Lavori in corso nel Duomo di Cosenza e inevitabili polemiche, come accade sempre, quando si interviene su un monumento simbolo di una città. Le cattedrali sono oggetto
di restauri continui, tanto che esistono degli enti, in qualche caso costituiti secoli fa, appositamente per sovrintendere a queste necessità, come la Fabbrica del Duomo di Milano e quella di San Pietro a Roma.
Non fa meraviglia che si trovi da ridire su certi interventi; pochi anni fa, a Reggio Calabria, per restaurare il Castello Aragonese riuscirono a farne crollare una parte, che aveva resistito perfino al cataclisma del 1908. Siamo un po’ prevenuti. La cattedrale cosentina ha mutato aspetto più volte, lo testimoniano le stampe ottocentesche e le foto, che mostrano una facciata molto diversa da quella attuale, con due anacronistiche torri campanarie, rimosse con una decisione che sicuramente, all’epoca, negli anni trenta del Novecento, non tutti avranno apprezzato.
La storia vuole che un arcivescovo sia morto sotto le sue macerie, durante il terremoto del 1184; secondo alcuni studiosi a quel tempo sorgeva in cima al colle Pancrazio, accanto al castello. Altri sostengono, invece, che il sito sia sempre stato quello attuale, e che la ricostruzione fu attuata senza cambiarne l’orientamento originario.
Ieri 27 si è celebrata anche a Ferramonti di Tarsia la giornata della memoria allora per ricordare quanti sono stati deportati in tale campo di concentramento ecco un piccolo contributo video a sottolinerare la vita e l'umanità racchiusa in tale contesto degli anni bellici.
Il Monachesimo, in origine prevalentemente eremitico, fu fatto conoscere in Occidente da S. Atanasio, fin dalla prima metà del secolo IV, attraverso la divulgazione della vita di S. Antonio Abate.
Il paganesimo greco era animato da sincera devozione, come dimostrano i culti, numerosi e diversi, presso tutte le componenti sociali del popolo greco. Tutto il mondo era animato da presenze divine, evidenti o occulte, e gli uomini non avevano la minima difficoltà a mettersi in contatto con la divinità, che, spesso, si mostrava loro attraverso gli oracoli.
Era il mese di Luglio del 1940. Io e i miei cugini Andrea e Dante con il nostro amico Enzo eravamo alla spiaggia per una passeggiata. Quell'anno, dopo la dichiarazione di guerra, i "copandi" costruiti in riva alla spiaggia furono proibiti per il pericolo di guerra. Contrari alla legge, ci siamo avventurati sulla riva del nostro bellissimo Ionio, quando nella distanza più a Sud sentimmo delle esplosioni. Credendo che fossero tuoni causati dal calore estivo continuammo a camminare verso Isca.
In un momento che non posso mai dimenticare, e quasi improvvisamente, dal sud apparve una flotta navale immersa in una battaglia. Le navi, Italiane e Inglesi impegnate in una dura battaglia, assistite da aerei da caccia. Impauriti,ci siamo nascosti dietro i tronchi di gelso che allora erano numerosi e necessari all'industria del baco da seta.