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Segnalato da Gregorino Capano
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mercoledì 08 ottobre 2008 |
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ADORATA TRISTEZZA
Sei tu mio conforto, Oh! Adorata tristezza,
agli altri guarisci le ferite, a me allevi le pene.
Oggi, per me questa croce, spero che domani
per te sia una lucente e meravigliosa stella
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Segnalato da gr
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mercoledì 08 ottobre 2008 |
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CHIOME
Le tue adorate chiome
gli occhi tuoi splendenti
il dolce caro nome
da me cantar non senti.
Da me che decantavo,
il tuo viso giocondo
che tanto, tanto amavo,
più di ogni cosa al mondo.
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Segnalato da Gregorino Capano
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mercoledì 08 ottobre 2008 |
 (a mia madre)
STILLA DI VITA
Pallore di morte
sul viso di mamma
le sue mani insecchite,
ossute giunte in preghiera.
Gli occhi spenti,
le labbra violacee,
chiuse: immobilità assoluta. .
Eppure splende improvviso
dai suoi occhi celesti e grandi,
una profonda luce madre,
da cui scende dolcemente
una lacrima di gioia.
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Segnalato da Gregorino Capano
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mercoledì 08 ottobre 2008 |
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Com’è mia abitudine, ai primi albori del giorno, mi desto e dopo avere provveduto ai servizi igienici, mi avvio a passeggiare per ammirare le bellezze della natura.
Camminando, mi ritrovo sull’altura di una roccia, da dove posso gustare un panorama meraviglioso. Il sole nasce a levante ed illumina tutto l’universo, il tepore dei suoi raggi riscalda e dà vita alla natura. In qualsiasi direzione volgo il mio sguardo, vedo l’immensità del Creatore .
Il cinguettare degli uccelli, il ronzare delle api, il nitrire di un cavallo, il ragliare di un asino, il belare delle pecore, il latrare dei cani, il miagolare dei gatti, il canto di un gallo, il leggero fruscio delle fronde smosse da un lieve vento, il mormorio di un ruscello che lecitamente scende a valle, formano armonicamente una dolce musica che le mie orecchie non si stancherebbero mai di ascoltare. Seduto sulla roccia, volgo lo sguardo nella valle ed ammiro con compiacimento il panorama che mi si presenta davanti.
Vicino a me una lucertola assapora i tiepidi raggi del sole. L’amenità della campagna offre gratuitamente uno spettacolo unico al mondo: verdi alberi rigogliosi ergersi verso il cielo, vegetazioni, le piantagioni e la disposizione simmetrica degli orti accuratamente coltivati. Noto un cavallo che, con austerità è pronto a dimostrare con orgoglio la sua potenza e sfoggiare la sua eleganza nel compiere la sua cavalcata sia nel trotto, che nel galoppo. |
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Segnalato da Domenico Caruso
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lunedì 06 ottobre 2008 |
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di Domenico Caruso
Cu’ jìva ‘u zzappa...
Dicìa l’anticu ca cu’ jìva ‘u zzappa
sortantu l’acqua ‘mbìvari potìa:
lu vinu lu ciurlava lu bagordu
ch’era patruni di la massarìa.
Cu’ la matina parti mu fatiga
non trova tempu mu si raspa ‘a testa,
cu’ ‘nveci ‘rrobba e faci ‘u malandrinu
tuttu lu jornu poti fari festa.
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