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Sistema Calabria e sviluppo economico

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Nelle regioni del sud molti ragazzi, appena diplomati, ancora oggi decidono o vengono indotti a studiare giurisprudenza, ingegneria, medicina, architettura, economia e tutte quelle facoltà che si definiscono di prestigio. Questo avviene da almeno 40 anni.

Le statistiche dimostrano che per chi, nei prossimi anni, si laureerà nelle suddette facoltà sarà difficilissimo trovare un posto di lavoro, oramai si è giunti alla saturazione. A lavorare saranno solamente i soliti raccomandati a cui verrà creato un posto su misura, o i meritevoli, però costretti a dimostrare il loro valore lontano dalla loro terra. Come potrà mai avere uno sviluppo il sud se facciamo andar via le persone capaci?
(Fonte: ANSA) ROMA - Al sud cresce la zona grigia della disoccupazione che raggruppa scoraggiati e lavoratori potenziali: 95 mila persone in più lo scorso anno. Secondo il rapporto Svimez, dal 2004 al 2008 "i disoccupati impliciti e gli scoraggiati sono aumentati di 424 mila unità". "Considerando anche questa componente, - dice ancora lo Svimez - il tasso di disoccupazione effettivo del sud salirebbe a oltre il 22%", è scritto nel Rapporto. Nel 2008 - afferma ancora lo Svimez - i disoccupati sono aumentati più al centro-nord (+15,3%) che al sud (+9,8%). Il tasso di occupazione nel Meridione è sceso al 46,1%.: gli occupati sono cresciuti al centro-nord di 217 mila unità, mentre sono scesi di 34 mila nel Mezzogiorno. Nella classe di età che va dai 15 ai 24 anni la disoccupazione è arrivata al 14,5% al centro nord e al 33,6% al sud, dove sono cresciuti anche i disoccupati di lunga durata (sono il 6,4% del totale, erano il 5,9% nel 2007). All'Italia spetta il non invidiabile primato del tasso di disoccupazione giovanile più alto in Europa, di cui è responsabile soprattutto il Mezzogiorno. Nel 2008 - sempre secondo il Rapporto - solo il 17% dei giovani meridionali tra i 15 e i 24 anni lavora contro il 30% del centro-nord.
Lince incontra le aziende calabresi a Lamezia presso le Cantine Statt.

Giovedì scorso, nell’incantevole cornice della Tenuta Statti, fra ulivi secolari e botti di rovere, Lince, azienda leader nel settore delle informazioni economiche, unica agenzia italiana di rating riconosciuta ECAI da Banca d’Italia, ha incontrato le aziende calabresi.

L’incontro, fortemente voluto da Michele Giampà, punto di riferimento Lince in Calabria, ha trattato il tema. ‘Lo stato di salute delle PMI e nuovi strumenti per affrontare il rischio d’insolvenza’.

Nel suo intervento introduttivo, Napoleone Marano, manager Lince, ha sottolineato come in un mercato sempre più complesso con scenari in continua evoluzione, debbano necessariamente evolvere anche gli strumenti utilizzati dalle aziende per tutelarsi e rimanere competitive.
(Fonte: ANSA) ROMA - "Al Sud c'e un'idea di abbandono spaventosa, una situazione disperata. Mi sembra un pezzo dell'Italia buttato in mezzo al mare": è questa l'immagine che il regista Mimmo Calopresti, calabrese di nascita, utilizza per commentare le cifre dello Svimez sull'emigrazione al Sud. "E' vero che c'é una spaccatura profonda - aggiunge Calopresti che sta lavorando ad un film ispirato al libro 'Uno per tutti' di Gaetano Savatteri, proprio sulla "ricerca di felicita" degli immigrati -.

C'é poco investimento nell'economia e anche nella cultura e chi vuole fare cose importanti non trova il modo e quindi va via. C'é stato un momento in cui in molti hanno creduto che era meglio restare lì per poter migliorare la situazione. Ma quando vedi che niente cambia, decidi di andartene. Quando torno in Calabria incontro molti ragazzi volenterosi e con la voglia di conoscere. A loro do solo un consiglio: un volo per New York costa meno di un biglietto per Milano.

Questo è un sud che invece di chiedere è pronto a dare.". Cosa si può fare nell'immediato? "Bisogna modernizzare il Sud, ma anche tutto il Paese. Tutti parlano di Internet, in America Obama ha vinto le elezioni con la Rete, invece qui siamo indietro. Internet non è solo Facebook, il divertimento, è un'opportunità che va sfruttata per mettere insieme delle persone e farle dialogare professionalmente, senza che ci sia il bisogno che vadano via".
Fonte: ANSA

In questi giorni la Svizzera sta panicando di fronte all’eventualità di figurare nella «lista nera» dei cosiddetti «paradisi fiscali» che dovrebbe essere approvata dal G20 durante il vertice che si terrà a Londra il prossimo 2 aprile.

Per alcuni leader politici di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania non c’è alcun dubbio, per altri leader europei «è molto probabile» (Nicolas Sarkozy), per altri «non sembra» (Silvio Berlusconi) che la Svizzera debba essere inserita in quella lista.

E’ interessante notare che, tra i grandi leader politici europei, a non aver dubbi sulla serietà del sistema fiscale svizzero è solo Silvio Berlusconi, probabilmente per aver sperimentato che di fronte ad accuse pesanti di frode fiscale, la Svizzera non nega la sua collaborazione fornendo ampia collaborazione. «Per quanto ne so – egli ha detto recentemente - la Svizzera è sempre stata aperta ad offrire informazioni quando le sono state richieste».

La Svizzera ufficiale, governo e partiti politici, si difendono e non sono per nulla intenzionati a fare da capro espiatorio per le deficienze del sistema finanziario internazionale che ha le principali sedi fuori della Svizzera, soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

 

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