaramente una sorgente.
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Scritto da Vincenzo Pitaro
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04 Febbraio 2010
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La Cultura Calabrese
di Vincenzo Pitaro
Quanti sono i dialetti che ancora oggi vengono parlati in Calabria e nelle altre regioni d'Italia? Secondo quanto stimato dai glottologi sarebbero moltissimi. Ma la loro sopravvivenza, dicono, «è in serio pericolo». Gerghi giovanili, fraseologie legati alle mode, ai diktat della televisione, metterebbero a repentaglio quei coloriti e spesso preziosi residuati che sono le parlate locali.
Eppure i dialetti sono importantissimi perché riflettono almeno venti secoli di storia, raccontando - con la varietà dei suoni e degli accenti - sofferte vicende e agognate conquiste.
Sottovalutare o, peggio ancora, gettare nel dimenticatoio le parlate locali è un errore risalente al vecchio pregiudizio che esse altro non siano che degenerazioni di una lingua madre. La nostra madrelingua, però, sia ben chiaro!, non è l’italiano, bensì il latino, da cui derivò anche quel dialetto toscano che grazie ad alcuni grandi poeti e scrittori è poi assurto a lingua nazionale. Perciò, lungi dall’essere forme di decadenza dell’italiano, i dialetti risalgono tutti ad una comune origine latina, e dunque hanno tutti una loro dignità.
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Scritto da Micolcultura
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02 Novembre 2009
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La Cultura Calabrese
Tutelare la lingua e promuovere processi di conoscenza sulle valenze etno – antropologiche ed etno – letterarie nel contesto dei beni culturali.
Pierfranco Bruni: “Non bisogna soltanto insistere sulla salvaguardia della lingua. La lingua resta fondamentale ma occorrono strumenti di promozione e interventi volti alla conoscenza del territorio nella complessità delle realtà culturali. Il rapporto tra presenze minoritarie e beni culturali offre chiavi di lettura importanti per approfondire appartenenze ed eredità che sono vitali per la valorizzazione dei territori. Le minoranze linguistiche in Italia sono una grande risorsa sulla quale bisogna investire sia sul piano strettamente culturale e scientifico sia in termini di percorsi di conoscenza e di proposta turistica”.
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Scritto da L.B.
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24 Agosto 2009
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La Cultura Calabrese
Ssi tratta di un dizionarietto di lemmi rossanesi, in costante evulozione ormai da un anno.
Questa lista di lemmi vuole essere un modo di ricordare (e preservare dal logorio del tempo) alcune terminologie dialettali tipiche del territorio rossanese (Rossano - CS), per mettere in chiaro la ricchezza espressiva di questo dialetto.
Ecco alcui esempi:
a bellèzzə!: inter., lett. la bellezza! (saluto tipico; Combà, a bellèzzə!: Compare, la bellezza!)
a cavàddə: loc. avv. in groppa; lett. a cavallo
a làmpə: loc. avv. subito, come un lampo
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Scritto da Micolcultura
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03 Giugno 2009
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La Cultura Calabrese
Pierfranco Bruni: “Il dialetto, tra lingua – storia, calabrese va tutelato come patrimonio della identità di un territorio all'interno di una politica di difesa delle tradizioni, dei costumi e delle geografie di un Mediterraneo sempre più articolato anche dal punto di vista delle lingue e delle eredità. Occorre urgentemente ripensare la Legge che tutela le lingue minoritarie proprio in virtù di un processo di difesa che deve interessare i dialetti".
“La storia delle lingue è dentro l'identità degli idiomi che caratterizzano un territorio sia dal punto di vista storico - geografico che linguistico vero e proprio. In virtù di ciò è necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell’Istituto di Cultura delle Lingue del CSR, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela riferita agli idiomi regionali e territoriali ”.
"Il Calabrese, insiste sempre Pierfranco Bruni, è un idioma che deve essere tutelato come modello di un patrimonio culturale che ha assorbito koinè e stilemi di una rappresentazione linguistica non solo meridionale ma prettamente aderente alla struttura linguistica mediterranea. Il vocabolario calabrese assomma un "laboratorio" di stili che vanno dal grecanico antico alle varienti magno - greche, al bizantino sino ai segni meticciati di una lingua post-unitaria e tardo risorgimentale".
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Scritto da Csrbruni
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01 Giugno 2009
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La Cultura Calabrese
ISTITUTO DI CULTURA DELLE LINGUE
Occorre tutelare i dialetti in un’Italia dei dialetti e non solo le lingue minoritarie “etniche”
Si apre una interessante discussione per una proposta normativa
Pierfranco Bruni: “Il dialetto è lingua – storia della identità di una Nazione e va salvaguardato come patrimonio culturale e chiaramente ereditario nella tradizione delle comunità italiane”
“Credo che sia necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell’Istituto di Cultura delle Lingue del CSR, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela sui dialetti, che non sia la stessa che tuteli le cosiddette lingue minoritarie”.
L’Italia è una Nazione, che si caratterizza culturalmente proprio per la varietà delle forme dialettali da non confondersi con “altre lingue”. Il dialetto è parte integrante del costume e della tradizione di una Regione ma anche di territori all’interno di una stessa Regione. Ci sono varianti nei dialetti della lingua italiana, che mostrano la vera storia di una comunità ben definita all’interno della comune identità ed eredità nazionale. Ecco perché occorre puntare ai dialetti come patrimonio culturale, partendo da un presupposto preciso che è quello che devono restare, i dialetti stessi, dei modelli in una visione tra recupero delle tradizioni e letture antropologiche.
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Scritto da Domenico Caruso
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09 Novembre 2009
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La Cultura Calabrese
di Domenico Caruso
Sono trascorsi 23 anni dal giorno in cui a Tubinga, in Germania, concludeva la sua laboriosa esistenza l’illustre studioso che, più di ogni altro, amò la nostra Terra: Gerhard Rohlfs. Era il 12 settembre 1986 ed in tutto il mondo si parlò della scomparsa del grande maestro di grecanico, che dal 1921 non tralasciò d’interessarsi del nostro glorioso passato. Lo conferma la dedica apposta dallo stesso nel Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria - (Longo Editore - Ravenna, 1977), che riporto:
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Scritto da Csrbruni
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19 Ottobre 2009
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La Cultura Calabrese
.jpg) di PIERFRANCO BRUNI*
Storia e ricerca linguistica costituiscono elementi significativi per una interpretazione di quel valore etnologico che caratterizza molte realtà territoriali della Calabria. Il caso di San Lorenzo del Vallo è emblematico. A neppure un chilometro da Spezzano Albanese l’attuale lingua è l’italiano ma ci sono ceppi che hanno rimandi alla cultura Italo – Albanese oltre che a quella grecanica.
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Scritto da Csrbruni
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30 Giugno 2009
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La Cultura Calabrese
in seno alle realtà patrimoniali di una Nazione come l’Italia
Continua il dibattito intorno ad una proposta di una legge
che regolarizzi la tutela dei dialetti
Pierfranco Bruni: “Dopo aver avviato il dibattito sulla tutela dei dialetti si ribadisce la necessità di realizzare un rapporto straordinario tra la tutela e la promozione soprattutto alla luce di un rapporto tra realtà storica e fattori antropologici. Occorre però una normativa che possa disciplinare la questione”.
“Per poter riconsiderare l’importanza degli idiomi italiani delle varie Regioni, sottolinea Pierfranco Bruni esperto delle culture etno – antropologiche delle minoranze linguistiche, è necessario promuovere una normativa che punti alla difesa delle culture linguistiche locali. I dialetti sono un patrimonio non solo territoriale ma anche nazionale. Come è stato già ribadito, nelle settimane scorse, occorre aprire un confronto tra le culture regionali e l’importanza antropologica dei dialetti. I dialetti devono essere considerati dei beni culturali all’interno del patrimonio culturale nazionale”.
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Scritto da Micolcultura
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01 Giugno 2009
Posted in
La Cultura Calabrese
Roma, (Adnkronos) - L'Istituto di Cultura delle Lingue scende in difesa dei dialetti. ''Il dialetto e' lingua - storia della identita' di una Nazione e va salvaguardato come patrimonio culturale e chiaramente ereditario nella tradizione delle comunita' italiane''. ''Credo che sia necessario, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente dell'Istituto, ripensare alla cultura dei dialetti non solo attraverso una chiave di lettura antropologica ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela sui dialetti, che non sia la stessa che tuteli le cosiddette lingue minoritarie''.
L'Italia e' una Nazione, che si caratterizza culturalmente proprio per la varieta' delle forme dialettali da non confondersi con ''altre lingue''. Il dialetto e' parte integrante del costume e della tradizione di una Regione ma anche di territori all'interno di una stessa Regione.
Ci sono varianti nei dialetti della lingua italiana, che mostrano la vera storia di una comunita' ben definita all'interno della comune identita' ed eredita' nazionale. Ecco perche', secondo Bruni, occorre puntare ai dialetti come patrimonio culturale, partendo da un presupposto preciso che e' quello che devono restare, i dialetti stessi, dei modelli in una visione tra recupero delle tradizioni e letture antropologiche. Conoscere i dialetti non e' la stessa cosa di tutelare etnie o lingue minoritarie. I dialetti sono, comunque, appartenenza della cultura italiana.
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Scritto da Pierfranco Bruni
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20 Maggio 2009
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La Cultura Calabrese
Tra le lingue e le culture storiche che occorre tutelare bisogna necessariamente inserire anche quelle Armene, Rom e Sinti
di Pierfranco Bruni
Occorre difendere la lingua italiana sia dal punto di vista culturale che giuridico. C’è un dibattito in corso che interessa la tutela della lingua italiana. Un dibattito che parte da molto lontano. Occorre ristabilire una dialettica sia giuridica che culturale sulla modifica dell’Articolo 12 della costituzione. In un tale contesto credo che sia necessario rivedere e quindi riconsiderare anche la Legge (la 482/99) sulla tutela delle minoranze etnico – linguistiche storiche.
Una Legge che va rivista nella sua struttura, va riconsiderata alla luce di un decennio che ha visto diverse trasformazioni nel campo delle minoranze linguistiche in Italia e andrebbe riscritta. O meglio va ricontestualizzata. Ci sono alcuni motivi di fondo.
Prima di tutto (ovvero primo elemento) è necessario parlare di “presenze” minoritarie e non di minoranze vere e proprie. Il discorso è sottile ma qualifica e diversifica la questione sia politica che giuridica e culturale.
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