Impegno del Ministro Sandro Bondi sui Bronzi di Riace

Venerdì 26 settembre 2008 a Roma nel Palazzetto Mattei sede Società Geografica Italiana che conferiva il Premio Navicella alla carriere di Folco Quilici, il reporter romano Luca Pagni ha carpito un prezioso impegno del Ministro Sandro Bondi, circa le verifiche da farsi sul possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, come denunciato dal Prof. Giuseppe Braghò di Vibo Valentia.

[GARD]

Per saperne di più, vedete il video
alla pagina web http://it.youtube.com/watch?v=fRI4UrQbVOc

Il 2 agosto 2007 nel corso di una conferenza stampa al M.I.B.A.C., l'allora Ministro per i Beni Culturali e Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, risponde al reporter romano Luca Pagni sulle indagini giudiziarie in corso volte a verificare il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, come denunciato dal Prof. Giuseppe Braghò di Vibo Valentia.

Per saperne di più, vedete il video
alla pagina web: http://it.youtube.com/watch?v=4SxBQsDGNAM


Cari colleghi, a tale scopo Vi invito a visitare le pagine web che ho dedicato ai Bronzi di Riace:

  • http://www.photographers.it/view_news.php?id=292
  • http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
  • http://bronzidiriace.style.it/
In una fotografia amatoriale, scattata dopo il recupero dei Bronzi di Riace, è ritratto un maniglione dello scudo mai trovato di una delle due statue. La fotografia è esposta in una mostra della Pro Loco di Riace, dal ricercatore vibonese, Giuseppe Braghò, che da diversi anni sta conducendo una ricerca sul presunto furto di uno scudo e di una lancia appartenuti alle statue. "Dalle foto - sostiene Braghò - si vede un oggetto che fuoriesce dalla mano del bronzo cosiddetto "Giovane". Quello sarebbe il maniglione dello scudo appartenuto alla statua e mai ritrovato".


RASSEGNA STAMPA

Domenica Morabito ha scritto:
Visto il fisico, non sembrano aver bisogno di altre armi. Eppure, uno dei Bronzi di Riace aveva con sé una lancia e uno scudo al momento del ritrovamento nelle acque calabresi, nel 1972. Il ricercatore Giuseppe Braghò è sicuro che i due oggetti siano stati rubati. Ad appoggiare la sua tesi, una foto scattata al momento del recupero. «Dalla foto - sostiene il ricercatore - si vede un oggetto che fuoriesce dalla mano del bronzo cosiddetto “Giovane”. Si tratterebbe del maniglione dello scudo appartenuto alla statua e mai ritrovato». Secondo Braghò, inoltre, non esisterebbero solo due Bronzi, ma almeno tre. Dopo la denuncia, sono partite le indagini dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico.

Massimo Lapenda ha scritto:

BRONZI DI RIACE: IN UNA FOTO PEZZO DELLO SCUDO MANCANTE

REGGIO CALABRIA - Diventa sempre più intricata e misteriosa la vicenda del ritrovamento dei Bronzi di Riace. Una fotografia, scattata il giorno del recupero delle statue, dimostrerebbe, secondo il ricercatore vibonese, Giuseppe Braghò, l'esistenza di uno scudo che però non è stato mai trovato. La fotografia amatoriale è stata esposta nel corso di una mostra svoltasi quest'estate a Riace ed organizzata dalla Pro Loco.

Dopo aver visto le foto della Pro Loco di Riace, scattate al momento del recupero delle statue, mi sono recato al Museo di Reggio Calabria e tra gli oggetti esposti, trovati con i bronzi, non c'é traccia di quell'oggetto che si vede nella fotografia".


 

 
Da diverso tempo Braghò, autore di due libri nei quali si sostiene il furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace, sostiene anche che le statue erano tre e non due. A suffragare questa tesi, secondo il ricercatore vibonese, c'é una relazione fatta al momento del ritrovamento delle statue al largo delle acque di Riace.


Si noti anche che Stefano Mariottini, denuncia che le statue
"...si conservano perfettamente, moellato pulito, privo di oncrostazionievidenti..."


Bronzo A: appena recuperato.
Non corrisponde con la descrizione fatta nella denuncia di Stefano Mariottini...
Mariottini si riferiva, forse ad una terza statua ?


Bronzo A: prima fase restauro a Reggio Calabria.
Mariottini descrisse uno scudo, al braccio di Tideo.

Dove si trova l'elmo ?


 

"Nella relazione - aggiunge - si fa riferimento ad un gruppo di statue. Se fossero state solamente due avrebbero sicuramente indicato il numero preciso. E sempre nella stessa relazione vengono descritte i due Bronzi e viene scritto esplicitamente che era presente uno scudo sul braccio sinistro di una delle due statue. A supportare la tesi del furto degli oggetti appartenuti ai bronzi c'é anche la testimonianza di una donna che ho raccolto ed i cui contenuti ho diffuso nel mio ultimo libro". Sulla vicenda del presunto furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace è stata avviata anche una indagine compiuta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico. L'attività investigativa, nata dalle ricerca di Braghò, non ha portato, almeno per il momento, a nessun esito.
Così il settimanale OGGI intitolava l’articolo
> di Pino Aprile
a pagina 82 del n. 40 del 7 ottobre 1981.

  
 

Sia nel libro che nel dossier la scoperta dei Bronzi di Riace figura contesa tra Stefano Mariottini [chimico romano della Selenia ed esperto subacqueo. Su incarico della Soprintendenza della Calabria collabora nelle ricerche archeologiche subacquee fino al ritiro della delega da parte della dottoressa Anna Lisa Zarattini (subentrata alla dottoressa Elena Lattanzi nel 2005) soprintendente reggente a Reggio Calabria fino al 2 agosto 2006] e 4 ragazzi di Riace Marina: Cosimo e Antonio Alì, Domenico Campagna e Giuseppe Sgrò.

Quest’ultimo dichiara di essere stato chiamato in caserma, dai Carabinieri, per riferire tutto ciò che sapeva su elmo, scudi, lancia e quanto altro dei Bronzi non era stato rinvenuto.

Disse “Cercavano riferimenti tra oggetti spariti dal mare ed il rapimento di Paul Getty junior: cosa c’entro, io, con questa storia?”. A stretto giro interviene Domenico Campagna: “Se manca della roba, l’hanno presa loro, i Carabinieri! Semplicemente chi era a guardia del posto poteva avvicinarsi. Il mare, dopo la nostra denuncia, era sorvegliato giorno e notte: si davano il cambio, le varie forze dell’ordine. Forse, se qualcosa sparì, è stato portato via prima, tra il momento della scoperta e quello della denuncia. Ne saranno passati non più di due, di giorni. Deve sapere che il mare era un po’ mosso, dopo il nostro avvistamento delle Statue, e per un po’ di tempo l’acqua era torbida, non si vedeva bene, e ciò ha cagionato che noi siamo ritornati ancora una volta, la mattina del diciassette agosto, prima di recarci alla Guardia di Finanza di Monasterace per comunicare il tutto, dopo aver segnato il posto con una ciambella gialla e rossa, avuta dalla cuginetta di Peppe Sgrò. Tenga anche conto che eravamo dei ragazzi, non tanto pratici quanto Mariottini: lui aveva perfino la muta! Chi l’aveva mai vista, quell’attrezzatura?

Ma l’acqua della ricerca si fa ancora più torbida quando nel libro “I BRONZI - le altre verità” a pagina 13 si legge che Cosimo Alì il 16 agosto 1972 notò in acqua, a qualche centinaio di metri e di fronte la tenda, galleggiare un palloncino da sub, non capendo perché il Mariottini marcasse questo spazio… come se “avesse visto qualche preda importante” ... "Non è pesce e neanche carne... somiglia ad una statua...".
La stessa sera i ragazzi notarono il Mariottini che cercava di ripescare qualcosa ma finì per fondere il motore facendo un grande frastuono.

Per saperne di più visitate: http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm

 

2 Comments

  1. <strong>lo scudo era presso l'abitazione di George Herbert</strong><br />Ecco quanto riporta il Prof. Giuseppe Braghà <br />a pagina 110 del libro “Facce di bronzo”:<br /><br />Durante la stesura di queste pagine, qualcuno volle raccontarmi di sape­re, dove potessero oggi trovarsi tali reperti. <br /><br />Lo riporto per dovere d'infor­mazione,<br />e non perchè ne sia personalmente convinto.<br /><br />Toccherà ai Carabi­nieri indagare sull'attendibilità della notizia.<br /><br />"Un mio amico lavora nei servizi segreti, e in un momento di rilassa­mento particolare mi ha riferito di conoscere il luogo dove si custodisce lo scudo e anche altro: in Texas, presso l'abitazione di George Herbert Walker Bush, padre dell'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America. All'epoca Bush senior possedeva un'importante compagnia petrolifera, la Bush-Overby Development Co., e per un anno fià­ anche direttore della C.I.A. I reperti pervennero a lui durante la vicepresidenza, sotto Ronald Reagan. Aveva un ottimo rapporto sia d'amicizia sia d'affari con Paul Getty, altro magnate del petrolio, il quale a sua volta era in relazioni d'af­fari con l'ENI. Nessuno mai riuscirà ad averli indietro: neanche Rutelli".<br /><br />
  2. <strong>lo scudo era presso l'abitazione di George Herbert Walker Bush ???</strong><br />Ecco quanto riporta il Prof. Giuseppe Braghà <br />a pagina 110 del libro “Facce di bronzo”:<br /><br />Durante la stesura di queste pagine, qualcuno volle raccontarmi di sape­re, dove potessero oggi trovarsi tali reperti. <br /><br />Lo riporto per dovere d'infor­mazione,<br />e non perchè ne sia personalmente convinto.<br /><br />Toccherà ai Carabi­nieri indagare sull'attendibilità della notizia.<br /><br />"Un mio amico lavora nei servizi segreti, e in un momento di rilassa­mento particolare mi ha riferito di conoscere il luogo dove si custodisce lo scudo e anche altro: in Texas, presso l'abitazione di George Herbert Walker Bush, padre dell'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America. All'epoca Bush senior possedeva un'importante compagnia petrolifera, la Bush-Overby Development Co., e per un anno fià­ anche direttore della C.I.A. I reperti pervennero a lui durante la vicepresidenza, sotto Ronald Reagan. Aveva un ottimo rapporto sia d'amicizia sia d'affari con Paul Getty, altro magnate del petrolio, il quale a sua volta era in relazioni d'af­fari con l'ENI. Nessuno mai riuscirà ad averli indietro: neanche Rutelli".<br /><br />

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