I Santi Calabresi

Una storia di vite e di santità.

[GARD]

Perché riempia di speranza il cuore di quanti amano questa Regione e sono impegnati per la sua liberazione. Una Regione che vuole contribuire in modo originale alla crescita dell’intero Paese, soprattutto facendo tesoro delle immense ricchezze spirituali che possiede.

Una Regione che è stata perciò anche terra di Santi.

E che deve esserlo ancor di più oggi, attraverso quella santità essenziale che incide nella storia e la trasforma secondo il progetto di Dio; una santità che deve consistere nella totale disponibilità al Vangelo e perciò vuol vivere la propria vita quotidiana come dono ai fratelli.

I Santi della nostra terra da cui possiamo imparare ad essere fedeli al primato della preghiera, perché attraverso essa possiamo leggere i segni dei tempi e trovare la forza di condividere gioie e speranze, tristezze e angosce degli uomini di oggi.


S. Tommaso di Terreti
S. Fantino Junior
S. Fantino Senior
S. Elena da Belforte
S. Luca da Melicuccà
S. Domenica da Tropea
S. Ugolino da Cerisano
S. Arsenio
S. Bartolomeo da Rossano
S. Bartolomeo da Simeri
S. Cipriano di Reggio
S. Ciriaco di Buonvicino
S. Cirillo
S. Cocofante di Scilla
S. Daniele da Belvedere
S. Eusebio
S. Teodora da Rossano
S. Veneranda
S. Dionisio
S. Felice da Scilla
S. Francesco da Paola
S. Gerasimo
S. Giorgio da Vallettuccio
S. Gregorio da Cassano
S. Giovanni Teresti
S. Jeiunio
S. Leo di Africo
S. Umile da Bisignano
(si ringraziano i ragazzi di Bisignano - Cs, per la segnalazione)
S. Proclo da Bisignano (si ringrazia l'utente "laipi", per la segnalazione)
S. Leone II
S. Luca da Messina
S. Luca Vescovo di Bova
S. Nicodemo
S. Nilo da Rossano
S. Onofrio
S. Pietro Spina
S. Simone
S. Telesforo
S. Stefano III
S. Zosimo
S. Zaccaria
SS. Fanzio e Deudata da Tauriano
S. Elia lo Speleota
S. Agatone
S. Antonio di Gerace
S. Antero
S. Gennaro
(si ringrazia il cav. Gregorino Capano, per la segnalazione)

11 Comments

  1. Gregorino Capano
    <strong>Santi di Calabria</strong><br />Egregio signor Salvatore Tripaldi, stamattina navigando nel sito calabresi net ho dato una sbirciata ai "Santi calabresi", la Calabria oltre che avere molti santi, è la prima in assoluto che puà vantare più santi d'Italia. Nella mia poesia "Calabria" ho accennato questo particolare perchè ne sono ampiamente documentato. Anni fa mi recai alla festa di Torre di Ruggero e presso il negozio della chiesa notai tanti souvenir, fra questi mi colpଠtantissimo il libro dei santi scritto dal sac. don Bruno Sodaro edito nel mese di gennaio 1998 come seconda edizione per conto del Virgiglio.Editori. Il Vaticano con lettera al sacerdote don Bruno Sodaro firmata dal cardinale segretario di Stato Sodano ha riconosciuto 33 santi calabresi scoperti in una fossa comune questi monaci basiliani segnalati nell'anno 1722 da un ossesso di nome Tommaso Graziani nella terra di Bivongi. Fra questi santi c'era anche don Giustiniano Coniglio nato a Davoli (CZ) da Carlo e da Immacolata Ussia di Davoli e morto il 9 aprile 907 all'età di 57 anni, di religione 32. Nel mio vocabolario: San Sostene-Davoli nella lettera "S" (santi davulisi) ho riportato questo santo perchè nessuno era a conoscenza di questo fatto con la speranza che il comune di Davoli prendesse l'iniziativa per venerarlo in quanto è l'unico santo di Davoli. A pagina 175 di questo libro dei santi, all'ultima riga, potrà accertarsi di tale notizia mentre nelle pagine 174 e 175 sono riportati gli altri 32 santi calabresi. Il libro in questione è titolato: SANTI E BEATI DI CALABRIA. Se gli interessa, potrei inviargli la fotocopia di queste due pagine per l'elenco completo dei santi. A lei e tutto lo staff le auguro buona domenica, ossequi dal cav. Gregorino Capano. <br /><br />--<br />La chiedo scusa signor Tripaldi, ho notato che nei santi calabresi ha omesso di includere San Gennaro, nella mia poesia "Calabria" l'ho incluso perchè egli è nato a Calafà toni, villaggio ormai scomparso, sostituito ormai da Caroniti (ab. 782),<br />frazione di Ioppolo, (paesino fino a qualche anno fa in provincia di Catanzaro, ma ora di Vibo Valentia. Capisco che i napoletani non digeriscono questo fatto ma i natali di San Gennaro sono documentati in questo libro "SANTI E BEATI DI CALABRIA" segnalato nella precedente e-mail. Rinnovo i saluti dal cav. Gregorino Capano.
  2. Gregorino Capano
    <strong>Santi di Calabria</strong><br />Egregio signor Salvatore Tripaldi, stamattina navigando nel sito calabresi net ho dato una sbirciata ai "Santi calabresi", la Calabria oltre che avere molti santi, è la prima in assoluto che puà vantare pi๠santi d'Italia. Nella mia poesia "Calabria" ho accennato questo particolare perchè ne sono ampiamente documentato. Anni fa mi recai alla festa di Torre di Ruggero e presso il negozio della chiesa notai tanti souvenir, fra questi mi colpଠtantissimo il libro dei santi scritto dal sac. don Bruno Sodaro edito nel mese di gennaio 1998 come seconda edizione per conto del Virgiglio.Editori. Il Vaticano con lettera al sacerdote don Bruno Sodaro firmata dal cardinale segretario di Stato Sodano ha riconosciuto 33 santi calabresi scoperti in una fossa comune questi monaci basiliani segnalati nell'anno 1722 da un ossesso di nome Tommaso Graziani nella terra di Bivongi. Fra questi santi c'era anche don Giustiniano Coniglio nato a Davoli (CZ) da Carlo e da Immacolata Ussia di Davoli e morto il 9 aprile 907 all'età di 57 anni, di religione 32. Nel mio vocabolario: San Sostene-Davoli nella lettera "S" (santi davulisi) ho riportato questo santo perchè nessuno era a conoscenza di questo fatto con la speranza che il comune di Davoli prendesse l'iniziativa per venerarlo in quanto è l'unico santo di Davoli. A pagina 175 di questo libro dei santi, all'ultima riga, potrà accertarsi di tale notizia mentre nelle pagine 174 e 175 sono riportati gli altri 32 santi calabresi. Il libro in questione è titolato: SANTI E BEATI DI CALABRIA. Se gli interessa, potrei inviargli la fotocopia di queste due pagine per l'elenco completo dei santi. A lei e tutto lo staff le auguro buona domenica, ossequi dal cav. Gregorino Capano. <br /><br />--<br />La chiedo scusa signor Tripaldi, ho notato che nei santi calabresi ha omesso di includere San Gennaro, nella mia poesia "Calabria" l'ho incluso perchè egli è nato a Calafà toni, villaggio ormai scomparso, sostituito ormai da Caroniti (ab. 782),<br />frazione di Ioppolo, (paesino fino a qualche anno fa in provincia di Catanzaro, ma ora di Vibo Valentia. Capisco che i napoletani non digeriscono questo fatto ma i natali di San Gennaro sono documentati in questo libro "SANTI E BEATI DI CALABRIA" segnalato nella precedente e-mail. Rinnovo i saluti dal cav. Gregorino Capano.
  3. <strong>richiesta</strong><br />Gentile signori leggendo il vostro sito mi sono acorto che menzionate due sani di origine scillese, dato che noi ignoravamo l'esistenza di due santi di scilla vorrei sapere qualche informazione grazie
  4. <strong>richiesta</strong><br />Gentile signori leggendo il vostro sito mi sono acorto che menzionate due sani di origine scillese, dato che noi ignoravamo l'esistenza di due santi di scilla vorrei sapere qualche informazione grazie
  5. mamone santino
    ss cossimo e` ss domiani <br /><br />la madonna della muntagnia <br /><br />la madonna della carmani <br /><br />la madonna della scoglio
  6. mamone santino
    ss cossimo e` ss domiani <br /><br />la madonna della muntagnia <br /><br />la madonna della carmani <br /><br />la madonna della scoglio
  7. Gentile redazione di calabresi.net, navigando un po nelle pagine di questo ottimo sito non ho potuto fare a meno di entrare nella pagina dedicata ai Santi calabresi. Ebbene mi sono reso suubito conto che manca, purtroppo, il nome di San Proclo da Bisignano.<br />Vi sarei grato e con me l'intera città di Bisignano, se poteste inserirlo nella lista.<br />Grazie e continuate cosi!!!<br />Ad maiora...
  8. Gentile redazione di calabresi.net, navigando un po nelle pagine di questo ottimo sito non ho potuto fare a meno di entrare nella pagina dedicata ai Santi calabresi. Ebbene mi sono reso suubito conto che manca, purtroppo, il nome di San Proclo da Bisignano.<br />Vi sarei grato e con me l'intera città di Bisignano, se poteste inserirlo nella lista.<br />Grazie e continuate cosi!!!<br />Ad maiora...
  9. Gregorino Capano
    <strong>San Proclo da Bisignano</strong><br />Per correttezza desidero comunicare a Laipi che San Proclo di Bisignano non risulta santo nel mio libro dei santi calabresi ma: BEATO PROCLO DI BISIGNANO. Distinti saluti.
  10. Domenico Caruso
    <strong>San Leone, nato nella "Vallis Salinarum"</strong><br />Egregio Direttore,<br />Come potete leggere nel mio sito (www.brutium.info)sezione "Storia della Calabria" - Storie, aneddoti e curiosità: San Leone II, Papa calabrese, probabilmente nacque nell'antica "Vallis Salinarum" (già Piana di S. Martino, oggi S. Martino di Taurianova - R.C.).<br />Lo sostiene in una nota Tommaso Aceti (pag. 335 del Barrio "Antichità e luoghi della Calabria" - Roma 1737).<br />Ed ancora:<br />Nella stessa S. Martino (RC) abbiamo avuto (come potete leggere ne "La Calabria sacra e profana - opera del secolo decimosettimo" del sac. Domenico Martire Cosentino - vol. 2 pagg. 424 e 425 - CS 1878: Angelo di S. Martino della Piana (che operò miracoli e la cui anima fu vista in Cielo); Francesco di S. Martino (che operò pure prodigi,sanando col segno della Croce tutti gli infermi che da lui andavano).<br /> Certo che farete presente la segnalazione, saluto e ringrazio.<br /> Domenico Caruso
  11. <strong>San Falco Poerio da Taverna</strong><br />Egr.gio direttore, mi presento sono Carmine Mustari, sono appassionato di storia e cultura in genere, ma scrivere di me è superfluo, almeno per ora. Volevo segnalare un santo che è nato e vissuto a Taverna a cavallo dell'anno 1000, poi trasferitosi a Palena in Abruzzo, dove ha lasciato la vita terrena, invio una breve biografia del santo sperando che Lei gentimelte possa inserirlonella lista dei santi Calabresi. accanto a San Falco sempre a Taverna è nato il beato Pirro Poerio, come può ben notare la lista si allunga, ma leggendo la biografia di San Falco è ben evidente che di santi calabresi v ne stanno ancora altri...spero di aver fatto cosa gradita. Mi auguro di poter aggiungere altri nomi alla già lunga lista di santi.<br />San Falco nacque nella secona metà del X secolo a Taverna. E' probabile che da giovane abbia lasciato la propria famiglia (forse Poerio) per ritirarsi in preghiera e in penitenza nel romitorio di Pesaca. In quel luogo solitario e silenzioso, sotto la sorveglianza dell'Abate Ilarione, capo dei monaci basiliani, egli visse in umiltà e servizio assieme a religiosi Santi come S. Rinaldo, S. Franco, S. Orante e S. Giovanni. A seguito delle innumerevoli incursioni saracene e dei saccheggi, molti religiosi si rifugiarono in terra d'Abruzzo. Tra la moltitudine di cristiani fuggiti dalle patrie natie, vi fu anche Santo Abate Ilario con sette suoi fratelli tra cui San Falco. Essi si fermarono nelle vicinanze del fiume Aventino che scorre lontano dall'abitato di Palema. Qui con l'aiuto della popolazione dei Castelli vicini, i religiosi comprarono un terreno su cui costruirono piccole celle e una chiesetta. Riprese così la loro vita austera, dedita alla meditazione e all'aiuto del prossimo, suscitando l'ammirazione della gente del posto, a tal punto che molti lasciarono il mondo per ritirarsi nel romitorio. Durante un pellegrinaggio verso Roma i religiosi incontrarono sette indemoniati che riuscirono a guarire con le loro preghiere. Dopo la morte dell'Abate Nicolò Greco, i religiosi si divisero e ognuno seguì la propria strada. Fu così che San Falco si diresse verso le terre dei Pellegrini giunse a Palena dove si fermò con l'intento di riposarsi e di proseguire poi per Roma. Dio lo volle per sempre a Palena dove si sistemò in un piccolo eremo fuori dalla città. Tutti nei dintorni conoscevano la sua santità e il potere fornitogli da Dio sugli spiriti maligni che in gran numero possedevano uomini e campagne. Il 13 gennaio (forse della seconda metà del XV secolo) nel paese si sentì suonare la campanella dell'eremo. Alcuni giovani si recarono sul monte per vedere cosa volesse San Falco, ma lo trovarono privo di vita steso su una tavola tra due candele accese, una vicino al capo e l'altra ai piedi. La campanella suonava da sola per annunciare la morte di quell'uomo tanto amato. Il corpo del santo fu seppellito nella chiesa di Sant'Egidio Abate, dove il suo corpo continuò ed emanare un soave profumo avvertito anche nell'eremo il giorno della sua morte. Nel 1383 il corpo di San Falco venne trasferito nella chiesa Matrice di Sant'Antonio dove fu costruita una ricca cappella. Oggi San Falco è il protettore di Palena, a lui fu eretta una statua d'argento, a mezzo busto, dentro la quale è custodito il Sacro Teschio che viene esposto ai fedeli il 13 gennaio, giorno della morte, e nella domenica successiva al 29 agosto, in ricordo della traslazione delle sue reliquie dalla chiesa di Sant'Egidio a quella di Sant'Antonio. A distanza di secoli, studi approfonditi sul Santo e le sue origini, hanno condotto i tavernesi a scoprire i luoghi in cui San Falco ha trascorso gli anni più importanti della sua vita. Così nel 2002 le autorità civili e religiose di Taverna insieme ad un gruppo di cittadini hanno raggiuno Palena con la quale Taverna si è unità in gemellaggio storico-religioso. In omaggio a questo gemellaggio i palemesi hanno donato un uguale busto di argento del Santo che attualmente si trova nella chiesa di Santa Maria Maggiore in Taverna.

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