Oltre gli auguri per l’arrivo del nuovo anno – Capodanno Calabrese

Come di consuetidine per molti Calabresi, ogni anno a Dicembre, si prepara l'arrivo delle festività con molto interesse ed umile impegno al fine di per poter riunire nelle proprie abitazioni un modesto numero di familiari.

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Il grande senso di ospitalità che caratterizza gli abitanti di questa terra, raggiunge la sua massima espressione proprio in questo periodo, infatti, i giorni della Vigilia della Santa Natività, il giorno del Santo Natale, il giorno di Santo Stefano, il giorno di Capodanno ed infine la Giornata della Befana, rappresentano effettivamente la grande manifestazione, in cui ogni famiglia può esternare i valori delle tradizioni calabresi più profonde.

Per i numerosi cenoni che le famiglie affrontano in queste giornate, si invitano alla propria tavola un indifferente numero di parenti ed amici. E' questa l'occasione in cui durante l'intero anno ci si ritrova con delle persone che in genere abitano a breve distanza, ma nonostante questo, le dure giornate di lavoro fanno sì che l'incontro è raro.

Gli invitati raggiungono i luoghi della tavolata che vanno dalla sala più ampia ed elegante della propria casa fino ai più disparati spazi che le famiglie dispongono (cantine attrezzate, casali rurali, villette, cascine ed anche edifici ancora in costruzione equipaggiati per l'occasione con barbecue per grigliate, forno a legna e tanto altro).

Seduti a fianco o difronte, in queste tavolate troviamo i familiari più stretti (anche emigrati), gli amici, i vicini, i colleghi e chissà quanti altri; in effeti il Calabrese non ha mai preparato e/o pensato di organizzare inviti per categoria; è difficile venire a conoscenza che tradizionalmente l'invito è stato esteso solo a colleghi, a parenti o ad amici; sono stati sempre invitati tutti, anche chi, passando per caso all'ultimo minuto da questa tavolata, poi ha varcato la soglia di casa solo alla fine della cena.

Ma proviamo ad immaginare l'organizzazione della cena di Capodanno, come è possibile che nella maggior parte dei casi solo due persone, cioè la donna di casa ed il capofamiglia riescono ad affrontare una cosi imperterrita preparazione?

Questo dono ancora presente, in molti Calabresi, è stato ereditato dai propri antenati, quando il nucleo familiare era composto da un numero compreso in media tra 8 e 15 componenti, ed in questi termini la competenza e la responsabilità portavano ad un incremento dell'abilità nel crescere i propri figli ed assolvere tutti i compiti di vita quotidiana.

In un discorso ai Vescovi Calabresi, il Papa Giovanni Paolo II° in visita "AD LIMINA APOSTOLORUM" il 10 dicembre 1981 pronuciò:

".....Oggi ho la gioia di stare in mezzo a voi, Vescovi di una terra ricca e generosa come la Calabria.

Ricca, dal punto di vista della natura, di sole, di aria, di luce, di cielo, di mare. Ricca, dal punto di vista umano e religioso, di bontà di cuore, di generosità, di senso di ospitalità, dei grandi valori spirituali e cristiani, soprattutto dei grandi affetti della famiglia, ancora unita, solidale, numerosa.
Una terra di tradizioni religiose, dove diffusa e sentita è la devozione alla Madonna, e numerose sono state sempre le vocazioni sacerdotali e religiose, offerte generosamente a servizio anche di altre regioni d’Italia e del mondo......."
.

Come sottolineava l'amato Santo Padre Giovanni Paolo II°, la Calabria ha una ricchezza naturale sostenuta dalla generosità, dall'ospitalità, dai valori spirituali, dall'unità dei nuclei familiari solidali e numerosi; ricchezza definibilmente invidiabile da altri paesi che solo con politiche sociali e culturali serie, si può ancora pensare di tramandarla alle future generazioni.

Oggi le famiglie non sono più numerose come lo erano più di 50 anni fa, ma risultano ancora più cospicue di altre regioni d'Italia. Ma anche se la famiglia ha costantemente perso numerosità, la capacità di tenere unite tante persone, specialmente in occasioni come il cenone di Capodanno non è stata ancora estinta.

La donna di casa (un po meno del capo famiglia), a Capodanno come spesso accade durante l'anno si riveste di un ruolo di coordinatrice, è lei la principale responsabile dell'organizzazione della festa, è lei che incarica i suoi aiutanti, è lei che addobba la tavola e gestisce la preparazione delle portate, è lei che sta sempre davanti ai fornelli, è lei che si preoccupa dei bambini e dei malati, è lei che acquisisce le critiche ed i complimenti.

Davanti alla scenografia di una tavolata cosi ricca di pietanze, numerosa di affetti familiari e di persone generosamente umili, si ritrae il proseguimento di una festa che spera di lasciarsi alle spalle un vecchio anno con tutti i suo problemi e le sue difficolta di vita quotidiana.

Si raggiunge la mezzanotte ancora numerosi, con la voglia di stappare quella bottiglia dal contenuto pregiato, rimasta in evidenza per tutta la cena, come se fosse posizionata sul podio più alto, dove in molti alla loro vista si chiedono, "...ma basterà per tutti???".

Quando le lancette scoccano la mezzanotte ed il tappo della famosa bottiglia si lancia a scontrasi con il soffitto, sfuria la gioia di tutti con tanti baci e abbracci, accompagnati dall'augurio di un anno migliore. Proprio in questi momenti si realizza un atmosfera di pura serenità ed infinita tranquillita da un sapore ideale, che se un commerciante la potesse immagazzinare la rivenderebbe a fior di quattrini per servirsene durante il corso dell'anno.

Con la vostra mente proietttata su questa atmosfera, lo staff di Calabresi .Net vi ricorda che il Capodanno non è solo un saluto al vecchio anno ed un augurio al nuovo, ma anche un motivo di raggruppamento e di rafforzamento fra i sentimenti di tutti ed infine è anche una buona occasione per rimarcare i valori che fino ad oggi ci sono stati trasmessi.

Con questi versi e con poche parole vogliamo Augurare a tutti un Felice e Roseo 2007.

A cura di Paolo Barbalace - Calabresi. Net

2 Comments

  1. Geo
    A rrobba è giusta quandu resta..
  2. Geo
    A rrobba è giusta quandu resta..

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