La Calabria, il fanalino di coda dell’Europa

I più autorevoli indicatori economici segnalano che la Calabria è a rischio marginalità. Siamo gli ultimi in Italia a causa di un utilizzo insufficiente delle risorse più importanti: quelle naturali, ambientali e storico-culturali dei centri montani e costieri, che rappresentano reali fattori di sviluppo, di attrazione di flussi turistici, di creazione d’impresa e di nuovi posti di lavoro.

[GARD]

Ultimi nella qualità di investimento delle risorse dei fondi strutturali comunitari. Ultimi per qualità della vita della popolazione e per l’utilizzazione di risorse umane, con una rilevante presenza di profili professionali ad alto livello di scolarizzazione, sempre più attratti da una massiccia e consistente emigrazione verso il Centro-Nord, che sottrae capitale umano ai nostri territori e con un tasso di occupazione tra i più bassi d’Europa.

Ultimi, a causa di una scarsa vitalità imprenditoriale, frenata dal peso eccessivo dei costi e dei tempi amministrativi e dalle carenze della strumentazione di sostegno; ultimi, malgrado la strategica posizione geografica, non pienamente valorizzata per l’insufficiente dotazione della rete infrastrutturale e logistica di base; ultimi per l’utilizzo delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalla società dell’informazione, potenzialmente in grado di annullare l’handicap della marginalità e della perifericità territoriale.


Insomma, una situazione di logoramento, di stasi, di immobilismo, che rischia di bloccare lo sviluppo economico futuro e di non suscitare tra i cittadini quelle passioni e quelle mobilitazioni che sono il sale di un’effettiva democrazia.
E in una società debole ed economicamente fragile come la nostra, è necessario estendere e rinvigorire i circuiti democratici per ridare fiducia, stimolare la mobilità sociale, cementare un nuovo senso civico, suscitare una larga ed ampia democrazia partecipata, rompere il circuito della stagnazione, spezzare il degrado morale e democratico che caratterizza il governo di molti Enti, innovare nella gestione della cosa pubblica e porre fine a questa orgia di sprechi e superconsulenze che alimenta solo caste parassitarie dentro le Istituzioni.
Senza una rete civile e democratica solida, non si può costruire la cultura della legalità, senza una chiara idea e una visione dello sviluppo che sappia sostenere la capacità dei sistemi produttivi e delle vocazioni del territorio, che sappia intervenire sull’asse della qualità e della promozione del capitale umano non esistono margini per un’autentica e credibile crescita economica, senza un chiaro segnale di cambiamento, senza una reale inversione di tendenza da parte dei responsabili istituzionali non si possono contrastare le vecchie e inedite emergenze, né si riesce ad affrontare con urgenza le improrogabili sfide del futuro.

4 Comments

  1. carmelo
    <strong>La politica è l'ostacolo delle imprese</strong><br />Credo che sia la Politica l'ostacolo dello sviluppo della Calabria.<br />Sono un giovane agricoltore e se non lecchi il cul o ai politici non ti danno i soldi per fare impresa, ti rendono solo schiavo .<br />Poi, se sei fortunato incontri dei funzionari della regione, che durante il giorno giocano a tresette e se li disturbi si incazzano, non parliamo poi della provincia di vibo valentia dove i dipendenti al giorno vanno al mare e noi li paghiamo.<br />Infine, oggi i sindacati hanno rovinato l'agricoltura Italiana, perchè si sono venduti alla grande distrubuzione, alle Cooperative, solo un grande uomo riusci a portare l'agricoltura alla base della nostra repubblica, un giorno la storia gli darà ragione.
  2. carmelo
    <strong>La politica è l'ostacolo delle imprese</strong><br />Credo che sia la Politica l'ostacolo dello sviluppo della Calabria.<br />Sono un giovane agricoltore e se non lecchi il cul o ai politici non ti danno i soldi per fare impresa, ti rendono solo schiavo .<br />Poi, se sei fortunato incontri dei funzionari della regione, che durante il giorno giocano a tresette e se li disturbi si incazzano, non parliamo poi della provincia di vibo valentia dove i dipendenti al giorno vanno al mare e noi li paghiamo.<br />Infine, oggi i sindacati hanno rovinato l'agricoltura Italiana, perchè si sono venduti alla grande distrubuzione, alle Cooperative, solo un grande uomo riusci a portare l'agricoltura alla base della nostra repubblica, un giorno la storia gli darà ragione.
  3. <strong>http://www.wical.it/articles.asp?id=17</strong><br />http://www.wical.it/articles.asp?id=17
  4. <strong>http://www.wical.it/articles.asp?id=17</strong><br />http://www.wical.it/articles.asp?id=17

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