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In Italia, soprattutto in Calabria e gran parte del meridione, l’olio d’oliva viene praticamente usato dappertutto. Non c’è piatto italiano dove non sia stata utilizzata una quantità anche minima di olio di oliva.

L’olio di oliva deve essere extravergine altrimenti non è olio, di questo sono d’accordo i medici, i sommelier, i gourmet, ma soprattutto chi, l’olio, lo sa fare. Purtroppo però, l’olio extravergine di oliva nonostante faccia parte della nostra cultura gastronomica, rimane, per la maggior parte delle persone, un illustre alimento sconosciuto e largamente sottovalutato.

Ma quanto, veramente conosciamo l’olio extravergine di oliva?
Ecco che nell’anno 2000 nasce, dall’idea di un frantoiano calabrese con la passione dell’olio e del frantoio, il portale FrantoiOnline.it, dove al suo interno ci sono delle utile guide che ci fanno capire cosa scegliere quando siamo davanti alle bottiglie di olio d’oliva, il suo legame con il territorio, le tradizioni, la nostra salute e come utilizzarlo al meglio. 
L’origano di Gagliato? Ha un profumo unico e inconfondibile. Si differenzia di gran lunga da quello che si trova in ogni altra parte della regione, per il suo intenso profumo di spezie e per le molteplici proprietà e indicazioni. Sono in molti a sostenerlo. Per iniziativa di alcuni studiosi canadesi, peraltro, l’origano di Gagliato è stato oggetto di importanti ricerche a causa della sua ricchezza di principi curativi per l’apparato respiratorio. I risultati ottenuti sono piuttosto soddisfacenti.
Il video mostra un esempio pilota di riqualificazione di un villaggio a Brattirò di Drapia (VV), attraverso l'antica tecnica del costruire in terracruda. L'esperimento è stato registrato durante l'estate 2002
Nota sui mari di calabria con specificato i dati su: costa balneabile e tratti di divieto di balneazione di tutti i comuni della regione, (confrontati con quelli delle altre regioni italiane),e le preziose specificità geoambientali di coste e mari. Specificità e dati (non sottovalutati all'estero ma) ignorati o comunque non in calabria.
I grafici contenuti nella stessa nota, elaborati con i dati del ministero della salute, sono parte del Rapporto 2009 sullo stato di salute dei mari che sarà presentato a conclusione della stagione balneare.

Scarica la nota sui mari di Calabria


Mario Pileggi
Cosenza – La Calabria è la seconda regione per produzione di olive ed olio in Italia. L’olivicoltura calabrese si estende su una superficie di 217.000 ettari circa, dislocati prevalentemente nelle aree collinari e pedocollinari dei versanti jonico, tirrenico e delle zone interne.

L’impostazione colturale produttiva è basata su sistemi ancora tradizionali, legati anche alle ridotte dimensioni e alla eccessiva frammentazione delle aziende. In alcune realtà si notano rilevanti sforzi di meccanizzazione delle operazioni di raccolta. Il fine è quello di migliorare gli aspetti qualitativi della produzione olearia.

LE CIFRE

L’olivicoltura calabrese è così suddivisa:
Coltura specializzata: 176.000 ettari
Coltura promiscua: 41.000 ettari
Quasi duecento palermitani si curano con l’aloe, questa è una pianta comunissima in Sicilia e tutto il sud Italia in quanto essa cresce all’aperto per tutta la stagione dell’anno. Il caso (a caratteri cubitale su una rivista) ha nominato questa pianta grassa come “pianta anticancro”. La testimonianza viene data da un frate di Betlemme che avrebbe usato un elisir fatto con foglie di questa pianta. I primi esperimenti sono iniziati, gli esperti, però, invitano tutti alla massima prudenza. Il frate a cui bisogna essere riconoscenti si chiama Padre Romano Zago.

Allo scopo di diffondere questa “medicina” (che medicina non è), è stata istituita un’associazione con un Centro Nazionale (Centro Mater Dei) dove garantire la distribuzione dell’Aloe e di ogni consiglio necessario a seconda delle casistiche; è desiderio che sia Casa di tutti perché gratuitamente hanno ricevuto e gratuitamente vogliono dare. Questa iniziativa, senz’altro andrà a toccare gli interessi economici di molti, ma non può andare controcorrente coi principi di carità e povertà del frate Padre Romano Zago.
Sul quotidiano “Vita Trentina” del 25 marzo 1979 a Trento pubblicai questo articolo spiegando che nei dizionari di botanica terapeutica di allora, l’agave non compariva.

Lunghe esperienze personali ed il riconoscimento di molti malati a Trento (una cinquantina di persone nei primi mesi di quell’anno) dimostrarono che questa pianta cura rapidamente le forme reumatiche.

Pianta di per sé tipicamente tropicale, l’agave prospera anche nelle zone mediterranee (a San Sostene ara timpa e Lurzi ed a Davoli ara sagghjùta e Manòzzulu). Nel Trentino la troviamo con frequenza nelle serre e nelle case private quale pianta ornamentale. Nel terreno di casa mia a San Sostene Marina, possiedo una pianta di agave di enormi proporzioni ed altre piccole di colore giallo-verde o solo verdi.

All’aperto si incontra in climi miti come la Conca di Arco ed il lago di Garda. L’agave possiede foglie ampie e carnose con aculei pungenti in superficie. Dove fiorisce, presenta una efflorescenza gialla a forma di pannocchia.

E CENTENARIO TERREMOTO-TSUNAMI DI REGGIO CALABRIA E MESSINA


CAUSE RECENTI E REMOTE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO E
MITAGAZIONE DEGLI EFFETTI DEGLI EVENTI NATURALI
di Mario Pileggi (*)
Il 2008 proclamato “Anno Internazionale del Pianeta Terra” da parte dell’ONU, coincide col centenario del terremoto-tsunami che rase al suolo Reggio Calabria e Messina, il più disastroso evento naturale degli ultimi cento anni dell’intero Mediterraneo.
Questa significativa coincidenza di eventi, invece di favorire il moltiplicarsi delle iniziative attivate in ogni angolo del Pianeta con scienziati, cittadini, politici ed educatori impegnati a dialogare sulla fragilità e vulnerabilità del nostro pianeta, sui notevoli progressi delle Geoscienze e, quindi, sul come applicare questo potenziale di conoscenze per il bene dell’umanità e lo sviluppo sostenibile, purtroppo, in Calabria è ignorata o non considerata.


DALLA CALABRIA LA PREZIOSA MATERIA PRIMA DEI SERVIZI REALI DI PORCELLANA, OGGI AL QUIRINALE
di Mario Pileggi (*)

Negli ultimi decenni del XIX secolo, l’ing. Emilio Cortese, capo del Corpo Reale delle miniere d’Italia, nel documentare le ricche georisorse della Calabria, tra l’altro, scrive: “Nei dintorni di Parghelia, in provincia di Catanzaro, si sviluppano dei grossi filoni di pegmatite, che furono e sono oggetto di una grande industria.
LE IDENTICHE MINIERE DI RAME ALLE DUE ESTREMITÀ NORD E SUD DELLA PENISOLA
La grande disponibilità di Giacimenti, anche di oro, e le antiche miniere per la crescita del turismo e dell'occupazione in Calabria.
di Mario Pileggi (*)

I cedri del Tirreno in Israele per la festa ebraica del Sukkot

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Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

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