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IL PRIMO MULINO AD ACQUA Stampa E-mail
Segnalato da Gregorino Capano   
sabato 08 dicembre 2007
Il fiume di San Sostene si chiama Alaca. Qualcuno lo chiama Alaco, ma noi sansostenesi l’abbiamo chiamato sempre Alaca. Il tempo esatto in cui avvenne questo fatto straordinario che sto per raccontare non so dirvelo; questi dati che riporto su questo testo sono tramandati, prove non ne esistono ma alcuni vecchi resti di questo Mulino si. Il punto preciso di questa opera di grande taratura scientifica si trovava in località San Sostene Marina ei bordi del fiume Alaca, dovrebbe trovarsi esattamente nei paraggi del Villaggio Costa.
Questo Mulino era molto usato, con esso veniva macinato  grano, il granoturco e le castagne, operazione era di contrabbando, la farina serviva per sfamare le famiglie numerose, con tanti figli a carico, ai poveri operai era assolutamente proibito usare quel mulino.

Si racconta che il mulino fu costruito secoli fa, quando i nostri abitanti si recavano nei paesi della Turchia (allora abitata dai Saraceni) per rapire centinaia di persone in giovane età, schiavizzandole ed impiegandole nei lavori più pesanti. Una volta giunti nei nostri luoghi della Calabria, essi venivano sfruttati da schiavi. Alcuni di questi dedicavano al contrabbando o ad altre azioni malavitose. Se colti sul fatto, venivano arrestati e rinchiusi nelle celle dove, dopo un breve periodo di tempo, morivano di stenti perché abbandonati e privati del cibo e dell’acqua.
Un giorno uno di questi ragazzi di nome Abdul, che in verità era molto più scaltro degli altri ed anche più intelligente, si rivolse alle autorità competenti di San Sostene, promettendo che in caso di libertà, avrebbe inventato per loro una macchina molto utile per l’umanità ed avrebbe fatto entrare nelle casse del paese tanta ricchezza. Le autorità lo ascoltavano ma erano alquanto scettici nel credergli. Dopo qualche ora, il comandante della forza pubblica decise di dargli una chance. Abdul chiese gli oggetti occorrenti per realizzare quanto promesso, fu vigilato anche di notte e, dopo qualche mese, riuscì a completare la straordinaria invenzione. Il mulino ad acqua era stato ultimato. Dopo averlo provato, la gente presente rimase stupita da questa creazione così stupefacente. In poche ore riusciva a macinare ciò che in tanti mesi la gente faticava a preparare col vecchio sistema manuale, pestando grano su un grosso sasso.
Tutto San Sostene festeggiò questo giovane schiavo a cui venne data l’intera libertà ed una cospicua somma in danaro. Questo mulino ad acqua fu l’orgoglio e la ricchezza del paese. Sembra addirittura che questo tipo d’invenzione fosse la prima in Italia e tante Regioni, limitrofe ed anche lontane, venissero a macinare i loro prodotti a San Sostene, permettendo al paese di prosperare tantissimo. Il mulino diventò un piccolo stabilimento, tanti abitanti furono impiegati nel lavoro ed a capo di tutto ciò fu nominato questo ex galeotto turco di nome Abdul.

Trento

L’autore: Gregorino Capano
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