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Salute & Benessere

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di Vincenzo Pitaro
Un appuntamento all’insegna della Nanotecnologia applicata alla medicina. Una giornata davvero straordinaria per Roccella Jonica.
Su iniziativa della locale Fidapa, presieduta dalla dottoressa Caterina Franco Saraco, lo scienziato Mauro Ferrari, dell’Università di Houston, ha tenuto presso la sala conferenze del Convento dei Minimi, una «lectio magistralis» sulla «medicina del Terzo millennio», la biotech che in futuro potrebbe dire addio al vecchio bisturi.
L’incontro è servito ad illustrare l’evolutivo percorso scientifico sui cosiddetti «nanofarmaci intelligenti», con il compito di sensibilizzare anche il paziente, specie se si tiene conto che allo stato attuale, in Italia (ad eccezione di qualche sporadico caso) questo tipo d’intervento «soft» sembra ancora piuttosto lontano da un decollo definitivo, proprio a causa della scarsa informazione che i cittadini hanno in questo settore. 
di VINCENZO PITARO
Anni fa, quando lo scrittore e giornalista americano Paul Johnson scrisse che entro il Duemila sarebbe cominciata l’invasione dell’Europa da parte di migranti provenienti soprattutto dal Medio Oriente, Africa, Asia e dai paesi balcanici, pochissimi in Italia ci credettero.
«Fantastoria», disse addirittura - con stile lapidario - un ministro al Tg1.
Oggi, guarda caso, non solo tutti riconoscono che Johnson aveva ragione, ma ammettono finanche che il flusso degli immigrati è destinato ad aumentare e che è assolutamente irrealistico aspettarsi una tregua o una diminuzione degli arrivi. I grandi sociologi, i diplomatici, gli esperti delle Nazioni Unite sostengono che il fenomeno migratorio intercontinentale è in forte crescita, sebbene l’Europa sia ancora ben lontana dall’avere una società multirazziale, più o meno come quella degli Stati Uniti.
REGGIO CALABRIA - Allo scienziato Mauro Ferrari il «Pericle d’Oro 2010». Lo ha deciso la giuria del Premio che, giunto ormai alla sua XXIV edizione, si tiene a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria. Il premiato (padovano di nascita ma dal 2007 anche cittadino onorario di Gagliato) è uno dei maggiori esperti a livello mondiale nella Bio e Nanotecologia. Professore di medicina molecolare all’Università di Houston (nel Texas), di ingegneria nello stesso ateneo e alla Rice University, ha collaborato con l’Università «Magna Grecia» di Catanzaro. Già «perimental therapeuties» all’M.D. Anderson Cancer Center (il centro oncologico numero uno degli Stati Uniti), è anche consulente della Nasa.
MILANO - Il principio attivo di una pianta, che cresce spontaneamente in Calabria, è sotto studio da pochissimo tempo di un team di ricercatori statunitensi. Questa molecola, associata all’Olio di semi di Borragine, a svolgere una benefica azione sull’ipertensione sarebbe in grado di proteggere adeguatamente le pareti arteriose e, in più, avrebbe la proprietà di staccare finanche le placche di colesterolo dall’interno dei vasi sanguigni di groppo calibro.
Le piante officinali, si sa, nella stragrande maggioranza dei casi, riescono a dare - soprattutto ai primi stadi - risultati piuttosto soddisfacenti contro l’ipertensione, evitando così di dover ricorrere all’uso dei medicinali di sintesi chimica. Negli stadi più avanzati, invece, specie dopo lunghi periodi di terapia farmacologica, si possono associare ai farmaci come terapia di sostegno.  
Fitoterapia e Aromaterapia alla base della moderna medicina
di VINCENZO PITARO
Dice un aforisma greco: «Prima la parola, poi la pianta e solo in ultimo il coltello». Parole veramente sante. Alcuni medicinali di sintesi chimica, infatti, altro non sono che dei veri e propri «coltelli» che si potrebbero evitare ricorrendo saggiamente alla parola (psicoterapia) o alle piante medicinali (fitoterapia) dalle quali deriva anche l’aromaterapia, che letteralmente significa «cura delle malattie attraverso gli aromi».
Sembrerà una verità scontata, ma la cosa migliore, in primo luogo, è senza dubbio quella di condurre una vita sana e di alimentarsi in modo completo e corretto. La regola fondamentale è questa e non potrà mai essere soppiantata né dalla medicina cosiddetta alternativa, né da quella convenzionale. Noi, in sostanza, siamo ciò che mangiamo.

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