Come eravamo negli anni della guerra

Il 2° conflitto mondiale visto da cinque autori calabresi

E’ una guerra al passato remoto, fortunatamente, quella narrata da cinque autori calabresi. Un passato che per suggestioni descrittive, ricchezza di documentazione e rigore storico emerge dalle pagine dei loro libri quasi con la stessa forza emotiva delle tragedie belliche del nostro tempo.

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Il palcoscenico comune su cui si avvicendano persone e avvenimenti è la Calabria dello scorso conflitto mondiale.

Giovanni Le Pera (“C.Zeta 40”, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1985), Filippo Bartuli (“Le incursioni aeree anglo-americane del 1943 su 60 città e località calabresi”, Mapograf, Vibo Valentia, 2002), Agazio Trombetta (“Reggio, ricordi? 1940-44”, Tipografia De Franco, Reggio Calabria, 2003); Giuseppe Marcianò (“Operazione Baytown. Lo sbarco degli Alleati in Calabria”, Città del sole, Ravagnese, 2003) e Giulio Grilletta (“KR 40-43. Cronache di guerra”, Pellegrini, Cosenza, 2003) si direbbe che si siano messi d’accordo per ricostruire, ognuno nel proprio ambito provinciale, gli eventi bellici verificatisi sul suolo calabrese e nelle acque prospicienti le coste della nostra regione.

Le Pera, infatti, si occupa di ciò che accadde a Catanzaro (provincia all’epoca comprendente anche i territori delle nuove province di Crotone e Vibo Valentia); Bartuli prende in considerazione Vibo Valentia; Trombetta e Marcianò Reggio Calabria; Grilletta Crotone.

In realtà nessuno degli autori ha scritto il suo libro secondo un piano editoriale concordato con gli altri. Si può affermare, semmai, che il comune desiderio di ricostruire le vicende belliche locali, concretizzandolo in un ristretto arco di tempo, è coinciso con la tendenza, manifestata in questi anni anche da altri autori italiani, a far chiarezza su fatti e personaggi che, benché appartenenti ad una storia assai recente, erano rimasti terreno ancora in gran parte inesplorato.

Non è azzardato dire che oggi la seconda guerra mondiale è storicamente e intellettualmente di moda. Al di là della prevalente “provincialità”, tutti gli autori – chi più, chi meno – si preoccupano di legare gli avvenimenti locali a quanto succedeva in altre parti della regione, dell’Italia o dello scenario bellico internazionale. Nel libro di Bartuli, ad esempio, ai bombardamenti sull’aeroporto militare di Vibo vengono affiancati quelli su molti altri centri calabresi.

E nel libro di Grilletta le missioni aeree alleate contro Crotone – principale obiettivo sulla costa ionica calabrese – vengono descritte con ampi riferimenti all’organizzazione delle stesse nelle basi di Malta e del Nord Africa. Capire cosa pensava e come agiva il nemico di allora è essenziale per ogni lettore appassionato di storia che voglia studiare gli avvenimenti non solo attraverso un punto di vista nazionale. “KR 40-43”, al riguardo, si rivela un testo pressocchè unico nel suo genere. Vi compaiono i rapporti ufficiali delle incursioni della Royal Air Force e si arriva a presentare la composizione degli equipaggi degli aerei britannici e persino le foto dei piloti nemici che vennero a bombardare il porto e lo stabilimento chimico Montecatini di Crotone nell’estate 1941.

Altrettanta meticolosità storica, frutto di una paziente ricerca negli archivi dello Stato e negli archivi militari nazionali ed esteri, si evince dalla lettura dello sbarco alleato in Calabria del 3 settembre 1943. Marcianò fa risaltare l’inadeguatezza del dispositivo militare italiano contro le preponderanti forze nemiche impiegate per l’assalto alla Penisola e altrettanta inadeguatezza, spesso sconfinante nell’impotenza, traspare dalla cronaca drammatica dei martellanti bombardamenti su Reggio Calabria efficacemente resa da Trombetta.

La popolazione civile è la principale vittima della guerra portata sui cieli della Calabria. I ricoveri antiaerei, non sufficienti per tutti e non di rado improvvisati, si trasformavano a volte in tombe per coloro che cercavano una protezione sicura. Le Pera riesce abilmente a descrivere le vicissitudini della popolazione catanzarese sotto le bombe dell’agosto 1943. Altri tempi, ma sempre vividi nella memoria di quanti hanno patito miseria, lutti e devastazioni e sono tra noi, ancora in vita, per testimoniare alle nuove generazioni la realtà disumana di tutte le guerre.

G.G.

Nelle foto le copertine dei libri dei cinque autori calabresi.

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