A PROPOSITO DELL’AGRITURISMO SAN NICODEMO SULLA LIMINA

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Quella famiglia, quel gruppo di turisti, che trova la forza per decidere di lasciare per un giorno o per qualche giorno il solito bel mare;Quella famiglia, o quella comitiva di turisti che dopo un anno di lavoro stanno godendo della meritata vacanza e, come spesso succede, si ritrovano al mare, ove, però, oltre al naturale bagno, si prendono anche il bagno di folla;Quella famiglia, o quella comitiva di turisti che, poi la sera, gustano la buona pizza, il pesce e le altre specialità che vengono loro serviti da accaldati e “accelerati” camerieri che con buona volontà si districano tra i vari tavoli occupati da altre famiglie e altri gruppi di turisti che come loro pensavano di trovare più pace;

Quella famiglia, quel gruppo di turisti, adesso, devono sapere che, SI”, possono trovare quell’oasi di pace incastonata in una cornice ove gli occhi possono godere del verde dei cespugli della macchia mediterranea o godere della maestosità e frescura dei lecci, abeti, pini, faggi, querce, sugheri che adornano l’Aspromonte, magari seduti comodamente sui terrazzini o nell’aia dell’Agriturismo San Nicodemo.

Se poi, oltre a volersi godere il sole asciutto, “stirato” sulla pelle dal venticello tipico dei mille metri d’altezza intinto dell’odore dei Due Mari, si avesse la voglia ( e la voglia, vi assicuriamo prende ) di aspettare la sera per la cena, o anche, di arrivarci apposta per essa, allora prima di rimettersi in auto per ritornare ai propri lidi, siano essi i posti ove si sta villeggiando o le varie località calabresi ove si risiede, allora si potranno ascoltare (sensazione profonda e indicibile) non solo i richiami di uccelli notturni, ma soprattutto i dialoghi segreti che gli alberi attraverso le loro foglie intessono in un’armonia di suoni e silenzi quasi a non voler disturbare, ma anzi ad accompagnare i nostri stanchi pensieri, come i cipressi di carducciana memoria.

Qui in questo habitat coesistono distanziati da un centinaio di metri IL SANTUARIO DI SAN NICODEMO risalente ai primi anni del Millennio scorso e sul quale ci dilungheremo in un successivo scritto, e l’AGRITURISMO SAN NICODEMO, curato con grande dedizione e ricercatezza dal sig. Vincenzo Callà, ove accanto alla possibilità di godere di un pernottamento, il menu offre vere e proprie prelibatezze, frutto, ci si accorge, di una estrema ricercatezza e accuratezza in cucina prima, e di una presentazione nei piatti assolutamente di prim’ordine servita da un personale che si dimostra sempre presente, attento, vigile ma non invadente.

A questo punto, vorremmo gustare la pasta al sugo di cinghiale o il delicato risotto ai porri e agli asparagi per arrivare alle altre specialità, ma così non daremmo, fin da adesso, quelle necessarie indicazioni stradali che servono per arrivarci. Per cui, ahinoi facciamo finta che già ci siamo alzati dal tavolo e che ci troviamo di fronte a Debora, nel suo attrezzato e accogliente angolo bar, ove accanto a una gentilezza innata e a un garbo non comune ci delizia con un buon caffè.Ecco come arrivare in questo angolo di natura incontaminata, immerso nel Parco Nazionale dell’Aspromonte:


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L’agriturismo San Nicodemo raggiungibile con estrema facilità dallo svincolo LIMINA (punto A), situato a metà della Strada di Grande Comunicazione Tirreno-Jonio SS682, ossia ROSARNO-GIOIOSA JONICA MARINA, si prosegue per la strada che porta al Passo del Mercante (punto B) e da qui indicato da apposita segnaletica si segue la strada che porta all’Agriturismo San Nicodemo (punto C), dove sorge in un territorio frequentato dalla più remota antichità (onde il vicino Santuario di San Nicodemo – punto D) e la presenza di “sassi” e vestigia che sono ammirati dai visitatori e studiati dagli archeologi. La serenità del cielo, il clima temperato e l’intensità dell’insolazione offrono anche al visitatore di passaggio la possibilità di trovarsi in un posto veramente unico dentro un ambiente affascinante e riposante. I contrafforti che si distaccano dalla catena dell’Aspromonte, gli scorci panoramici, il mare Jonio a vista e il Tirreno che tu, per forza, immagini là, dietro la “siepe” del Monte costituiscono un’attrazione di prim’ordine per qualsiasi persona e per ogni categoria di turisti.

Anche se a questo punto, la gente “sazia” di queste meraviglie naturali, potrebbe mandare in crisi tutta l’organizzazione sapientemente orchestrata dal sig. Vincenzo lasciando in cucina tutto il ben di Dio che vi è preparato, noi, da parte nostra, si tranquillizzi il sig. Callà, riteniamo che questo non avverrà e suggeriamo di non privarsi di tutte quelle delizie che peraltro, spesso vengono preparate al momento. In fondo, anche gli Dei non sapevano rinunciare al loro nettare!

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