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La satira e le barzellette calabresi
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| Satira: Elettori palliati |
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| Segnalato da Domenico Caruso | |
| giovedì 10 luglio 2008 | |
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All’appressarsi delle votazioni i cittadini acquistano importanza: è l’ora di promesse, di finzioni, di voci grosse, di grande speranza. Trascorso il tempo di dolci illusioni tutto ritornerà peggio di prima, non ci saranno valide ragioni a trattener la passeggera stima. I deputati già sono venuti a superar i maledetti scogli, ora che al Parlamento stan seduti pensano solo ai loro portafogli. Leggi, decreti, piani, circolari riveleranno ormai l’audace scopo: illudere abilmente i più somari e chi non crede al mal che viene dopo. Fra tasse, esami, carta e francobolli il giovan il denaro ha consumato e dopo le preghiere e i protocolli gli tocca rimaner disoccupato. I tanti candidati che rimasti saran senza lo scanno al Parlamento, trascorrere dovran giorni nefasti e non paleseran risentimento. Aver bisogno il voto è cosa dura, la massa non ha testa, non ragiona, ai nostri tempi non ha più paura e chi si mette in mostra pur canzona. Non c’è giustizia e non c’è comprensione in questo mondo perfido e mendace: non è soltanto la buon’intenzione che ci può dare l’auspicata pace! Domenico Caruso S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.) Richiesta e pubblicata dal periodico di critica “L’Indipendente” di Reggio Calabria (Anno III n. 7) in data 8 Luglio 1959, la presente satira politica è stata affissa anche sui muri della città.
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