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Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share La spiaggia di Tropea, la seconda più bella al mondo secondo la community Creativefan.com

Tropea, denominata da perla del Tirreno, nel corso degli anni è stata più volte segnalata come una delle località balneari più belle d'Italia (premiata per diversi anni con le 5 Vele, le Bandiere Blu, il Vacanzometro), poi dell'intera  Europa quando il 14 gennaio 2007 sul sito del TIMES ON LINE, la versione elettronica del principale quotidiano Inglese THE SUNDAY TIMES (la versione cartacea in uscita ogni sabato) - è stata stilata e pubblicata una classifica sulle migliori 20 spiagge europee dove trascorre le vacanze, al primo posto si è classificata la spiaggia di Tropea.

Tropea è stata scelta, per il mare turchese, le bianche spiagge intervallate da scogliere, la caratteristica posizione a picco sul mare, i suggestivi palazzi nobiliari e le vie strette del centro storico.
 
Di recente sul sito CreativeFan.com (un network di esperti mondiali che opera nel settore multimediale, con risorse di alta qualità.) è apparso un post in inglese che raccoglie una selezione delle 20 più belle immagini di spiagge idilliache di tutto il globo. Dopo Bohol Beach, sull'Isola di Panglao, nelle Filippine, al secondo posto si piazza la spiaggia di Tropea, premiata per il mare azzurro del Tirreno, la rupe, la spiaggia di sabbia bianca, per i palazzi storici a picco sul mare, per il centro storico....per sua incomparabile bellezza!!

E' possibile ammirare la bellezza di Tropea, attraverso il tour virtuale a 360 gradi, realizzato nel 2004 da Tropea.biz e da un fotografo inglese Gavin James:
http://www.tropea.biz/_tour/tropeatour_fp.htm


oppure mediante la webcam live di Tropea.biz : http://www.tropea.biz/webcamtropea.php

Salvatore Tripaldi
 Oltre al nome e all’affinità geometrica cos’altro accomuna la cittadina del Vibonese alla metropoli americana?
di Vincenzo Pitaro

Filadelfia in Pennsylvania e Filadelfia in Calabria. Tutt’e due accomunati dallo stesso toponimo. Una semplice casualità o un vero e proprio nesso tra la metropoli degli Usa e la cittadina vibonese?
Fino a poco tempo fa, non solo in Calabria ma anche in altre parti d’Italia, erano in molti a chiedersi il perché di questo nome che in greco significa «amore fraterno», richiamando peraltro alla memoria una storica società affiliata alla Carboneria. Quella dei Filadelfi, per l’appunto.
Orbene, si è sempre saputo che a proporre ai regnanti dell’epoca la variazione del nome (da Castelmonardo in Filadelfia) fu un’illustre personalità del luogo, il vescovo Giovanni Andrea Serrao, all’indomani del forte sisma che nel 1783 distrusse completamente l’antico centro abitato.
La motivazione che il Vescovo allegò alla richiesta fu piuttosto densa di significato. Stando a quanto riporta lo storico Forges Davanzati - in un libro dedicato al Serrao, edito da Laterza nel 1937 - il prelato pensò di suggerire il nome Filadelfia «affinché gli abitanti si ricordassero della loro origine greca, rammentassero e imitassero le virtù dei loro antenati e, soprattutto, si amassero come fratelli ed amici, non solo fra di loro, nutrendo sempre lo stesso sentimento verso l’intera umanità». 

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Comuni di Calabria
GAGLIATO - Tutto quello che c’è da sapere: Personalità, Storia, Cultura, ecc.
GAGLIATO
(Provincia di Catanzaro
)
Altezza dal livello del mare: 350 m. – Abitanti effettivi: 500 - Residenti: circa 1000 - Nome abitanti: Gagliatesi
Cap: 88060 – Prefisso tel.: 0967

Sito web ufficiale dei Gagliatesi nel Mondo: Gagliato in the World è stato il primo website gagliatese e a tutt’oggi risulta il più seguito e il più documentato culturalmente. Peraltro, è anche testata giornalistica registrata in Tribunale, come supplemento del quotidiano on line L’altra Calabria (www.laltracalabria.it) diretto dal giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro.

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di Domenico Caruso

Situata su un suggestivo terrazzo naturale, per cinque secoli - dal 1283 al Flagello del 1783 - Terranova Sappo Minulio divenne il centro e il cuore della Piana (variamente definita nel tempo: Vallis Salinarum, Planitiae Sancti Martini, Piana di Palmi o di Gioia Tauro).

La sua importanza ebbe inizio quando il re Carlo I d’Angiò la scelse per la sua particolare posizione strategica al fine di contrastare le conquiste degli Aragonesi. Mentre il campo rimaneva nel piano di S. Martino, il quartiere generale veniva trasferito tra le mura e il castello di Terranova elevata al rango di contea (1305) con primo feudatario l’ammiraglio Ruggero di Lauria.

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Nel panorama dell’offerta turistica con alta valenza culturale, paesaggistica e gastronomica  SAN COSMO ALBANESE  si presenta con una serie di notevoli peculiarità:
Il paese è collocato a 400 m di altitudine tra il mar Ionio e la Sila. Dai vari belvedere si gode una vista superba del mare, della Crista d’Acri e del massiccio del Pollino.  Si tratta di una comunità arbëreshe (italo­albanesi) che conserva gelosamente lingua e tradizioni.
Le funzioni religiose si svolgono secondo il rito bizantino in greco e in albanese.  Il Santuario dei SS. Cosma e Damiano, meta di continui pellegrinaggi, è interamente decorato in stile bizantino con mosaici e affreschi che costituiscono un completo ciclo catechetico.

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STORIA:
Si vuole che questo paese avesse ospitato, nel VI sec. a.C., nientemeno che Pitagora; anzi il Toscano, nella Storia di Oriolo afferma che ciò non deve fare meraviglia perché questa terra era allora "florida, deliziosa, ben forte ed amena...". Il primo nucleo abitativo sorgeva sul Pianoro di Menzinara ove sono stati rinvenuti resti di una necropoli preromana. C’è chi opina che l’insediamento venne abbandonato in seguito alla battaglia che vide Pirro insieme con i Tarantini, contrapposto ai Romani nella vicina Eraclea (Policoro).

Dagli scavi effettuati sono venuti alla luce numerosi reperti di un certo pregio tra i quali spicca il tesoretto di Montegiordano, un cofanetto pieno di monete doro conservato nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Nel 1645 a causa delle incursioni turchesche, la comunità rivierasca venne abbandonata e, per volere del marchese di Oriolo, Alessandro Pignone, fu riedificato il nuovo paese in una località chiamata Calopardo.

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Fra le notizie storiche ed economiche, Davoli può essere incluso nei comuni più fiorenti del passato e della Calabria:

- una era quella dell'allevamento del baco da seta. Per la grande quantità, il bozzolo si misurava in tomoli e vi erano delle famiglie che dalla propria industria ricavavano fino a 70 tomoli di bozzolo pari a 954 kg;

- un'altra era quella dell'estrazione del quarzo, i cui giacimenti si trovano nella località "Trono ". I contadini la chiamavano "terra bianca". I chimici ed i geologi si accorsero che si trattava di una consistente lente quarzifera, e le analisi eseguite dai professori Rebuffat del politecnico di Napoli ed Higler e Kramer di Berlino, accertarono trattarsi di qualità purissima, senza ferro. Nel 1935 si cominciò lo sfruttamento industriale dei giacimenti. A scoprire il minerale era stato nel 1930 l'ing. Bruno Misefari, il quale con alcuni industriali romani costitui la "S.p.A. Davoli Quarzo e Silice". Si estraevano 30.000 ton­nellate di minerale all'anno, con una teleferica lunga 3 km, raggiungeva la stazione ferroviaria di Satriano, da dove, con i trenini della Calabro-Lucana, veniva portato agli stabilimenti di macinazione e da qui veniva spedito per il centro ed il nord Italia. I migliori acquirenti erano il laboratorio di precisione dell'esercito di Roma, la società Venini di Murano e la Richard Ginori. Alla fine della guerra, per vari motivi, la società entrò in crisi e fu costretta a chiudere. Di quarzo ce n'era e ce né ancora: bisogna trovare il modo per utilizzarlo, magari sfruttandolo e lavorandolo in loco, creando delle industrie del vetro e della ceramica.

Davoli, 10 febbraio 2008

Come arrivare a Rocca Imperiale

Strade: A3 uscita Sibari - SS 534 - SS 106 fino a Rocca Imperiale Marina - Provinciale fino a Rocca Imperiale (centro)

Treni:
FS a lunga percorrenza stazione di Rocca Imperiale marina

Autobus: Da Cosenza, Bari, Roma

Aeroporto:
Bari e Lamezia Terme
 

Piatti tipici
Tradizioni culinarie di mare e montagna si incontrano a in un connubio esemplare. Si fa largo uso di pesce, in particolar modo, i rocchesi prediligono gamberi, seppie fritti e arrostiti e il bianchetto salato (segue ricetta). Si consumano abbondantemente verdure, esempio la maiatica (segue ricetta) e carni. Continua l'antico rito dell'uccisione del maiale: in inverno, infatti, si preparano salsicce e soppressate. Dolce tipico del luogo sono il pan di spagna (a base di farina, uova e zucchero), chiamato a pitta duce, dessert augurale in varie occasioni festive ma soprattutto per le nozze.


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Rocca Imperiale
CAP:  87070
Prefisso:  0981
Comunità montana: Alto Jonio (sede a Trebisacce)
Le strade:  Via Taranto, corso Vittorio Emanuele, via Mare (marina). piazza Mancini, piazza Monumento


 
 

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LA CUCINA
Ospitalità, calore e genuinità degli alimenti regnano nelle cucine riacesi. Nelle saporite pietanze si incontrano la cultura contadina e i prodotti di mare che si traducono in felici combinazioni di pesce, verdure e legumi. Prodotti semplici ed essenziali come legumi, pasta fatta in casa con farina di grano locale, salumi e formaggi si assaporano con un bicchiere di buon vino dal colore rosso intenso. Anche i dolci sono molto gustosi soprattutto quelli preparati durante le tradizionali feste che colorano le fredde giornate dell'anno


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Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato:
 


Si ringrazia il Circolo Culturale Vivarium per aver riconosciuto e premiato Calabresi.net con il Peperoncino D'Oro con la seguente motivazione:

"Per l'impegno e la dedizione con cui promuovono l'immagine della Calabria nel Mondo. Per mantenere vive le tradizioni della nostra terra, proiettata verso la modernizzazione
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