Mario Segni a Spezzano per promuovere il “sì” del prossimo referendum

In vista delle elezioni referendarie del prossimo 21 giugno, arriva da Spezzano Albanese un accorato appello da parte dell'onorevole Mario Segni che, sabato 2 maggio, ha ribadito l'importanza di recarsi alle urne per votare “Sì”.

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In qualità di coordinatore del comitato promotore del referendum elettorale, il suo messaggio è stato quello di “cancellare una scellerata legge elettorale voluta da Berlusconi e dal centro destra che ha reciso ogni rapporto fra eletto ed elettore”. Su questa linea, tra l'altro sostenuta dallo stesso sindaco locale Ferdinando Nociti, il promotore dei referendum ha basato il proprio intervento, sottolineando più volte le ricadute negative dell’attuale legge elettorale, sia in termini di perdita dei valori democratici della trasparenza e della governabilità, che in termini del rapporto diretto fra eletto ed elettore, “visto che a raccogliere i consensi -ha specificato- è stato un esponente di partito che ha presto ceduto il posto ad un oscuro gregario del tutto disinteressato ai problemi del territorio che dovrebbe rappresentare”.

Non sono mancate le note di approvazione sull'attuale figura del sindaco, “finalmente non più oggetto di accordi sottobanco e di clientelismo”. Non sono mancati i plausi del primo cittadino Nociti che ha ribadito la necessità di cambiare il sistema elettorale al fine di vedere “un’Italia definitivamente e chiaramente lontana da metodi e comportamenti tipici della cosiddetta Prima Repubblica”.

«Dobbiamo rompere definitivamente -ha aggiunto Segni- la visione della politica fatta nel chiuso dei palazzi del potere e lontano dalle periferie. Roma continua ad essere un centro di decisioni lontane e incomprensibili da cui provengono candidati sconosciuti che non hanno alcun rapporto coi cittadini». E se per Segni la questione politica deve essere portata a compimento, non mancano i riferimenti alla grande partecipazione popolare che si sta vivendo negli Usa con l'elezione di Obama. «La stessa partecipazione deve esserci -ha evidenziato il parlamentare- il prossimo 21 giugno. La scelta di questa data è stata del tutto scellerata visto che rappresenta un autentico schiaffo alla democrazia in un Paese ove le veline contano più dei politici. Una data a rischio per il raggiungimento del quorum, che si configura come un autentico sabotaggio perpetrato con la segreta speranza che gli elettori preferiranno disertare le urne. Perché è certo che il raggiungimento del quorum coinciderà con la vittoria del “Sì”».

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