
Di Allera – che vive a Gioia Tauro - ne ha parlato anche il noto mensile
AD, Architectural Digest in
edicola in questo mese, in quanto selezionato dal
Gruppo Pellegrini per una mostra a tutto tondo, nelle marche, di artisti internazionali. Solo sette gli espositori. E così il suo nome compare accanto a quello di
Patrick Alò, Walter Kopp, Sergio Zagallo, solo per citarne alcuni. Cosimo Allera ha ricevuto quest’anno prestigiosi riconoscimenti: premio alla
Bit di Milano, e finalista del
premio Harley Davindson,
premio della critica “Ferie Medievali” a Torino e altro ancora. Le sue opere sono esposte, oltre che in tutto il territorio italiano, anche a
Brno,
Repubblica Ceca, in Portogallo, in Spagna.
L’itinerario di Allera è del tutto originale e non si accosta alle mode artistiche del tempo per inseguire emozioni velleitarie. Non ama mettersi in mostra. Nonostante tutto è stato scoperto in qualità di
artista che, attraverso le sue opere, chiede un impegno sociale. È riuscito dove pochi hanno centrato: nel rendere il ferro una materia “parlante” alle coscienze di chi osserva le sue opere, anche del visitatore più distratto che non può esimersi dal non “
ascoltare” ciò che esse narrano. C’è tutta una vita dentro che esige di essere intesa. E forse per questo Allera parte dal ferro, metafora della società odierna, sempre più egoista, “dura” appunto; ma che può essere plasmata per ridare nuova linfa alla vita stessa.
Caterina Provenzano
Presidente Regionale sezione “Cultura” del Crmc della Calabria