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lunedì, 06 ottobre 2008 - By Calabresi .net
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Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz.

Effemeridi calabresi
Effemeridi di Ottobre Stampa E-mail
Segnalato da Domenico Caruso   
giovedì 02 ottobre 2008
di Domenico Caruso
I proverbi e il mese:
Ottobre, dal numerale octo perché occupava l’ottavo posto per gli antichi Romani, era il mese delle feste orgiastiche (i Baccanali), in onore al dio del vino. Per ogni mese si indicano i suoi frutti principali o si elencano le faccende. Così ottobre viene definito mostaio o bottaio perché, terminate le operazioni della vendemmia, il vino è già nei tini e nelle botti. Il notevole impegno richiesto viene espresso dal detto in lingua: Ottobre: vino e cantina/ da sera a mattina.

Riporta Corrado Alvaro:
Iu sugnu Ottobri, gran faticaturi,
e quantu granu ‘ndaju a siminari.
Mi levu di lu lettu all’arbat’ura
pìgghiu li vôi e vaju ad arari.
‘Nta li catochia gugghianu li vutti.
Iu sugnu Ottobri, ‘u cchiù russu di tutti.

(Dal sussidiario di cultura regionale La Calabria, Carabba Ed. - 1926).
 
 
Effemeridi di Settembre Stampa E-mail
Segnalato da Domenico Caruso   
martedì 02 settembre 2008
di Domenico Caruso
«E’ passato il gran caldo, il canto delle cicale diviene meno rabbioso e alla prima acqua si estingue. Sui tetti delle case basse, sulle logge, sui balconi e sulle finestre, i fichi e le conserve si seccano al sole, fra un nugolo di vespe».

Ed ancora:
Iu su’ Settembri chi matura l’uva:
e quanti vigni ‘ndannu a maturari!
Pira, nespuli, ficadindia e puma
chi l’orti no’ ‘ndi ponnu cchiù portari.
Guarda i nuci e va cògghiri i castagna
ca finisci ‘ntra jorna la cuccagna.
(Da: C. Alvaro, La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, Carabba Ed. - Lanciano, 1926).


 
Effemeridi di Agosto Stampa E-mail
Segnalato da Domenico Caruso   
lunedì 04 agosto 2008
di Domenico Caruso
Il poeta greco Esiodo (VIII - VII sec. a.C.) afferma: «Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canora diffonde l’armonioso frinire battendo le ali, è giunto il tempo d’estate; ben pingue è la capra e ottimo il vino. Le donne sono tutte calde e gli uomini tutti fiacchezza, perché Sirio asciuga il capo e le ginocchia e il corpo è languido per il calore».

Il mese e i proverbi:
Agosto che mutò il nome Sextilis (sesto) in Augustus per onorare l’imperatore Ottaviano Augusto, nipote di G. Cesare, è il periodo di vacanze.
Nel 18 a.C. - infatti - vennero istituite alle Calende del mese le feriae Augusti, oggi spostate al Ferragosto. I cattolici celebrano l’Assunzione di Maria al Cielo.

Il contadino è molto impegnato nella vigna per ottenere un buon mosto:
Per aviri bonu mustu, zappa ‘a vigna jntra agustu.

Anche la pioggia favorisce il raccolto:
Se chjovi pe’ agustu, chjovi ògghju, meli e mustu. (Se piove ad agosto ci sarà olio, miele e mosto).

 
 
Effemeridi di Luglio Stampa E-mail
Segnalato da Domenico Caruso   
lunedì 14 luglio 2008
Luglio
di Domenico Caruso
«Io contemplo con cuore innamorato questa stupenda vallata del Monte S. Elia che sovrasta la città di Palmi e sito a 500 metri sul mare; il suo incanto mi attrae e mi estasia lo spirito, giacché è uno spettacolo impareggiabile questa sublime vista di boschi, di ulivi, di vigneti che rivestono i fianchi della vallata, in cospetto all’azzurro e sereno mare Tirreno. [...] Qui tutto conferisce all’anima umana fresche ali per i suoi voli superni, poiché nulla profana l’incanto nel gran sorriso del sole che abbaglia i nostri occhi». Carmine Isola, dal Monte S. Elia, 10 luglio 1957. (Da: Panorami d’Italia - vol. I - Ed. Arti Grafiche G. Corrao - Trapani, 1962).

Il mese e i proverbi:
Luglio, che cambiò il nome Quinctilis (cioè quinto, essendo allora l’anno diviso in dieci mesi) in Iulius in onore di Giulio Cesare nato il 12/VII/101 a.C., per il popolo è quasi una continuazione del mese precedente: Giugnettu, cioè piccolo Giugno. Anche i francesi hanno Juillet e una forma antica Juignet, corrispondente al nostro termine. Riporta Corrado Alvaro:
 
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