Cultura, lettere inedite di Francesco Grisi: da Ignazio Silone a Italo Calvino

Se ne parlerà in una ''tre giorni'' di studi che si svolgerà a Cutro a partire da domani

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Crotone, 6 mag. (Adnkronos) - Di Francesco Grisi si parlera' in una ''tre giorni'' di studi che si svolgera' a Cutro (Crotone) a partire da domani. I lavori dedicati alla figura e all'opera di Francesco Grisi, tra personaggio e scrittore, saranno conclusi da Pierfranco Bruni, Presidente del Centro Studi e Ricerche ''Francesco Grisi'' e Vice presidente Nazionale del Sindacato Libero Scrittori, il quale portera' una importante testimonianza riferita alle lettere inedite tra Grisi e alcuni scrittori del Novecento tra i quali Aldo Palazzeschi, Giuseppe Marotta, Dino Buzzati, Giuseppe Berto, Italo Calvino, Ignazio Silone, Mario Pomilio, Giuseppe Prezzolini, Diego Fabbri.

Il lavoro di Bruni e' parte integrante di uno studio che riguarda tutto il materiale inedito di Francesco Grisi. Grisi di origini calabresi, i genitori erano di Cutro, e' scomparso dieci anni fa. Gli incontri sono organizzati dal Comune di Cutro con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, il Centro Studi e Ricerche ''Francesco Grisi'', il Sindacato Libero Scrittori Italiani e la collaborazione dell'Associazione Culturale ''Le Maide'' federata ''BombaCarta''.

Per l'occasione Pierfranco Bruni percorre un tracciato in cui si evidenzia l'amicizia di Grisi con gli scrittori citati e di cui si hanno testimonianze proprio attraverso le lettere. Ecco di Berto cosa ricorda: "Ero amico di Berto. Ci incontravamo spesso. Si parlava di tutto. Ma non si approfondiva nessun problema. La conversazione serviva solo per certificare. Vi erano anche i lunghi silenzi. Berto aveva sempre paura di entrare nella vita. Era un grovigli di contraddizioni. Trovata una verita' la metteva subito in dubbio. Ma soffriva. La sua angoscia era quella di chi e' destinato a navigare sempre. Mai un porto dove fermarsi. I suoi amori vivono intensamente, prima. Irrimediabilmente finiti, dopo. Eppure credeva nell'amore. Diceva che l'amore e' un sentimento confuso perche' da una parte e' 'divinamente eccelso' (sono sue parole) e dall'altra affonda le radici nell'oscurita' del sesso. E soffriva perche' si sentiva incapace di conciliare. Anche fisicamente era strano. Un giorno si presentava con lo sguardo limpido che lo illuminava, sistemato e profumato. E il giorno dopo era pieno di rughe, invecchiato con gli occhi macchiati. Straccione".

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