Piromalli, sindaci, infiltrazioni…E la Commissione Antimafia?

(Nuccio Iovene- Coordinatore regionale Sinistra Democratica della Calabria già componente della commissione antimafia)

[GARD]

Una nuova operazione di polizia condotta nella piana di Gioia Tauro ha messo nuovamente in luce l’intreccio mafia-politica che pesa sulla Calabria in tutta la sua gravità.

I sindaci di Gioia Tauro e Rosarno, insieme ad altri amministratori locali, tutti esponenti del centrodestra, e alcuni esponenti del clan Piromalli (una delle principali famiglie della ‘ndrangheta calabrese) sono stati tratti in arresto ieri mattina a seguito di una inchiesta della DDA di Reggio Calabria.

Gli arresti sono stati eseguiti dopo che i Comuni erano stati nuovamente sciolti per infiltrazioni mafiose nei mesi scorsi e confermano il controllo assoluto del territorio da parte delle cosche e la complicità o l’asservimento di una certa politica nei confronti della ‘ndrangheta.
 

La vicenda oggetto dell’inchiesta disvela l’ennesimo paradosso di cui la Calabria è vittima e lo rende evidente in tutti i suoi aspetti: negli anni scorsi i Sindaci di centrosinistra di Gioia Tauro e Rosarno, Aldo Alessio e Peppino Lavorato, decidono per la prima volta la costituzione di parte civile nei processi contro le cosche della piana dei loro rispettivi comuni.

A seguito di quella decisione la cosca Piromalli viene condannata ad indennizzare i Comuni di Gioia Tauro e Rosarno, per i danni loro procurati, con dieci milioni di euro.

Nel frattempo il centrodestra vince le elezioni in entrambi i comuni e di fronte alla “indisponibilità” economica dichiarata dai Piromalli nel dare corso al pagamento dei dieci milioni di indennizzo previsti i Sindaci oggi arrestati decidono di “rivalersi” con prestazioni in natura, affidando cioè al condannato avvocato Piromalli il patrocinio delle azioni legali dei loro comuni, deducendone il costo dal credito vantato.

Oltre il danno, la beffa, dunque. I Piromalli, e con loro le altre cosche collegate dei Pesce e Bellocco, rientrano dal portone principale nei comuni e negli affari dai quali i tribunali avevano tentato di cacciarli, addirittura facendo ipocritamente passare come “servizio” quello svolto e consolidando di fatto il loro potere e “prestigio” sull’intero territorio.

Tanto che dalle intercettazioni è emerso come la cosca, che aveva ormai diretto e libero accesso a tutte le carte ed informazioni dei comuni, sia intervenuta anche nella definizione del nuovo svincolo autostradale della Salerno Reggio Calabria.

La cosa ancora più preoccupante è che per molti questo vero e proprio scandalo non sia risultato tale e che solo dopo l’inchiesta della magistratura si sia proceduto allo scioglimento dei comuni e ora agli arresti. Dimostrazione della scarsa o nulla tensione antimafia in gran parte della politica e anche della società civile locale: quello che avrebbe dovuto suscitare indignazione e scandalo è stato vissuto da molti come del tutto naturale e dai collusi o conniventi come un ennesimo capolavoro di ipocrisia e complicità.

Nella passata, pur breve, legislatura la commissione parlamentare antimafia (non ancora istituita in questa..ed è un altro scandalo) aveva indicato le modifiche necessarie nella normativa per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni locali dando la possibilità di intervenire bonificando le burocrazie delle pubbliche amministrazioni sciolte per mafia, ad esempio.
Non sarebbe male ripartire da lì. Ma si sa, per questo governo le priorità sulla sicurezza sono altre.

8 Comments

  1. <strong>le mafie</strong><br />Ancora siamo convinti che le "mafie calabresi" abbiano un colore politico?<br />Allora che dire del Consiglio Regionale...(di sinistra), vedi vicenda Fortugno e record di consiglieri regionali con problemi giudiziari di vario titolo.<br /><br />Oltre la 'Ndrangheta in Calabria ci sono altre "mafie", la massoneria delle caste, una parte di magistratura (come denunciato da De Magistris), amministratori e funzionari pubblici corrotti, politici affaristi-mafiosi di destra e di sinistra, (Im)PRENDITORI e via dicendo.<br /><br />In pratica non si salva nessuno...<br /><br />Che tristezza.
  2. <strong>le mafie</strong><br />Ancora siamo convinti che le "mafie calabresi" abbiano un colore politico?<br />Allora che dire del Consiglio Regionale...(di sinistra), vedi vicenda Fortugno e record di consiglieri regionali con problemi giudiziari di vario titolo.<br /><br />Oltre la 'Ndrangheta in Calabria ci sono altre "mafie", la massoneria delle caste, una parte di magistratura (come denunciato da De Magistris), amministratori e funzionari pubblici corrotti, politici affaristi-mafiosi di destra e di sinistra, (Im)PRENDITORI e via dicendo.<br /><br />In pratica non si salva nessuno...<br /><br />Che tristezza.
  3. Francesco P.
    <strong>La politica</strong><br />Sono daccordo con Peppino, in questo paese molti individui e specialmente di sinistra pensano di essere i Santi Eroi di questo mondo non appena una qualsiasi notizia collude i politici di destra nello sporco mondo degli affari con le mafie. Credo che oggi sono pochi i politicanti che non sfiorino o praticano i canali mafiosi nella gestione amministrativa degli enti locali e nazionali. <br /><br />Sono convinto che dove c'è potere politico e denaro pubblico c'è mafia, sia esso presente al sud come al nord e che sia gestito da uomini di sinistra o di destra il risultato non cambia. Se dobbiamo cercare dei Santi o degli Eroi li dobbiamo trovare in coloro che si battono per:<br /><br />- Assicurare la certezza della pena;<br />- Abrogare le leggi vigenti che favoriscono sconti di pena o agevolazioni di ogni tipo pur di non rimanere in carcere;<br />- Impedire che leggi adpersonam possano andare in vigore per svincolare uno più uomini da responsabilità penali e civili;<br />- Riformare la giustizia in modo che possa essere garante per tutti i cittadini;<br />- Diffondere una cultura politica capace di esprimere il buonsenso, in modo che le prossime generazioni crescano con valori ed ideali più sani e giusti, che siano colti a salvaguardare gli interessi della collettività e che sappiano riconoscere ed isolare gli interessi crimonosi.<br /><br />Solo affrontando questi problemi, credo che persone come gli amministratori di Gioia Tauro e Rosarno e colleghi dai mille colori, non ritornerebbero in libertà senza avere scontato la pena e/o meglio non credo che se ne ripresenterebbero degli altri di amministratori, che si colluderebbero cosi facilmente con le mafie.
  4. Francesco P.
    <strong>La politica</strong><br />Sono daccordo con Peppino, in questo paese molti individui e specialmente di sinistra pensano di essere i Santi Eroi di questo mondo non appena una qualsiasi notizia collude i politici di destra nello sporco mondo degli affari con le mafie. Credo che oggi sono pochi i politicanti che non sfiorino o praticano i canali mafiosi nella gestione amministrativa degli enti locali e nazionali. <br /><br />Sono convinto che dove c'è potere politico e denaro pubblico c'è mafia, sia esso presente al sud come al nord e che sia gestito da uomini di sinistra o di destra il risultato non cambia. Se dobbiamo cercare dei Santi o degli Eroi li dobbiamo trovare in coloro che si battono per:<br /><br />- Assicurare la certezza della pena;<br />- Abrogare le leggi vigenti che favoriscono sconti di pena o agevolazioni di ogni tipo pur di non rimanere in carcere;<br />- Impedire che leggi adpersonam possano andare in vigore per svincolare uno pi๠uomini da responsabilità penali e civili;<br />- Riformare la giustizia in modo che possa essere garante per tutti i cittadini;<br />- Diffondere una cultura politica capace di esprimere il buonsenso, in modo che le prossime generazioni crescano con valori ed ideali pi๠sani e giusti, che siano colti a salvaguardare gli interessi della collettività e che sappiano riconoscere ed isolare gli interessi crimonosi.<br /><br />Solo affrontando questi problemi, credo che persone come gli amministratori di Gioia Tauro e Rosarno e colleghi dai mille colori, non ritornerebbero in libertà senza avere scontato la pena e/o meglio non credo che se ne ripresenterebbero degli altri di amministratori, che si colluderebbero cosi facilmente con le mafie.
  5. Pete
    Questa è l’ennesima dimostrazione (come se c’è ne fosse bisogno), che le mafie in Italia e nel mondo trovano terreno fertile dove le Istituzioni sono assenti. <br />Nell’articolo del Sig. P. Falaschi si evince che la ndrangheta come sempre è avanti a tutti poichè quando non trova il terreno adatto per proliferare se lo crea. Non gli mancano i mezzi e i modi, è solo una costante azione di controllo del territorio puà far si che queste cose non avvengono.<br />Sono dell’idea che la provenienza politica non sia un carattere fondamentale della faccenda. Sono altresଠconvinto che in determinate luoghi solo con l’appoggio di certe persone si possa vincere. <br />Caro Francesco sono d’accordo con te su tutti i punti il problema è che queste cose si possano ottenere in un sistema Ideale. <br />Potremmo stare delle ore a discutere su quali di questi punti sia il pi๠importante per poi ritrovarci sempre al punto di partenza. <br />La Calabria come altre regioni in Italia hanno bisogno di altro, la certezza della pena per reati connessi o collusi con mafia non dovrebbe essere mai messa in discussione ma, la cosa pi๠importante è colpire le mafie nei punti cardini delle loro attività , si deve cercare di togliergli il controllo del territorio, una soluzione ideale sarebbe quella di un aumento delle forze dell’ordine operante su un determinato territorio , insieme ad un aumento concreto del numero di giudici e di strutture che funzionano. <br />Contestualmente bisogna colpire il potere delle associazioni mafiose colpendo i loro patrimoni. Il business e i capitali creano il vero potere e gli intrecci tra mala politica e mal’affare .<br />Bisogna smettere di mitizzare i mafiosi, sono solo degli uomini che adorano i soldi come unico Dio e solo togliendoli li si puà colpire.<br />Per fare tutto questo bisognerebbe dare alla magistratura una vera indipendenza e inoltre dargli i mezzi gli uomini e lasciarli lavorare. Se tutto ci avvenisse perà si colpirebbero tanti uomini politici anche di un certo livello e si ricomincerebbe con la solita litania sulla magistratura. <br />Allora la soluzione è unica è semplice, teniamoci questa classe politica incapace di reagire a qualunque problema, teniamoci le mafie tanto siamo abituati, teniamoci giudici sempre meno motivati e sempre pi๠repressi, teniamoci appartenenti alle forze dell’ordine che quando vedono uno in flagranza di reato dicono lasciamolo stare tanto anche se lo arrestiamo nel giro di 24 lui sarà fuori e noi ancora dentro a riempire scartoffie.<br />L’unica speranza di noi abitanti del sud è quella di emigrare, di raggiungere i nostri corregionali calabresi nel mondo ovunque essi siano. Oppure che la ndrangheta vinca questa guerra con lo stato ( Guerra che non c’è in questo momento) almeno noi cittadini del sud saremo servi ad un solo padrone.<br />Scusate lo Sfogo, per sempre cittadino del sud del Mondo Pietro
  6. Pete
    Questa è l'ennesima dimostrazione (come se c'è ne fosse bisogno), che le mafie in Italia e nel mondo trovano terreno fertile dove le Istituzioni sono assenti. <br />Nell'articolo del Sig. P. Falaschi si evince che la ndrangheta come sempre è avanti a tutti poichè quando non trova il terreno adatto per proliferare se lo crea. Non gli mancano i mezzi e i modi, è solo una costante azione di controllo del territorio puà far si che queste cose non avvengono.<br />Sono dell'idea che la provenienza politica non sia un carattere fondamentale della faccenda. Sono altresଠconvinto che in determinate luoghi solo con l'appoggio di certe persone si possa vincere. <br />Caro Francesco sono d'accordo con te su tutti i punti il problema è che queste cose si possano ottenere in un sistema Ideale. <br />Potremmo stare delle ore a discutere su quali di questi punti sia il più importante per poi ritrovarci sempre al punto di partenza. <br />La Calabria come altre regioni in Italia hanno bisogno di altro, la certezza della pena per reati connessi o collusi con mafia non dovrebbe essere mai messa in discussione ma, la cosa più importante è colpire le mafie nei punti cardini delle loro attività , si deve cercare di togliergli il controllo del territorio, una soluzione ideale sarebbe quella di un aumento delle forze dell'ordine operante su un determinato territorio , insieme ad un aumento concreto del numero di giudici e di strutture che funzionano. <br />Contestualmente bisogna colpire il potere delle associazioni mafiose colpendo i loro patrimoni. Il business e i capitali creano il vero potere e gli intrecci tra mala politica e mal'affare .<br />Bisogna smettere di mitizzare i mafiosi, sono solo degli uomini che adorano i soldi come unico Dio e solo togliendoli li si puà colpire.<br />Per fare tutto questo bisognerebbe dare alla magistratura una vera indipendenza e inoltre dargli i mezzi gli uomini e lasciarli lavorare. Se tutto ci avvenisse perà si colpirebbero tanti uomini politici anche di un certo livello e si ricomincerebbe con la solita litania sulla magistratura. <br />Allora la soluzione è unica è semplice, teniamoci questa classe politica incapace di reagire a qualunque problema, teniamoci le mafie tanto siamo abituati, teniamoci giudici sempre meno motivati e sempre più repressi, teniamoci appartenenti alle forze dell'ordine che quando vedono uno in flagranza di reato dicono lasciamolo stare tanto anche se lo arrestiamo nel giro di 24 lui sarà fuori e noi ancora dentro a riempire scartoffie.<br />L'unica speranza di noi abitanti del sud è quella di emigrare, di raggiungere i nostri corregionali calabresi nel mondo ovunque essi siano. Oppure che la ndrangheta vinca questa guerra con lo stato ( Guerra che non c'è in questo momento) almeno noi cittadini del sud saremo servi ad un solo padrone.<br />Scusate lo Sfogo, per sempre cittadino del sud del Mondo Pietro
  7. De Vita
    <strong>siamo tutti uguali</strong><br />non dimentichiamo anche quanti di noi hanno offerto il caffè in bar incontrando il capoccia del paese..............
  8. Pietro
    <strong>Re :Siamo Tutti Uguali</strong><br />Grande Michele, Salutiamo, sei riuscito ad esprimere con 4 parole il concetto piu difficile del mondo. Sono queste le cose che noi normali cittadini non dobbiamo più fare mentre, le cose che secondo me devono fare le istituzioni le ho scritte sopra.

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