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Le tradizioni dei Calabresi
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| I Vattienti del Venerdi e Sabato Santo di Pasqua |
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| Segnalato da Fratelli: Maria e Ferdinando CURCIO | |||||||||||||||||||||
| venerdì 09 marzo 2007 | |||||||||||||||||||||
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Questa secolare tradizione, risalente all'incirca al 1260-1300 d.C., si ripete con straordinaria puntualità ogni anno, in occasione del VENERDI' e del SABATO SANTO di PASQUA nel comune di NOCERA TERINESE in provincia di Catanzaro a pochi Km dall'Aeroporto, dalla Stazione C.le F.S. e dal Bivio Autostradale di Lamezia Terme Centrale. NOCERA TERINESE - Un paese di 6 mila anime, che si eregge nella valle del Fiume Savuto immedesimato come un presepe, con profonde radici nella Magna Grecia è considerato con certezza, antica colonia greca di Terina o Temesa. Nelle vie di questo cimune si compie il "RITO DEL SANGUE" mediante l'autentica pura autoflagellazione, operata da un centinaio di persone del luogo che, per devozione, per grazia ricevuta o per un voto fatto, si percuotono i “polponi” delle cosce e delle gambe con degli arnesi definiti il “CARDO” e la “ROSA”, facendo defluire sangue copioso e percorrendo gli identici sentieri tracciati dalla imponente Processione della Stupenda, indescrivibile Statua della Madonna Addolorata (PIETA’). La statua incantevole all’ammirazione è un Gruppo Ligneo del peso di circa 5 quintali e dal valore inestimabile, forse risalente al 1390 di ignoto artista. Dagli antichi racconti popolari si apprende che l’autore (un pastorello) divenne cieco a lavoro completato per evitare le riproduzioni. Il rito dell’autoflagellazione molto antico, si porta dietro numerose incertezze su come vi è stato introdotto (dagli Agostiniani, Benedettini, Gesuiti, Minori Conventuali o Passionisti ??), tutt’oggi è ancora praticato ed esprime forza ed intensità di sentimenti, in un paese che, tra l’altro, fu Feudo degli Ospedalieri di San Giovanni, progenitori dei Cavalieri di Malta, fatto sta che il VENERDI SANTO A SERA di OGNI ANNO, intorno alle ore 20,00, gli “Apostoli” (Portantini), vestiti di lungo camice bianco e corona di spine in testa, prelevano la pesante Statua dalla Chiesa dell’Annunziata ove è ben allocata da sempre e, a spalle, con ritmo lento e cadenzato, danno inizio alla “VIA CRUCIS”. A metà percorso processione intervengono, puntuali, 10 o 15 Vattienti (Flagellanti) che, per l’appunto, inginocchiandosi devotamente dinnanzi alla Pietà, si autoflagellano lasciando che la Statua, poi, raggiunga la Chiesa Madre di San Giovanni Battista per la predica dei Sermoni. Il particole che esprime maggiore interesse nella Settimana Santa, lo si rinviene nella intera giornata del SABATO seguente, con inizio alle ore 8,00 del mattino, allorché la Statua, sempre stabile sulle spalle degli “Apostoli”, è nuovamente prelevata dalla Chiesa di appartenenza per essere trasportata in processione per l’intero paese, vicoli e viuzze compresi, facendone rientro intorno alle ore 18,00. Le restanti Chiese situate in varie zone del paese, ivi compreso il luogo che funge da Monte Calvario, rivestono ruolo di Sepolcri, prima fra esse quella sita nel magnogreco Rione Motta, già Tempio dedicato a Bacco, per come si evince dai Bassorilievi ancora ivi impressi a sfidare i secoli. La Statua fa delle piccole soste anche presso appositi altarini approntati dinnanzi ad alcune case di fedeli e, comunque, è seguita da migliaia di fedeli, molti dei quali emigrati all’uopo rientrati in terra natìa, centinaia di turisti di ogni parte del mondo, una elevata presenza di sociologi, antropologi, etnologi, storici e filosofi, ed è preceduta dalla Banda Musicale che, unitamente alle nenie dei devoti, intona marce funebri di alta levatura, la “JONE” del Petrelli in primis, apportando possente ed intensa commozione. E la commozione sfiora i confini dell’impossibile allorché tra l’immensa calca si vedono emergere quelle CROCI RIVESTITE DI STRISCE DI PANNO ROSSO, autentica “calamita” di mille e mille cineprese e delle numerose Troupe Televisive Inglesi, Tedesche, Francesi, Giapponesi ecc. ecc. SONO LORO, i VATTIENTI che, con portamento contrito e sofferente, silenziosi e solenni, attuano il rito dell’autoflagellazione, così come già sommariamente descritto.
Innumerevoli Università Studi Italiane, ove possono rinvenirsi svariate, autentiche Tesi di Laurea sull’argomento, ed una infinità di studiosi e ricercatori, quali quelli del Musée de l’Homme di Parigi o del CNR, nell’affrontare la problematica, hanno divagato su assiomi riferentesi al Paganesimo ed agli Albori del Cristianesimo ma, anche in assenza, ancor oggi, di precise risorse documentali all’infuori di quanto rinvenuto negli Archivi della Parrocchia (1777) e del preposto Vescovato (1361), una cosa è sacrosanta ed inoppugnabile. I due Penitenti (Vattiente ed Acciomu), entrambi collegati dalla CORDICELLA, incarnano la Figura del Cristo nell’estrema fase della Sua Passione. Il Vattiente altri non è che Gesù flagellato alla Colonna, mentre l’Acciomu, così come da Abbigliamento e “Titolo” (Ecce Homo), è Gesù presentato al popolo da Pilato. La simbologia del Vattiente è ulteriormente avallata da una delle tante Confessioni di Santa Brigida, conclamante che Gesù fu flagellato alla Colonna da BENDATO ed infatti, qualcuno lo attua ancora oggi, come già cennato, anticamente i Vattienti si flagellavano col volto bendato, così come lo si nota dalle poche foto del 1900 custodite presso la Pro Loco. FRATELLI
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