BoscasItaly on line

Rende – Ottimi i risultati raggiunti dal progetto BoscasItaly, body scanner per sartorie artigianali made in Italy. La sperimentazione è firmata Zeus, una società di ricerca di Rende che grazie ad un cofinanziamento della Regione Calabria e dell’Unione Europea ha realizzato questo prototipo dai costi contenuti e non invasiva. In pratica il processo BoscasItaly, consiste nell’acquisizione delle misure del corpo del cliente all’interno di sartorie artigianali che hanno la propria sede all’estero, così da ottenere un tridimensionale elettronico da un corpo reale (body).

Le misure saranno poi trasmesse in modo remoto direttamente in Italia, dove, si realizzerà un body artificiale fedele riproduzione di quello del cliente. Giuseppe Lopez, coordinatore scientifico del progetto lo illustra affermando che ha due punti di forza il body scanner è preciso, non invasivo ed ha un costo contenuto; e poi non aliena la figura dell’artigiano che è realmente supportato da questa tecnologia. Ha collaborato alla realizzazione di BoscasItaly anche Luigi Paradiso, tecnologo della moda partenopeo.

“Più volte si è tentato di mettere a disposizione la tecnica dello scanner nella sartoria – dice Paradiso – ma questa è la prima volta che i risultati sono più che soddisfacenti e rispecchiano le aspettative iniziali”. Al tavolo dei relatori anche l’assessore al comune di Rende Pietro Ruffolo, e il dirigente del settore ricerca della Regione Calabria Giuseppe Rossi, entrambi soddisfatti di questi risultati, che promuovono ampiamente la ricerca calabrese “avete fatto una buona comunicazione – dice Rossi – di solito i ricercatori anche se hanno buone idee non riescono poi a diffonderle al pubblico”.

Nel pubblico in sala un ospite d’eccezione, Sandro Principe il quale emise il bando che ha finanziato anche BoscasItaly durante il suo assessorato regionale. La ricerca a disposizione delle aziende – dice Principe – è una necessità che porta buoni risultati, e questo progetto ne è un esempio. Se fino a poco tempo fa è stato difficile se non impensabile per chi vive, ad esempio, negli Stati Uniti indossare un abito su misura confezionato da un sarto italiano, in un atelièr italiano, da oggi non è più così.

Una forma nuova per continuare a promuovere con l’evoluzione tecnologica la tradizione del made in Italy. Il progetto viene promosso soprattutto dai tanti sarti in sala, arrivati per l’occasione da tutta la Calabria. Ho sempre sognato qualcosa del genere – dice il signor Mancuso noto sarto del catanzarese. Ma c’è che anche chi arriva da Roccella Ionica e dalla stessa Cosenza, ciò che più è importante è che per la prima volta si riesce a produrre un corpo umano in maniere fedele, anche le imperfezioni senza cifre elevate.

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